Spagna-Argentina, i duelli della finalissima: Yamal vs Messi, Oyarzabal vs Lautaro, Rodri, Enzo Fernandez e non solo

18 Luglio 2026 - 21:45
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Tutti i temi che presenta il confronto finale tra i campioni in carica d'Europa e del Sudamerica

Doveva essere la FInalissima in Qatar a marzo, una partita che non si è disputata per via del conflitto in Medio Oriente, ma si giocherà comunque e varrà infinitamente di più: Spagna-Argentina è la prima finale iridata in quasi 100 anni di storia a mettere di fronte i campioni in carica delle confederazioni più importanti, Europa e Sudamerica.

Una partita che inevitabilmente verrà letta in chiave Lamine Yamal contro Lionel Messi, una sorta di passaggio del testimone tra il 39enne argentino e il 19enne spagnolo, ma c'è molto di più.

YAMAL VS MESSI

Molto è stato scritto su quella foto che ritraeva Messi, all'alba della sua epica, fare un bagnetto al neonato Yamal: sono passati quasi 20 anni e la vera domanda è quanto il ragazzino spagnolo sia pronto a raccogliere l'eredità di uno dei giocatori più forti della storia del calcio.

Un solo goal, contro l'Arabia Saudita, per l'attuale 10 del Barcellona, molto coinvolto nel gioco ma non al meglio per via di un infortunio patito a fine aprile. Ben otto reti e quattro assist per il vecchio 10 blaugrana, che sta dimostrando di poter ancora spostare tutti gli equilibri che vuole a livello planetario.

La vera forza di entrambi, comunque, è la squadra: Yamal dialoga con un collettivo sublime tecnicamente, Messi è al centro di una rosa che sembra più quella di un club per quanto è affiatata e pronta a gettarsi tra le fiamme per il proprio capitano e stella polare.

FABIAN RUIZ VS ENZO FERNANDEZ

La vera stella del centrocampo spagnolo è Rodri, ma l'argentino Enzo Fernandez, decisivo e a segno contro Egitto e Inghilterra nella fase a eliminazione diretta, ha più nell'ex Napoli Fabian Ruiz il suo omologo nella finale. Inserimenti, posizionamenti, reti importanti come quella della mezzala del PSG contro il Belgio. E una generale tendenza alla sottovalutazione nei confronti della reale forza di entrambi come centrocampisti a tuttotondo, dato che giocano soprattutto in Nazionale con tanti altri campioni.

RODRI VS PAREDES

I due centrocampisti difensivi. Teoricamente stravince Rodri, se si giocasse tra Manchester City e Boca Juniors sarebbe difficile immaginarsi un esito diverso dalla vittoria del primo, ma nell'Argentina Paredes si trasforma nella sua versione migliore. E' l'ex Roma che con le sue chiusure è risultato fondamentale, dalla prima Copa America vinta nel ciclo Scaloni ai Mondiali 2022 fino ad arrivare alla chiusura che ha preceduto il goal della rimonta agli ottavi contro l'Egitto. Così il confronto con l'ex Pallone d'Oro spagnolo regge.

OYARZABAL VS LAUTARO

Due attaccanti velenosissimi e dannatamente funzionali all'impianto delle rispettive squadre. Fedelissimo dell'allenatore il capitano della Real Sociedad, spesso arma a gara in corso e finalmente decisivo ai Mondiali il capitano dell'Inter, che nel 2022 ha sofferto noie fisiche e non ha mai segnato. 5 reti per Oyarzabal, 3 per Lautaro, entrambi in goal nelle semifinali. Tra i due cercherà di inserirsi Julian Alvarez, che potrebbe partire ancora titolare sul fronte offensivo argentino.

CUCURELLA E PORRO VS MAC ALLISTER E DE PAUL

Due confronti molto simili a quello tra Rodri e Paredes: da una parte ci sono due dei laterali migliori in assoluto in questo momento, dall'altra due esterni adattati e abituati a battere vie centrali che però nel sistema di Scaloni sono estremamente collaudati. All'ex Udinese in semifinale è stato preferito Giuliano Simeone, ma la sua esperienza potrebbe essere una carta da giocare per l'Albiceleste. Messi, spesso, si allarga sulla destra per trovare spazio: riuscirà, almeno lui, a dribblare Cucurella in questo Mondiale? La sfida al nuovo terzino sinistro del Real Madrid saprà molto di Clasico.

DE LA FUENTE VS SCALONI

Confronto generazionale anche in panchina, non solo in campo: Luis de la Fuente e Lionel Scaloni sono stati maestro e allievo, nel 2017, quando l'ex difensore argentino aveva appena chiuso la carriera da calciatore e si è iscritto al corso UEFA Pro organizzato dalla Federcalcio spagnola a Las Rozas. Tra i docenti c'era proprio de la Fuente, allora responsabile delle selezioni giovanili della Spagna. Chi l'avrebbe immaginato che, nove anni dopo, si sarebbero ritrovati uno di fronte all'altro nella finale della Coppa del Mondo? 4-3-3 contro 4-4-2, due idee diverse, due cicli, comunque vada, vincenti: Scaloni ha vinto due Copa America e un Mondiale, De La Fuente un Europeo e non perde da 37 partite. Se vincesse, supererebbe l'Italia di Mancini in cima alla classifica delle strisce di imbattibilità delle Nazionali. Sembra assurdo, visto che ai Mondiali non ci andiamo da 12 anni...


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