Siracusa, Cavallaro su Aretusacque: “Rapidi per le cauzioni, silenzio su indennizzi”

05 Ottobre 2026 - 13:30
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Siracusa, Cavallaro su Aretusacque: “Rapidi per le cauzioni, silenzio su indennizzi”

“La protesta che sta crescendo in città sul servizio idrico non può essere liquidata con comunicati e rassicurazioni. Ci sono questioni precise che riguardano Aretusacque, le scelte fatte all’avvio della nuova gestione e il ruolo del sindaco Francesco Italia, al quale abbiamo già chiesto formalmente atti e chiarimenti senza avere, finora, una risposta concreta”. A dirlo è Paolo Cavallaro, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Siracusa.


“Abbiamo presentato un accesso agli atti per sapere su quali atti si basa Aretusacque per applicare il nuovo deposito cauzionale – spiega Cavallaro – Vogliamo conoscere gli importi complessivamente addebitati in bolletta e quelli effettivamente incassati a questo titolo, il trattamento riservato agli utenti che già avevano la domiciliazione con Siam, l’ammontare e la destinazione degli eventuali depositi cauzionali in mano al precedente gestore alla cessazione del servizio e gli atti di subentro nei rapporti con gli utenti e nelle relative garanzie. Non sono curiosità politiche, ma questioni che incidono direttamente sul servizio e sulle tasche dei cittadini”


“La prima questione riguarda proprio il nuovo deposito cauzionale – prosegue il consigliere – Le regole dell’Arera non obbligano il gestore a chiederlo in ogni caso, ma ne consentono l’applicazione stabilendo condizioni, limiti ed esenzioni. Vogliamo quindi sapere perché Aretusacque abbia scelto di chiederlo, sulla base di quali atti e perché proprio adesso, dopo mesi di interruzioni, cali di pressione e disagi in un servizio essenziale”

“Sui disservizi pretendiamo una risposta particolarmente chiara. Non basta comunicare di volta in volta l’interruzione e il successivo ripristino del servizio. Le regole dell’Arera prevedono precisi standard di qualità e, quando ci sono i presupposti, indennizzi automatici agli utenti. Vogliamo sapere se Aretusacque abbia censito tutte le interruzioni e i disservizi dall’inizio della nuova gestione, quali abbiano superato gli standard previsti, quanti utenti abbiano maturato il diritto all’indennizzo e quali somme siano state o saranno riconosciute”

“Notiamo una singolare differenza di passo – sottolinea Cavallaro – Aretusacque è stata rapida e chiarissima nell’addebitare il nuovo deposito cauzionale nelle prime bollette, mentre sugli eventuali indennizzi dovuti agli utenti per i disservizi non vediamo la stessa solerzia né la stessa comunicazione. Se gli indennizzi sono automatici, quando ci sono i presupposti non deve essere il cittadino a inseguirli. Aretusacque dica allora, con la stessa chiarezza usata per le cauzioni, quanti utenti ne hanno diritto, per quali disservizi e quando intende riconoscerli”

Resta poi aperta la questione delle vecchie cauzioni. “Siam ha comunicato che gli utenti che hanno effettivamente versato il deposito e lo ritrovano nella bolletta di chiusura devono presentare una richiesta scritta per ottenerne la restituzione – ricorda il capogruppo – Ma se il rapporto con il precedente gestore è chiuso, perché deve essere il cittadino ad attivarsi per riavere soldi che sono suoi? Perché non procedere in automatico, almeno quando sono già disponibili tutti i dati necessari?”

“E ancora: perché nel passaggio tra Siam e Aretusacque non si è valutato, dove giuridicamente e contabilmente possibile, di regolare le cauzioni già esistenti? Si sarebbe evitato che il cittadino debba recuperare i propri soldi dal vecchio gestore mentre il nuovo gliene chiede altri. Se questa possibilità è stata valutata e scartata, vogliamo conoscerne le ragioni”

C’è poi una questione che viene da ancora più lontano. “Alcuni cittadini riferiscono che nelle bollette finali di Siam il deposito cauzionale risulta pari a zero, anche se ricordano di aver fatto versamenti negli anni – spiega Cavallaro – Non facciamo accuse e proprio per questo chiediamo chiarezza: che fine hanno fatto le cauzioni eventualmente versate nei passaggi da Sogeas a Sai 8 e poi a Siam? Sono state restituite, trasferite, compensate o conguagliate? Deve essere possibile dare agli utenti una ricostruzione contabile chiara”

A tutto questo si aggiunge un elemento tutt’altro che secondario. “Davanti al Tar di Catania sono ancora pendenti i ricorsi di alcuni Comuni contro gli atti del percorso che ha portato alla costituzione di Aretusacque – ricorda il consigliere – Il Tar ha disposto di estendere il giudizio anche alla società, perché l’eventuale accoglimento dei ricorsi farebbe cadere anche gli atti relativi alla sua costituzione. Questo naturalmente non significa anticipare l’esito dei giudizi, ma significa capire la portata di ciò che è ancora sub iudice. E allora la domanda sorge spontanea: perché tutta questa fretta? Se persino gli atti della costituzione di Aretusacque potrebbero cadere in caso di accoglimento dei ricorsi, era davvero prioritario cominciare così in fretta proprio dall’addebito di nuovi depositi cauzionali ai cittadini? Non sarebbe stato meglio fare prima piena chiarezza sulle vecchie cauzioni, sugli indennizzi eventualmente maturati per i ripetuti disservizi e sulle altre questioni ancora aperte?”

Per Cavallaro deve intervenire anche il sindaco Francesco Italia, “che ha mantenuto la competenza politica sul servizio idrico ed è anche presidente dell’Ati. Anche a lui abbiamo indirizzato il nostro accesso agli atti e chiediamo che finalmente risponda, mettendo a disposizione gli atti e i chiarimenti richiesti”


“Aretusacque è all’inizio del suo rapporto con migliaia di utenti e pretendiamo la massima trasparenza – conclude il capogruppo di FdI – È con la trasparenza che si costruisce un rapporto di fiducia con i cittadini ed è così che dovrebbe cominciare il percorso di un nuovo gestore di un servizio essenziale. Invece, proprio in questa fase, registriamo mancate risposte e troppe zone d’ombra: sulle ragioni della nuova cauzione, sulla sorte di quelle precedenti, sugli indennizzi per i disservizi e sul modo in cui è stato gestito il passaggio dal vecchio al nuovo gestore. Non chiediamo favori né risposte politiche di circostanza. Chiediamo atti, dati e trasparenza. Su un bene essenziale come l’acqua e sui soldi dei cittadini, è il minimo che le istituzioni e il nuovo gestore debbano garantire”

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