Sorelle scomparse a L’Aquila, la madre pronta all’azione legale contro la casa famiglia
Finisce inevitabilmente nell’occhio del ciclone la casa-famiglia di Civitella Alfedena (L’Aquila), luogo da cui si sono allontanate, una settimana fa, le due sorelle di 12 e 16 anni. Anche la mamma delle due ragazze, Valentina D’Acunto, è intenzionata a muoversi, per vie legali, nei confronti della struttura che ospitava le figlie, così come già annunciato dal padre che ha presentato oggi denuncia contro l’istituto. I legali della signora stanno sollecitando un’indagine approfondita che faccia luce su tutti gli aspetti di questa triste vicenda e stanno valutando un’azione legale per chiarire le responsabilità sull’allontanamento delle ragazze, partendo proprio dall’orario esatto in cui si sono perse le tracce delle giovani, nella notte tra il 6 e 7 giugno.
Essendo una delle minori appena 12enne, i responsabili della struttura rischiano un’accusa per ‘abbandono di minori’ e saranno presi in considerazione i tempi trascorsi dalla scomparsa delle sorelline alla denunciare dell’allontanamento delle stesse. I legali hanno sottolineato che la madre “si riserva ogni iniziativa nelle competenti sedi giudiziarie, sia per i profili d’impugnazione dei provvedimenti che hanno inciso sulla vita familiare delle minori, sia per ogni eventuale responsabilità connessa alla scomparsa…”. Dal canto suo, la signora D’Acunto ha garantito la massima collaborazione agli inquirenti per il ritrovamento delle figlie. Al contempo, hanno spiegato i suoi rappresentanti legali, la donna è determinata ad intraprendere ogni opportuna iniziativa nei tribunali, per potersi riavvicinare alle ragazze, dopo il provvedimento con cui il giudice ha disposto la decadenza dalla responsabilità genitoriale. La donna ha annunciato che si sta attivando per rivalersi contro qualunque eventuale omissione, carenza nella custodia o ritardo nella vicenda.
“Un tribunale minorile ha disposto l’allontanamento delle minori dalla madre due anni fa – ha dichiarato Francesco Ricciardi, avvocato che assiste Stefano Di Giacinto, padre delle giovani. “Molte relazioni di esperti attestano condotte materne pericolose e inadeguate. C’è anche un tribunale civile che pronuncia la decadenza della potestà genitoriale materna e condanna la madre a risarcire il danno alle figlie e al mio assistito. Non è assolutamente vero che le bambine non volevano vedere il padre”.
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