Mascherine, Conte si sveglia. Parlerà alla commissione Covid, ma senza fretta: è pronto per il 4-5-6 agosto

10 Luglio 2026 - 13:16
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Mascherine, Conte si sveglia. Parlerà alla commissione Covid, ma senza fretta: è pronto per il 4-5-6 agosto

Mascherine, Conte si sveglia. Parlerà alla commissione Covid, ma senza fretta: è pronto per il 4-5-6 agosto

Ce l’ha fatta, ma senza fretta. Giuseppe Conte conferma che sarà audito dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, dopo settimane di tira e molla mentre cresce lo scandalo sulle mascherine.  Ospite di In Onda su La7, l’ex premier  ha dato la disponibilità: è pronto per il 4 agosto, ma anche il 5 e il 6. Insomma senza fretta. Ancora una volta ha respinto le ricostruzioni circolate sulla convocazione. “Lisei (presidente della commissione di FdI nrd) non mi ha mai chiamato. Hanno chiamato la mia segreteria, che ha risposto e preso le date della disponibilità. Oggi abbiamo comunicato che il 4 agosto sono disponibile, e anche il 5 e il 6. Mettetevi comodi, ci sarò e parlerò a lungo”. Il leader dei 5Stelle continua a oscillare tra la vittima e il tribuno del popolo sdegnato dalla presunta campagna stampa contro di lui.

Conte si decide a parlare: andrà in commissione il 4 o il 5 o il 6 agosto

“I colpi bassi li abbiamo già visti, c’è tutto un circuito mediatico. Sono state dette tante cose infamanti“, ripete dai microfoni de La7. Secondo l’ex premier, poi, l’audizione servirà a fare chiarezza sul suo operato durante l’emergenza sanitaria. “Questa audizione servirà per spazzare via tutte queste menzogne e falsità”. Viene da chiedersi perché non li abbia fatto finora. Visto che i misteri e le zone d’ombra sulla gestione dell’emergenza covid aumentano di ora in ora. E i giornali lontani dal mainstream ne danno conto con numeri e carte alla mano. Su la Verità Mario Giordano non molla la presa e smaschera le scelte fatte dall’allora commissario straordinario Domenico Arcuri. Oggi emerge che avrebbe acquistato dall’Olanda mascherine cinesi pagandole il doppio. ” A un certo punto Arcuri non compra più direttamente le mascherine dalla Cina a 30 centesimi l’una. Ma le compra da una società olandese a oltre un euro, cioè tre volte tanto. Perché? E chi c’era dietro quella società olandese, appena costituita, fresca fresca, e con un solo dipendente?”.

Il giallo del contratto di Arcuri dell’11 settembre 2020

Sulle mascherine è buio fitto. “Al di là di Dario Bianchi, Jc Electronics, avvocato Luca Di Donna etc, ci sono tante pagine oscure da chiarire. Come questa, di cui invece, chissà perché, non parla più nessuno. I fatti sono semplici e più che documentati. “L’11 settembre 2020 il commissario Arcuri firma un contratto per l’acquisto di 100 milioni di mascherine (50 milioni Kn05 e 50 milioni Ffp2) dalla Yqt Health care bv limited, società con sede nei Paesi Bassi. Il prezzo d’acquisto è fissato a  1,05 euro l’una, per un importo complessivo di 105 milioni di euro. La Yqt Health care bv limited è una società costituita pochi mesi prima e senza dipendenti. Socio unico e dunque unico proprietario – si legge nell’inchiesta de La Verità –  è la Byd Europe, società europea della Byd Auto industry company limited, colosso cinese delle auto che si è messo a fabbricare mascherine. Tutto in ordine? Non proprio. “C’è di strano che nell’aprile del 2020, quindi solo cinque mesi prima, il commissario Arcuri aveva comprato altre mascherine direttamente a Shenzhen, direttamente dalla Byd Auto industry company limited. E le aveva pagate 0,298 euro, cioè oltre tre volte di meno”.

Perché il commissario comprò le mascherine dall’Olanda pagandole il triplo?

Perché a settembre, passando per l’Olanda, il prezzo delle medesime mascherine viene triplicato? A settembre molte società in tutto il mondo si erano a produrre mascherine, l’offerta era più alta, dunque il prezzo avrebbe dovuto scendere. Nello stesso periodo in cui Arcuri compra 100 milioni di mascherine cinesi a 1.05 euro, la Regione Marche compra 2 milioni di mascherine cinesi, dello stesso tipo, attraverso un importatore italiano e le paga 0,3757 centesimi.  Nel mirino quel contratto firmato l’11 settembre 2020 dal commissario Arcuri con la Yqt Health care bv limited di Schiedam, Paesi Bassi. Ci sono 65 milioni di euro di differenza. Dove sono finiti? In Cina? In Olanda?

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