Spalletti e il futuro alla Juventus: "I piani non cambiano, ma serve il consenso di Elkann". Cosa può succedere adesso
Si possono tirare le prime somme sul futuro della panchina bianconera
Luciano Spalletti rilancia con forza, anche se sa che non basta l'energia di un individuo, chiunque sia, per ribaltare il mondo Juventus. La delusione per il mancato raggiungimento dell'obiettivo Champions League, in realtà già metabolizzata da una settimana seppur certificata solo al fischio finale delle gare dell'ultima di campionato, è enorme, tuttavia arrivano almeno a parole segnali di rilancio. E da più parti.
COMOLLI E' CONVINTO
Ben più di Spalletti è in bilico l'amministratore delegato Damien Comolli, che però prima del derby col Torino, assieme alla preoccupazione per il tifoso rimasto gravemente ferito negli scontri fuori dallo stadio, ha mostrato grande sicurezza in merito alla propria posizione e a ciò che può essere corretto:
"Non esiste un piano A o un piano B sulla base della qualificazione alla Champions League o meno. Nella costruzione della squadra, che dovrà vincere nel breve periodo, non cambierà nulla. La responsabilità è di tutti in questi casi, la mia prima di tutti. Poi è importante sapere e capire cosa ha funzionato o no ed è tutto chiaro per me, per la società e per Luciano Spalletti. Abbiamo un'idea molto chiara di quello che dobbiamo fare”.
SPALLETTI PURE
Lo stesso Spalletti sembra concentrato al 100% sul futuro prossimo della Juventus che sta provando a plasmare: questa una cernita delle sue parole successive alla fine del campionato.
"Comolli ha parlato correttamente, dovremo essere bravi a costruire una squadra forte e che possa lottare ad alti livelli. A parte quel gruzzoletto economico, una coppa o l’altra non cambierà i nostri programmi. Dovremo essere ancora più bravi a operare sul mercato".
L'ULTIMA PAROLA A ELKANN
L'utilizzo del futuro e della prima persona plurale tradisce assoluta convinzione di quel che attende nell'immediato. Con un piccolo asterisco che occorre aggiungere, sempre ascoltando Spalletti:
“Qualcosa ce lo voglio mettere anche io, altrimenti passo delle notti senza vita. Poi ci vuole ovviamente il consenso di John Elkann per creare una squadra forte”.
E SE ELKANN IL CONSENSO NON LO DA'?
Ipotesi francamente remota, perché è difficile che Spalletti, ma soprattutto Comolli ostentino questa sicurezza senza aver incassato delle rassicurazioni dall'alto. Ad ogni modo, il mese di giugno sarà utile dalle parti della Continassa per fare il punto su ogni cosa, e se dovessero emergere divergenze c'è, chissà per quanto, Antonio Conte libero dopo la fine della sua esperienza alla guida del Napoli. Si tratta di uno scenario, come abbiamo detto, ipotetico: dovrebbero cambiare quelle che sono le carte in tavola. Ma se Conte dovesse essere ancora senza panchina nel momento in cui si aprisse una crepa fra la Juventus e Spalletti, il collegamento risulterebbe immediato.
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