Suppletive, Cannizzaro come Lotito: alle urne è ‘risultato garantito’

30 Settembre 2026 - 15:15
0
Suppletive, Cannizzaro come Lotito: alle urne è ‘risultato garantito’

cannizzaro sindaco rc

‘Adesso centrodestra’…ancora una volta. Le elezioni suppletive di Reggio Calabria consegnano un dato politico abbastanza chiaro: il centrodestra conserva il seggio alla Camera con una vittoria schiacciante, Fabio Roscioli viene eletto con il 51,02% dei voti, davanti a Frank Benedetto, fermo al 36,59%, e a Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale, al 10,94% e Francesco Toscano fermatosi poco sopra l’1%.

L’affluenza è stata appena del 22,34%, un elemento che impone prudenza nell’interpretazione di qualsiasi dato politico ma che al contempo vede Reggio Calabria (specie nella città capoluogo, dove ha fatto registrare il 28,52%) primeggiare a livello nazionale rispetto alle altre suppletive che si sono tenute in Italia negli ultimi anni.

Se si vuole leggere il voto dalla prospettiva del centrodestra reggino, il risultato merita una riflessione più articolata del semplice confronto tra il 65,68% ottenuto da Francesco Cannizzaro alle comunali di maggio e il 51,02% raccolto da Roscioli nel collegio. La differenza è di 14,66 punti, mentre nel solo Comune di Reggio Calabria Roscioli ha ottenuto il 55,24%, circa dieci punti sotto il risultato personale di Cannizzaro.

Ma proprio questo confronto consente di mettere a fuoco un elemento che non va sottovalutato: il 65,68% di Cannizzaro alle comunali non è soltanto un numero, ma la fotografia dello strapotere elettorale personale che  l’ex deputato di Forza Italia è riuscito a costruire nel capoluogo. Una forza che non può essere automaticamente trasferita su qualsiasi candidato e che, proprio per questo, rende significativo il 55,24% ottenuto da Roscioli in città.

Roscioli, infatti, non era Cannizzaro. Non era un candidato espressione del territorio reggino, non aveva la stessa storia elettorale e non beneficiava dello stesso radicamento personale. Eppure, nella città di Reggio Calabria, è riuscito a superare il 55%. È qui che il dato delle suppletive assume un valore politico particolare: la forza di Cannizzaro si misura anche nella capacità di mettere a disposizione della coalizione un consenso che prescinde dal nome stampato sulla scheda.

In modo differente ma con qualche tratto in comune, è quanto accaduto alle ultime elezioni europee con Giusi Princi (prima vice presidente della Regione e oggi stimata eurodeputata) e alle ultime elezioni regionali con Salvatore Cirillo, oggi presidente del Consiglio Regionale. ‘Votare X significa votare Cannizzaro, è una fiducia alla mia persona e al progetto del centrodestra’, afferma il sindaco ormai ad ogni tornata elettorale.

E il reggino, inteso come elettore dell’area metropolitana, si fida e comporta nelle urne di conseguenza, facendo spesso ottenere risultati clamorosi al candidato di Cannizzaro o a Cannizzaro stesso. Un po’ come lo spot ‘Galbani vuol dire fiducia’, un po’ come la simpatica etichetta di ‘Pippo Baudo della politica reggina’ affibbiata da Luigi Tuccio. Negli ultimi anni, quello che Cannizzaro tocca, elettoralmente si traduce in voti.

E questo vale ancora di più se si considera la contemporanea candidatura di Domenico Giannetta per Futuro Nazionale alle elezioni suppletive. Il centrodestra, questa volta, non si è presentato con una candidatura unitaria. Al fianco di Roscioli c’era infatti Giannetta, candidato della formazione guidata da Roberto Vannacci, che ha raccolto il 10,94% nel collegio e il 7,62% nel Comune di Reggio Calabria.

Se si sommano i voti di Roscioli e Giannetta, il dato riconducibile all’area di centrodestra raggiunge quasi il 62% nel collegio e sfiora il 63% a Reggio Calabria. Non si tratta di una somma politicamente perfetta — perché ogni voto appartiene a un elettore e non può essere automaticamente assegnato a un’area — ma è certamente un dato che aiuta a comprendere la fotografia complessiva della competizione.

Il dato da sottolineare, dunque, è che Cannizzaro a fronte di una candidatura non espressione del territorio e di una seconda candidatura collocata nello stesso campo politico, ha comunque superato la soglia del 55% a Reggio città.

È qui che emerge con maggiore evidenza anche la solidità dell’asse Cannizzaro-Occhiuto. Le urne hanno chiesto agli elettori reggini di confermare la fiducia a una proposta politica attraverso un candidato che non era espressione dell’area metropolitana di Reggio Calabria. E il risultato ottenuto nel capoluogo dimostra che quella fiducia non è venuta meno.

Non è un dato secondario. Alle comunali, Cannizzaro aveva ottenuto un risultato personale eccezionale; alle suppletive, invece, il suo nome non era sulla scheda e la candidatura di Roscioli non poteva beneficiare dello stesso radicamento. Eppure il centrodestra ha conservato una posizione largamente maggioritaria in città. È probabilmente questo il dato che più di ogni altro rafforza, sul piano politico, il rapporto tra Cannizzaro, Occhiuto e l’elettorato reggino.

La vera prova, però, era doppia. Da una parte c’era da conservare il seggio; dall’altra bisognava capire quanto avrebbe inciso la prima prova elettorale di Futuro Nazionale. Il risultato di Giannetta, 10,94%, è tutt’altro che irrilevante in termini assoluti, ma racconta anche una geografia molto precisa. Nel capoluogo, Futuro Nazionale si ferma al 7,62%, mentre nei 70 comuni della provincia raggiunge il 14,66%. Giannetta è risultato primo soltanto in due comuni, Cosoleto e Platì.

Da questi numeri si può ricavare una considerazione, purché la si tenga nel campo delle interpretazioni e non delle certezze: il risultato di Futuro Nazionale a Reggio città non sembra descrivere, almeno in questa occasione, una forte componente di voto d’opinione legata al nome di Vannacci. La performance di Giannetta è infatti sensibilmente più alta fuori dal capoluogo, dove può entrare in gioco il suo personale radicamento politico e amministrativo, seppur non si è votato a Oppido Mamertina, comune di residenza del consigliere regionale.

Dire che quei voti siano esclusivamente personali sarebbe impossibile da dimostrare con i soli risultati elettorali, ma è corretto osservare che la differenza tra città e provincia rende plausibile un peso significativo della storia elettorale e territoriale di Giannetta. Del resto, la sua candidatura arrivava dopo anni di consenso personale e dopo risultati elettorali che lo avevano visto raccogliere un numero importante di preferenze.

Anche l’aspettativa che accompagnava la candidatura va quindi riletta alla luce del risultato. Futuro Nazionale si presentava a questa competizione come una forza che intendeva misurare il proprio radicamento territoriale. Alla fine Giannetta si è fermato al 10,94%, ben al di sotto della soglia del 15% che, secondo i rumors delle aspettative maturate alla vigilia, rappresentava un obiettivo particolarmente significativo. Vannacci ha detto di ‘brindare e prepararsi al decollo’ nel day after delle elezioni suppletive, ma la realtà consiglierebbe di tenere i piedi per terra…

La vittoria (l’ennesima) per il centrodestra e il sindaco Cannizzaro c’è stata in modo netta ed inequivocabile, ma sarebbe miope fermarsi alla celebrazione. Dati da osservare con attenzione arrivano analizzando i dati della provincia. Nei 70 comuni esterni al capoluogo, Roscioli scende al 46,25%, Benedetto arriva al 37,53% e Giannetta al 14,66%. Qui il vantaggio del candidato del centrodestra si riduce sensibilmente rispetto a quello registrato a Reggio città.

E alcuni risultati meritano di essere guardati con particolare attenzione. A Locri, il primo posto è andato a Benedetto, nonostante nel territorio vi siano due assessori regionali e un’amministrazione comunale di centrodestra. È uno di quei dati che non cancellano la vittoria complessiva, ma che un sindaco metropolitano e un gruppo dirigente regionale non possono permettersi di ignorare.

In altri comuni del territorio il risultato è stato notevolmente differente. A Caulonia ad esempio, città natale del presidente del Consiglio Regionale Salvatore Cirillo, Roscioli raggiunge il 59,72%, quasi nove punti sopra il risultato complessivo del collegio (51,02%). Significativo anche il risultato di Stilo, con il 64,22%. Altri dati di riferimento sono quelli di Agnana Calabra, con il 71,43%, e Sant’Ilario dello Ionio, dove Roscioli arriva addirittura all’81,91%.

È un quadro che restituisce una lettura più articolata del voto nella Locride e che, sul piano politico, evidenzia il ruolo di Cirillo quale punto di riferimento e di cerniera sul territorio. Proprio nell’area nella quale è maggiormente radicato e dove il presidente si è speso direttamente anche durante la campagna elettorale, il centrodestra con Roscioli registra percentuali sensibilmente superiori alla media del collegio.

Quindi, se è vero che nella Locride il centrodestra registra una battuta d’arresto in centri importanti come Locri, altrettanto vero è che il dato dell’Alta Locride e della Vallata dello Stilaro offre una fotografia differente. Un risultato significativo che, sul piano della lettura politica, coincide con l’area di maggiore presenza e radicamento territoriale di Cirillo e ne evidenzia il ruolo di leadership su quella porzione di territorio.

Discorso simile a Locri vale per Villa San Giovanni, dove ha prevalso Benedetto. È un dato ancora più interessante se si considera che la città del Ponte sarà chiamata al voto amministrativo nei prossimi mesi. Una consultazione suppletiva caratterizzata da un’affluenza molto bassa non può essere automaticamente utilizzata come previsione delle comunali, ma può comunque offrire segnali politici che sarebbe imprudente non osservare.

E c’è poi una sfida tutta interna al centrodestra che i numeri delle suppletive rendono particolarmente interessante. A San Roberto, Roscioli si è attestato intorno al 67%, mentre a Motta San Giovanni si è fermato intorno al 47%. Due risultati che assumono un significato politico ulteriore perché mettono a confronto, sul terreno elettorale, due amministrazioni e due sindaci che ambiscono entrambi al ruolo di vicesindaco metropolitano: Vizzari, sindaco di San Roberto, prevale nettamente nella sfida interna a Verduci, sindaco di Motta San Giovanni.

Anche in questo caso sarebbe eccessivo trasformare il voto di una suppletiva in una graduatoria automatica per le future scelte amministrative. Ma è altrettanto evidente che Cannizzaro potrà tenere in considerazione questi numeri quando arriverà il momento di ragionare sugli equilibri territoriali e sulle rappresentanze della Città Metropolitana. Il voto non decide da solo le scelte politiche, ma contribuisce a costruire quella fotografia del consenso territoriale dalla quale nessun leader può prescindere.

Anche perché, complessivamente, Roscioli è arrivato primo in 49 dei 71 comuni del collegio, mentre Benedetto ha prevalso in 20 e Giannetta in 2. È una fotografia che conferma un radicamento territoriale largo del centrodestra, ma che mostra contemporaneamente alcune aree nelle quali il centrosinistra riesce ancora a contendere il primato.

Mentre la politica troppo spesso urla (e lo stesso primo cittadino da Piazza Duomo si è lasciato andare a qualche esternazione colorita…) le urne parlano in modo inequivocabile: Cannizzaro ha vinto anche questa partita. E l’ha fatto in una competizione nella quale non era candidato personalmente, nella quale la destra si è presentata divisa e nella quale il candidato individuato dalla coalizione non era espressione del territorio reggino.

Ma una vittoria larga e indiscutibile non deve impedire una riflessione. Il messaggio che arriva dalle urne sembra essere il seguente: l’asse Cannizzaro-Occhiuto conserva un’innegabile capacità di mobilitazione e il centrodestra a trazione Forza Italia mantiene una posizione dominante nel territorio, anche se i numeri della provincia meritano un ragionamento approfondito.

Certamente, l’elezione di Fabio Roscioli alle suppletive reggine (solo l’ultima in ordine cronologico, ma strategica e simbolica per una serie di fattori) garantisce a Cannizzaro e Occhiuto la preziosa opportunità di mettere in tasca fiches pesanti da giocarsi al tavolo nazionale di Forza Italia. Consente di farlo direttamente presso la famiglia Berlusconi, come correttamente osservato dall’esperto e attento Paolo Mieli nell’edizione di ieri del ‘Corriere della Sera’.

Adesso, uno sguardo al calendario e uno alla clessidra della politica italiana. Quando ancora non vi è certezza sulla data delle elezioni politiche 2027, la missione del neo deputato Fabio Roscioli -più volte evidenziata da Cannizzaro in queste settimane- è chiara: lavorare da Roma per Reggio Calabria, quasi come fosse un ‘assessore esterno’ del Comune, assicurando lo sblocco di importanti finanziamenti per la città.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User