Stellantis punta su fotovoltaico e geotermia per i suoi impianti europei
Una transizione silenziosa ma mastodontica sta ridisegnando il profilo industriale del settore automotive in Europa. E <strong>Stellantis</strong> ha impresso un’accelerazione decisiva alla propria svolta ecologica, arrivando a coprire il 68% del fabbisogno energetico dei suoi stabilimenti nel Vecchio Continente attraverso <strong>l'impiego di energia decarbonizzata</strong>. Si tratta di un cambio di rotta radicale che dice addio ai vecchi combustibili fossili per far spazio a fonti pulite, generate a zero emissioni di anidride carbonica.<h2>L’offensiva del fotovoltaico</h2><img class="alignnone size-full wp-image-274020" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/Stellantis-fotovoltaico.jpg" alt="" width="768" height="434" />Il cuore pulsante di questa strategia poggia direttamente sui tetti e sui terreni dei complessi industriali. Ad oggi, ben <strong>27 siti produttivi</strong> del Gruppo ospitano impianti fotovoltaici di ultima generazione, capaci di sprigionare una potenza complessiva superiore ai 500 MW.L’orizzonte a breve termine è ambizioso. Entro la fine di quest'anno, l'azienda punta a soddisfare il 31% del proprio fabbisogno energetico totale tramite l’autoproduzione diretta in loco. Un percorso virtuoso che vede alcune eccellenze viaggiare a velocità doppia. È il caso dei poli industriali di<strong> Tychy</strong>, in Polonia, e di<a href="https://www.hdmotori.it/catl-stellantis-nuova-fabbrica-batterie-lfp-spagna/"><strong> Saragozza</strong></a>, in Spagna, considerati le vere e proprie avanguardie tecnologiche del Gruppo. Qui la quota di energia prodotta autonomamente toccherà punte dell'80%. Secondo i calcoli dei tecnici del costruttore, questa colossale rete integrata permetterà di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 100.000 tonnellate di CO2 ogni anno.<h2>La scommessa sulle batterie BESS</h2>Ma come si gestisce l'energia pulita quando non c'è sole o non tira vento? È questa la vera scommessa per Stellantis, che ha deciso di puntare sui sistemi di accumulo a batteria (<a href="https://www.hdmotori.it/renault-articoli-n544255-mobilize-seconda-vita-batterie-auto/"><strong>i cosiddetti BESS</strong></a>) per non sprecare nemmeno un chilowattora. L'azienda installerà queste grandi 'riserve' in 20 fabbriche europee, raggiungendo una capacità di 200 MWh. I primi sette siti partiranno già entro il 2026, con l'obiettivo di completare la transizione dell'intera rete industriale entro il 2030.<h2>Un mix geografico diversificato</h2><img class="alignnone size-full wp-image-274026" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/stellantis-caen.avif" alt="" width="1200" height="675" />L’approccio del Gruppo non si limita alla tecnologia solare, ma si adatta intelligentemente alle vocazioni, al clima e alle risorse dei singoli territori. Il mix energetico aziendale si arricchisce infatti di soluzioni strategiche legate alla geotermia, alle biomasse e all’energia eolica.Proprio lo scorso anno, lo <strong>stabilimento francese di Caen</strong> ha fatto da apripista inaugurando il primo impianto geotermico industriale targato Stellantis in Francia, sfruttando il calore naturale racchiuso nel sottosuolo per i propri processi di fabbrica. Parallelamente, la riconversione termica passa attraverso l'utilizzo di reti di riscaldamento alimentate a biomassa, una realtà già operativa e consolidata in siti chiave come <strong>Rennes</strong> e <strong>Sochaux</strong> in Francia, <strong>Trnava</strong> in Slovacchia e <strong>Kragujevac</strong> in Serbia. Un mosaico energetico diversificato che dimostra come la decarbonizzazione della grande industria non sia un utopico traguardo lontano, ma una realtà in piena evoluzione.
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