Spalletti-Juve, avanti insieme? Le valutazioni del tecnico che voleva Vlahovic e Alisson e i rapporti con Comolli
Senza attaccante serbo, gli equilibri interni alla Juve potrebbero cambiare.
“Vlahovic? La sua assenza l'abbiamo sofferta come il pane. Ha caratteristiche diverse. Non si può giocare senza uno così. Serve il terminale fisico, forte, che fa goal. Anche David fa goal ma con la palla addosso… Io quando sono venuto ad allenare qui chiedevo solo una cosa: il centravanti fisico. Poi non si è riusciti a trovarlo ma io non faccio il mercato, quello lo fanno gli altri. Vlahovic è un calciatore forte, ben definito. Ci sono giocatori precisi, con caratteristiche centrate. Lui è uno di questi, il centravanti lo fa bene perché è la sua qualità. Rinnova? La società ha tentato, per come so io, un contatto e ci riproverà, questo mi dicono e io dei miei direttori mi fido. Lui come calciatore ha quel livello di qualità". Parole e musica di Luciano Spalletti dopo la vittoria a Lecce della sua Juventus, arrivata con un goal di Vlahovic, lo scorso 9 maggio.
Un attestato di stima e una speranza, svelati in conferenza stampa, e destinati però a cadere nel vuoto come dimostra lo stop alle trattative con il centravanti serbo che non rinnoverà il suo contratto con i bianconeri e chiuderà praticamente un mese dopo quelle parole la sua avventura da centravanti della Juve. Un duro colpo per l’allenatore che puntava fortemente sull’ex Fiorentina e una decisione che spingerà la società, con Comolli in primis, a dover cercare altrove il centravanti forte fisicamente che il tecnico di Certaldo continua e continuerà a chiedere.
La notizia della giornata del 3 giugno è quella, riportata da più fonti, per cui non è stato trovato un accordo per il rinnovo tra Vlahovic e la Juve con la conseguenza che il serbo lascerà i bianconeri a parametro zero, alla scadenza del contratto il 30 giugno. A far saltare il banco è stata la troppa distanza fra la richiesta del giocatore e del suo entourage (8 milioni di ingaggio a stagione più 4 di bonus alla firma) e l'offerta della società bianconera (6 milioni bonus compresi).
E ora? Quali le conseguenze? Di sicuro Spalletti avrebbe voluto con sé Vlahovic anche nella prossima stagione, un’assenza che potrebbe avere effetti anche sugli equilibri interni del club già di per sé precari. L’allenatore potrebbe viverla come una sua sconfitta, visto quanto e come si era esposto per la riconferma della punta. La società ha provato ad accontentarlo ma le richieste del giocatore e del suo staff sono state considerate troppo esose, motivo per cui non si è arrivati a dama. Spetterà ora alla squadra di Comolli trovare un degno sostituto e riacquistare la fiducia dell’allenatore.
Di recente, i due avevano siglato quella che è stata vissuta come una sorta di tregua, sancita in presenza di John Elkann all’ultimo summit di qualche giorno fa. Una pace che però ora potrebbe vacillare e spingere l’allenatore a fare le sue valutazioni.
Nella mente di Spalletti la Juve 2026/2027 aveva come bomber di riferimento Vlahovic (che, d’altronde, quando era stato al meglio aveva sempre giocato, chiudendo a 10 goal una stagione segnata dagli infortuni), come rifinitore Bernardo Silva e come portiere Alisson. Quella effettiva, invece, rischia di non avere nessuno dei tre. Il portoghese, infatti, è sfumato dopo che gli uomini di Spalletti hanno fallito la qualificazione alla Champions League; per il brasiliano, invece, il Liverpool ha tirato su un muro e i bianconeri allora si stanno concentrando su altri obiettivi.
L’ex ct si aspettava e si aspetta colpi di livello dal mercato: vorrebbe giocatori capaci di alzare la qualità della rosa, pronti, esperti, un boost che, fin da subito, possa riportare la Juve a competere per lo Scudetto. Senza il tris di rinforzi la strada parte in salita.
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