Stadio della Roma, il decreto dello Sport cambia tutto

21 Giugno 2026 - 08:46
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Stadio della Roma, il decreto dello Sport cambia tutto

Lo stadio della Roma deve ancora nascere ma già ospita una partita dall’esito tutt’altro che scontato. Da una parte, il Decreto Sport che sposta gli equilibri fra Comune e Regione. Dall’altra la partita elettorale che dovrà decidere chi sarà a tagliare il nastro della struttura destinata a essere il fiore all’occhiello della città in vista degli Europei di Calcio del 2032.

Il nuovo decreto dello Sport: una norma che cambia gli equilibri

Sul sito del ministro per lo Sport si legge testualmente.  “Per il campionato europeo di calcio UEFA EURO 2032 si rafforzano gli strumenti operativi e la struttura del Commissario straordinario, prevedendo nuove misure di semplificazione amministrativa e di coordinamento istituzionale per garantire il rispetto dei tempi richiesti dagli organismi internazionali. Tra le principali novità si ampliano i confini dell’iniziativa progettuale e, per un maggior coordinamento, si prevede la nomina dei sub-commissari anche per i Presidenti di Regione interessati”. Una norma che sposta e di parecchio gli equilibri.

Lo scenario: non solo Gualtieri, anche Rocca e la Regione in partita

Lo scenario cambia drasticamente, dunque, alla stregua della conseguenza politica. Prima del decreto, il commissario degli stadi Massimo Sessa, avrebbe potuto nominare come sub-commissario soltanto il sindaco del Comune interessato dall’opera. Da adesso, invece, anche il presidente della Regione coinvolta potrà scendere in campo. Nel caso specifico dello stadio della Roma significa che Francesco Rocca può entrare in partita. Un cambiamento in corsa del tutto inaspettato per la giunta capitolina. Roberto Gualtieri rischia di non avere più il pieno controllo sul destino della nuova infrastruttura che sorgerà nel quartiere di Pietralata ed è destinata a cambiare il volto della città dopo anni di progetti rinviati o chiusi nel cassetto.

La politica dello sport: un bacino di voti influente

Chiamasi politica sportiva, che sposta un bacino di voti influente. Nell’ottica delle infrastrutture il sindaco Roberto Gualtieri ha come fiore all’occhiello della sua politica il cosiddetto “modello Roma”. E in questo senso lo stadio è il simbolo di uno dei capisaldi della campagna elettorale del sindaco che ha sempre promosso il concetto di anteporre il bene della città ai colori politici. Ciò premesso, un progetto firmato non più in esclusiva da Roberto Gualtieri ha un peso politico diverso allo status quo. Se il nuovo stadio sarà un lavoro condiviso fra Regione e Comune di Roma agli occhi dei tifosi cambia poco. Dalla prospettiva politica, invece, tantissimo. Con queste premesse è sin troppo facile immaginare lo stadio come terreno di campagna elettorale.

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