Sorelle scomparse ritrovate: “Prelevate dal nonno e dal compagno della madre, a Formia erano segregate”
Non potevano uscire dall’appartamento in cui sono state segregate e poi ritrovate a Formia le due sorelle scomparse da una casa-famiglia in provincia dell’Aquila. Erano isolate nella casa, con le tapparelle chiuse, di una lontana parente che non vedevano da circa 13 anni. Questi alcuni dei particolari spiegati in conferenza stampa dal Procuratore capo di Sulmona, Luciano D’Angelo, dopo il fermo della madre delle ragazzine, del compagno della donna e del nonno materno, per sequestro di persona.
La 12enne e la 16enne si erano allontanate dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena (L’Aquila) nella notte tra il 6 e il 7 giugno e sono state ritrovate ieri a Formia dai carabinieri coordinati dalla Procura di Sulmona. Sono state rintracciate grazie ad una videochiamata della madre ad un telefono intestato ad uno straniero, tenuto sotto controllo, hanno spiegato ancora gli inquirenti. A portarle via sarebbero stati i due uomini fermati.
Le bambine prelevate dal nonno e dal compagno della madre
“Le bambine vogliono anche stare con la mamma. Le bambine sono state prelevate dal padre della madre e il compagno della madre. Sono state portate nella casa a Formia, dove la madre si era già recata annunciando l’arrivo delle bambine portando materiale e prodotti per celiaci”, ha dichiarato il procuratore capo D’Angelo. La signora 80enne che le ha ospitate a Formia(Latina) è indagata, ma non è in stato di fermo.
Le ragazze sarebbero state prelevate in un punto non attenzionato dalle telecamere, la notte tra il 6 e 7 giugno e portate direttamente nell’appartamento di Formia (Latina). “Con le unità cinofile si sono seguite le tracce molecolari delle ragazze che sono scomparse nella piazza del paese”, ha proseguito D’Angelo. “Ieri ha fatto una videochiamata con le figlie – ha spiegato il procuratore riferendosi alla madre delle adolescenti – e poi ha pianto per le figlie temendo che fossero morte”. La madre è tra le tre persone sottoposte a fermo di polizia con l’accusa di sequestro di persona assieme al compagno e al padre, nonno delle giovani. “Avevamo già da tempo attenzionato il posto” in cui a Formia poi sono risultate presenti le ragazze”, ha spiegato il magistrato.
Procuratore: “Destino sorelline nelle mani giudici Cassino
“Il destino delle ragazze è nelle mani dei giudici di Cassino. Il sindaco di Minturno resta il tutore”, ha aggiunto D’Angelo. Il padre delle adolescenti ha riottenuto la potestà genitoriale, ma le ragazze sono, al momento, in un luogo protetto e stanno bene.
Il sindaco di Formia: “Evitato epilogo triste”
“Il tempismo delle serrate e tenaci attività di indagine e di ricerca ha evitato un epilogo che avrebbe anche potuto essere triste. Auguro a Sarah e Alisya di tornare al più presto nella loro tranquillità e di poter dimenticare presto questa esperienza. Ringrazio, a nome dell’intera Città di Formia, le Forze dell’ordine, i Carabinieri del ROS, i Carabinieri di Formia e la Procura della Repubblica che, in ottimo e costante coordinamento, sono riusciti in questo bellissimo risultato e che certamente sapranno fare chiarezza su tutti gli aspetti dell’accaduto”. Lo scrive sui social Gianluca Taddeo, sindaco di Formia, dove ieri sono state ritrovate le sorelle scomparse dalla casa famiglia di Cividella Alfedena.
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