Spie russe in Italia, chi sono i diplomatici espulsi

10 Luglio 2026 - 10:53
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Spie russe in Italia, chi sono i diplomatici espulsi

L’Italia ha espulso due addetti militari dell’ambasciata russa a Roma, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov. I due funzionari dovranno lasciare il Paese dopo essere stati dichiarati persone non gradite.

Il provvedimento è collegato all’inchiesta della Procura di Roma su una presunta rete che avrebbe trasferito informazioni riservate alla Russia in cambio di denaro. Astakhov viene indicato dagli investigatori come uno dei principali referenti dei cittadini italiani coinvolti.

Spie russe Italia: chi sono i due diplomatici espulsi

Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov erano accreditati in Italia come addetti militari presso l’ambasciata della Federazione Russa. Lo status diplomatico impedisce alle autorità italiane di procedere nei loro confronti come avverrebbe con normali indagati.

Il governo ha quindi utilizzato lo strumento dell’espulsione diplomatica. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha comunicato che i due funzionari avevano tre giorni per lasciare il territorio italiano.

La posizione più esposta sarebbe quella di Astakhov. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Roma e dal Ros dei carabinieri, il diplomatico avrebbe discusso richieste informative e modalità di pagamento con Gavino Raoul Piras, ex alto ufficiale dell’Arma con precedenti incarichi nel settore dell’intelligence.

Gli investigatori stanno verificando la natura dei materiali consegnati, la provenienza delle informazioni e l’eventuale partecipazione di altri soggetti.

Spie russe Italia: l’inchiesta sugli ex uomini dei servizi

L’indagine coinvolge Piras e Vincenzo Di Pasquale, entrambi provenienti da apparati dello Stato. Le accuse formulate dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario.

Secondo le ricostruzioni pubblicate dal Financial Times e da El País, le informazioni richieste avrebbero riguardato personale dell’intelligence, tecnologie militari e forniture italiane destinate all’Ucraina. Sono in corso accertamenti anche sulla posizione di altri militari.

Le attività di osservazione sarebbero iniziate almeno nel maggio 2025. Intercettazioni, pedinamenti e documentazione sequestrata avrebbero permesso agli investigatori di ricostruire incontri e contatti tra gli italiani coinvolti e i funzionari russi.

Tajani ha definito quanto emerso “una seria e inaccettabile interferenza” contro le istituzioni e la sicurezza nazionale. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha collegato l’episodio alle attività ibride condotte da Mosca nei Paesi occidentali.

La Russia ha respinto le accuse e preannunciato una risposta diplomatica. L’espulsione non chiude l’indagine italiana, che prosegue per individuare l’intera rete di contatti e stabilire quali informazioni siano state effettivamente trasferite.

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