Sudan, la strage dimenticata
Quella originata in Sudan dalla guerra civile rimane la più grande crisi di sfollamento al mondo. Molti sfollati interni, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, vivono in condizioni precarie. E quanti sono riusciti a ritornare in aree devastate (ad esempio Khartoum) sono a rischio per la presenza di ordigni inesplosi e per l’assenza di servizi essenziali, come quelli sanitari. Donne e ragazze costituiscono una parte significativa degli sfollati e corrono i rischi maggiori. Il vescovo Paul Swarbrick è il delegato per l’Africa della Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles. Il presule ricorda i tre anni di guerra in Sudan. Esorta i cattolici in Inghilterra e Galles a pregare per la pace. R chiede al governo del Regno Unito di non perdere di vista questa crisi. E’ consapevole dell’urgenza grazie ai suoi legami con la Chiesa in Sudan e con le organizzazioni caritative cattoliche che operano nella regione. Perciò teme che il conflitto rischi di essere trascurato dalla comunità internazionale. Il Regno Unito è referente per il Sudan presso il Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Monsignor Swarbrick esorta a utilizzare tale posizione per promuovere un impegno diplomatico continuo e per sostenere una risoluzione pacifica di questo conflitto.

Emergenza Sudan
Sono tre anni di guerra in Sudan e non sembra che via sia una via di uscita. Il conflitto scoppiato il 16 aprile 2023 rimane in una situazione di stallo con continui cambiamenti nel controllo territoriale. Al momento i militari dell’esercito (SAF- Sudan Armed Forces) hanno riconquistato gran parte di Khartoum (incluse Omdurman e Bahri) e parti del Sudan centrale e orientale, stabilendo la propria base a Port Sudan. I loro avversari, i miliziani delle Forze di Supporto Rapido (Rapid Support Forces -RSF) hanno consolidato il controllo sulla maggior parte della regione occidentale del Darfur dopo aver conquistato El Fasher (capitale del Darfur settentrionale) nell’ottobre 2025, a seguito di un lungo assedio. Le RSF hanno conquistato alcune zone del Kordofan e di altre regioni, sebbene le forze SAF abbiano respinto le truppe in aree come il Kordofan meridionale (ad esempio, Kadugli e Dilling). Le vittime di tre di guerra sono almeno 150 mila, la maggior parte civili. Il conflitto ha causato lo sfollamento di oltre 14 milioni di persone in totale. Circa 9-10 milioni di sfollati interni dislocati in altre regioni del Sudan mentre sono circa 4,4 milioni i rifugiati e i richiedenti asilo nei Paesi limitrofi (Ciad, Egitto, Sud Sudan e altri).
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