Studente ligure bocciato per le troppe assenze, il Tar annulla il provvedimento della scuola

02 Luglio 2026 - 13:37
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Studente ligure bocciato per le troppe assenze, il Tar annulla il provvedimento della scuola
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Genova. Il Tar della Liguria ha annullato il provvedimento con cui lo studente di una scuola media di Genova era stato bocciato a causa delle assenze. A darne notizia è il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani che esprime “apprezzamento”. I giudici hanno riconosciuto che i giorni di mancata frequentazione erano tutti riconducibili a gravi motivi di salute adeguatamente documentati.

“La decisione ribadisce un principio di particolare rilievo per il sistema scolastico: il requisito della frequenza non può essere interpretato quale parametro esclusivamente quantitativo, poiché l’ordinamento contempla specifiche deroghe in presenza di situazioni eccezionali, tra cui le patologie documentate, purché il consiglio di classe disponga di elementi idonei a valutare gli apprendimenti conseguiti”, spiega il coordinamento.

Nel caso esaminato, il giudice amministrativo ha riconosciuto che la documentazione sanitaria prodotta dalla famiglia e il positivo rendimento scolastico dello studente avrebbero dovuto indurre l’istituzione scolastica a un esercizio della discrezionalità valutativa coerente con i principi di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza dell’azione amministrativa, evitando un’applicazione meramente formale della disciplina sulla validità dell’anno scolastico.

Secondo il Cnddu, la pronuncia assume particolare rilievo anche sotto il profilo costituzionale, poiché richiama l’indispensabile equilibrio tra il diritto all’istruzione (articolo 34), la tutela della salute (articolo 32) e il principio di uguaglianza sostanziale (articolo 3), imponendo alle istituzioni scolastiche di rimuovere gli ostacoli che possano compromettere il pieno sviluppo della persona, soprattutto quando derivino da condizioni patologiche indipendenti dalla volontà dello studente.

Il coordinamento “richiama altresì l’attenzione sul crescente impatto che i disturbi d’ansia e le fragilità psicologiche esercitano sulla popolazione scolastica. Le più recenti evidenze scientifiche confermano la necessità di rafforzare modelli organizzativi capaci di integrare competenze pedagogiche, sanitarie e psicologiche, affinché la valutazione scolastica sia sempre più fondata su un’analisi globale del percorso formativo e non esclusivamente sul dato della presenza fisica”.

Alla luce di tale pronuncia, il Cnddu “auspica che il ministero dell’Istruzione e del Merito promuova linea guida nazionali volte a uniformare i criteri applicativi delle deroghe al limite minimo di frequenza, prevedendo protocolli condivisi tra istituzioni scolastiche, famiglie e servizi sanitari territoriali. Una disciplina interpretativa maggiormente omogenea contribuirebbe a ridurre il contenzioso amministrativo, garantendo decisioni più trasparenti, coerenti e rispettose dei principi costituzionali che regolano il diritto all’istruzione”.

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