Strage di Altavilla Milicia, ergastolo per Barreca e i complici: il massacro per “liberare moglie e figli dal demonio”
Ergastolo, una pena superiore alla richiesta della stessa Procura che aveva chiesto 30 anni ritenendolo ritenendolo semi-infermo di mente. È la condanna inflitta dalla Corte d’assise di Palermo a Giovanni Barreca, il muratore 56enne autore della strage familiare ad Altavilla Milicia, paese costiero a 30 chilometri da Palermo, l’11 febbraio del 2024. “Ho ucciso tutta la mia famiglia, venite a prendermi”, furono le parole al telefono con cui lo stesso Barreca allertò i carabinieri: quando i militari arrivarono nell’abitazione, trovarono i corpi senza vita della moglie Antonella Salamone e dei suoi due figli Kevin, 16enne, ed Emanuel, di soli 5 anni, assassinati dopo essere stati torturati.
Complici di quell’eccidio furono Sabrina Fina e Massimo Carandente, a loro volta condannati all’ergastolo nel processo. Alla base di quella follia omicida c’era un “rito di liberazione dal demonio”, come raccontò lo steso Barreca ai carabinieri. Il muratore, un fanatico religioso che per mesi aveva frequentato la chiesa evangelica per prenderne poi le distanze, aveva una ossessione per il diavolo. Proprio frequentando la chiesa incontrò i suoi complici: i tre erano convinti che la moglie di Barreca e il figlio minore fossero posseduti dal demonio. Così per giorni li rinchiusero nella villetta di Altavilla Milicia per sottoporli ad inaudite violenze.
A raccontare agli inquirenti fu l’altra figlia di Barreca, la 17enne Miriam, che venne trovato quel giorno seduta sul letto in una stanza, sotto choc. Giorni dopo ammise di aver assistito e partecipato al massacro: processata separatamente davanti al tribunale dei minori, è stata condannata a 12 anni e 8 mesi in primo grado, mentre in appello è stata assolta perché dichiarata incapace di intendere e volere.
“Eravamo in cucina, mia madre era a terra con il volto in giù – raccontò -, ed erano presenti anche Sabrina, Massimo, Kevin e mio padre. La torturavano a turno, sia Sabrina che Massimo. Le passavano l’asciugacapelli con la massima temperatura, con la padella la colpivano sulla schiena”. Nel suo racconto emerso che la madre Antonella era morta il 9 febbraio, due giorni prima dell’autodenuncia di Barreca, dopo esser stata seviziata per un giorno. I due fratelli invece furono strangolati con delle catene: dettagli e dinamiche riscontrate dai periti dell’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo.
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