Tari, il Comune di Genova delibera l’aumento al 5,7%: i rincari per le famiglie e le nuove esenzioni

Genova. Aumenta ancora la Tari a Genova. Lo ha deliberato oggi la giunta Salis riunita nella sede del Municipio Bassa Valbisagno confermando le anticipazioni delle scorse ore. Un incremento medio del 5,7% della tariffa che si farà sentire già sul prossimo saldo, ma che non sarà uguale per tutti: peserà meno per le attività commerciali e graverà di più sulle famiglie, anche se nel 2026 debutta come novità assoluta il bonus Tari con l’esenzione totale per quelle a basso reddito. Un provvedimento che, secondo le stime di Tursi, riguarderà circa 25mila nuclei in città.
Il punto di partenza è nelle norme fissate da Arera in base a cui Amiu ha riconosciuto per il 2024 un aumento dei costi del 6,7% nel piano finanziario poi validato dall’agenzia regionale Arlir. Un meccanismo che, sottolinea l’amministrazione di Tursi, non consente discrezionalità ai Comuni, che possono decidere di coprire parzialmente il fabbisogno con altre risorse.
“A nessuno fa piacere aumentare le tasse – commenta la sindaca Silvia Salis – abbiamo provato in ogni modo a interloquire con l’azienda per calmierare questa cifra, ma ci hanno detto che non era in nessun modo possibile perché negli ultimi anni era stato fatto un lavoro opaco. Le risorse sono finite. Avremmo potuto calmierare ancora di più con risorse nostre? Forse. Ma la coperta non è infinita e si sarebbero dovuti tagliare servizi ai più fragili. Queste sono scelte politiche. Come quelle di chi diceva di avere un approccio manageriale, ma poi ci ha lasciato le aziende pubbliche sull’orlo del fallimento. Questa amministrazione non ha intenzione di usare le partecipate per fare propaganda politica, come abbiamo visto con Amt: se ignori la realtà per anni, alla fine i conti da pagare arrivano”.
“In otto anni di governo della giunta Bucci la Tari è cresciuta del 31,7% – recrimina ancora Salis -. È una crescita che c’è sempre stata per vari motivi. Ci sono difficoltà nel servizio che vanno superate, dovute a non scelte o scelte errate come i cassonetti intelligenti che sono un dramma per il conferimento, e al Tmb mai realizzato. Il messaggio che voglio dare alla città è che noi non abbiamo accettato passivamente questo aumento del 6,7%. Politicamente non conviene a nessuno aumentare le tasse. Ci prendiamo le nostre responsabilità, ma non voglio che il prossimo sindaco si trovi a vivere quello che ci troviamo a vivere noi in questo momento”.
Tari Genova, chi pagherà di più e chi ha diritto alle agevolazioni
Per coprire parte dell’aumento il Comune stanzia 2,3 milioni, di cui 1,3 milioni provenienti dall’imposta di soggiorno e un altro milione dal fondo crediti di dubbia esigibilità. Il resto dovrà essere ottenuto ritoccando le tariffe. “Sulle utenze non domestiche l’aumento sarà contenuto tra il 3,6% e il 4,1% – spiega il vicesindaco Alessandro Terrile – mentre per le famiglie avremo un rincaro compreso tra i 17 e i 36 euro all’anno”. Nel 2027 l’aumento sarà di poco inferiore all‘1%.
Per la prima volta quest’anno viene introdotto il bonus Tari che riguarderà tutti i nuclei familiari con Isee inferiore a 9.786 euro (ma il tetto si alza a 20mila euro con almeno quattro figli a carico) che godranno di uno sconto del 25% calcolato automaticamente in bolletta, senza bisogno di presentare istanze. Questa agevolazione sarà cumulabile con quella già in vigore per i nuclei composti da due persone di cui un pensionato e un ultrasettantenne, sempre in base all’Isee: “Questo contributo è frutto di un accordo con Cgil, Cisl e Uil – ha spiegato Terrile -. L’anno scorso sono state accolte 2.200 domande, quest’anno confermeremo le stesse risorse”. Chi sommerà entrambe le misure arriverà a uno sconto del 50% in bolletta. Confermata anche l’esenzione per i nuclei sotto i 12mila euro annui seguiti dai servizi sociali (nel 2025 erano 718).
Le ragioni dell’aumento e la situazione di Amiu
“I costi del 2024 sono aumentati rispetto a quelli del 2022, questa è la ragione del rincaro – continua il vicesindaco -. Il tema attiene soprattutto al costo del gasolio, agli aumenti contrattuali, ai costi di smaltimento negli impianti fuori regione. Va anche ricordato che Amiu è un’azienda che nel 2024 e nel 2025 ha perso tra quattro e cinque milioni all’anno e chiude i bilanci in pareggio o in lieve attivo grazie ad operazioni straordinarie che hanno sfruttato tutte le risorse disponibili e non sono più prevedibili”.
“Gli aumenti ci sono stati in tutta Italia, ma nella nostra città ha impattato di più negli anni precedenti perché non sono stati calmierati i costi con l’efficientamento di Amiu – ha aggiunto l’assessora all’ambiente Silvia Pericu -. Ci sono delle difficoltà nel servizio che vanno superate, molte sono dovute alle mancate scelte anche sul fronte dell’efficientamento, alle scelte errate fatte negli anni, come i cassonetti intelligenti che creano parecchie criticità al conferimento o la totale rinuncia ad aree a disposizione dell’azienda. Scelte che, oltre ad aver generato forti criticità, hanno comportato spese per decine di milioni di euro. Ora stiamo lavorando per razionalizzare, migliorare il servizio, a partire dalla pulizia dei cassonetti e di quanto resto sotto gli stessi. Capiamo le difficoltà che comporta un aumento della spesa, ma abbiamo fatto tutto il possibile per contenere il rincaro a fronte di una crescita dei costi non stabilita dal Comune”.
Le agevolazioni in dettaglio
FAMIGLIE IN SITUAZIONE DI GRAVE DISAGIO ECONOMICO (Art. 21 regolamento TARI)
Per i nuclei familiari in situazione di grave disagio economico, con Isee inferiore a 15.000 euro, seguiti dai servizi sociali del Comune è prevista la riduzione parziale o integrale della Tari, con risorse a carico del Comune. Nel 2025 l’agevolazione ha azzerato o ridotto la Tari per 718 famiglie, per un investimento complessivo di 200mila euro di risorse comunali.
BONUS TARI
Quest’anno debutta il bonus Tari, che prevede una riduzione del 25% della Tari applicata direttamente in bolletta ai nuclei familiari che, entro novembre 2025, abbiano richiesto un Isee inferiore a 9.796 Euro o a 20.000 euro per i nuclei con 4 o più figli a carico. Il bonus è erogato automaticamente a circa 25mila nuclei familiari in Comune di Genova, con una riduzione media di 88 euro a famiglia e un investimento complessivo di circa 2,2 milioni di risorse comunali.
CONTRIBUTO COMUNALE ACCORDO COMUNE GENOVA – ORGANIZZAZIONI SINDACALI
Grazie al lavoro proseguito in questi mesi con le organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil, il Comune ha stanziato le risorse per prorogare e ampliare l’accordo già in essere che prevede l’erogazione di un contributo con risorse comunali a favore di nuclei familiari composti fino a due componenti, di cui almeno un pensionato ultrasettantenne con Isee inferiori 20mila euro, e di nuclei familiari con figli a carico tra 1 e 4 con Isee inferiore a 20mila euro. Il contributo si ottiene, come negli anni scorsi, presentando apposita domanda sul portale del Comune. Nell’anno 2025, il contributo era compreso tra i 100 e 150 euro a famiglia. Sono state accolte tutte le 2.200 domande che rispondevano ai requisiti, per un investimento complessivo di 300mila euro. La cumulabilità del bonus Tari con il contributo comunale permetterà ai nuclei familiari fragili di avere un abbattimento della Tari superiore al 50%
Modifiche al regolamento Tari
STRADE PRIVATE AD USO PUBBLICO
Con la modifica dell’articolo 19 del Regolamento Tari si risolve una disparità di trattamento rilevante per chi abita in strade private ad uso pubblico. A differenza delle norme comunali, il regolamento Tari divideva le strade semplicemente in pubbliche e private. E ai fini dell’eventuale riduzione, calcolava la distanza dal cassonetto dall’inizio della strada pubblica. Con la modifica, si sancisce che ai fini della Tari saranno considerate pubbliche anche le strade private per le quali il Comune ha riconosciuto l’uso pubblico con apposito atto amministrativo. In questo modo, chi abita in strade private ad uso pubblico nelle quali non sono posizionati cassonetti Amiu potrà usufruire della riduzione tariffaria.
APPARTAMENTI AD USO TURISTICO
Per le unità immobiliari destinate a case e appartamenti per vacanze, locazioni turistiche o altre forme di ospitalità turistica svolte in forma non imprenditoriale, indipendentemente dal periodo della locazione e dal numero dei pernottamenti, ai fini della determinazione della tariffa Tari il numero degli occupanti è presuntivamente determinato in sei, salvo diversa dichiarazione presentata dall’utente. La disposizione è finalizzata a favorire una corretta dichiarazione dell’effettivo numero di componenti in relazione alla disponibilità dei posti letto.
Le reazioni della politica
I consiglieri della Lega in consiglio comunale Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua all’attacco: “Inaccettabile l’aumento annunciato al fotofinish e senza alcun confronto, la giunta progressista degli aumenti e della non condivisione scarica la propria incapacità sui cittadini”. “Mentre la giunta prepara a porte chiuse un ulteriore aumento della Tari superiore, a quanto si legge, al 5,5%, a pagare il conto sono ancora una volta i cittadini e le imprese di Genova, su cui grava già un prelievo tra i più elevati a livello nazionale. Contestiamo con forza sia nel merito questo ennesimo rincaro, sia nel metodo un’amministrazione che decide senza la minima condivisione”.
”Genova figura già ai vertici delle classifiche nazionali per costo della Tari, con famiglie che versano cifre significativamente superiori rispetto a quelle di altre grandi città come Milano, Bologna o Torino. Continuare ad alzare le tariffe mentre il servizio di pulizia e decoro cittadino resta del tutto insoddisfacente significa pesare sul bilancio familiare come una vera e propria bolletta aggiuntiva, senza offrire alcun miglioramento reale – continuano – respingiamo al mittente le giustificazioni d’ufficio sui costi di gestione dell’azienda: non si possono mascherare la mancanza di programmazione e la propria inadeguatezza con decisioni calate dall’alto all’ultimo minuto. Mettere a verbale gli aumenti pochi giorni prima della scadenza di legge di fine luglio, scavalcando il dialogo con le opposizioni, i sindacati , le categorie e la città tutta è un metodo inaccettabile che azzera la partecipazione e la trasparenza”.
“Chiediamo all’amministrazione di fermare la manovra, aprire un tavolo di confronto trasparente e individuare coperture alternative all’interno del bilancio, evitando di gravare ulteriormente sui pensionati, sulle famiglie e sul tessuto economico della nostra città”, concludono Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua.
“Un aumento della Tari superiore al 5% è una nuova stangata per famiglie e imprese genovesi – aggiunge Ilaria Cavo, capogruppo di Noi Moderati – Orgoglio Genova – Ancora una volta la giunta Salis sceglie di far pagare ai cittadini il conto della propria incapacità di trovare soluzioni alternative. Non è contestabile soltanto il merito della decisione, che per Assoutenti porterà aumenti fino a 40 euro a famiglia, ma anche il metodo: un aumento annunciato all’ultimo momento, senza alcun confronto con le opposizioni, le categorie economiche e la città. Un modo di amministrare che manca di trasparenza e condivisione. Genova è già tra le città con la Tari più alta d’Italia. Nonostante la situazione disastrosa ereditata dalla giunta Doria, lo sforzo del centro destra è stato quello di non aumentarla. L’esattrice Salis invece vede i genovesi come bancomat e le uniche decisioni che dimostra di saper prendere sono quelle che riguardano gli aumenti delle tasse. Aumentare la Tari, paraltro di fronte alla situazione di sporcizia della città è ai limiti dell’azzardo. E non basta continuare a evocare le responsabilità del passato: oggi chi governa deve assumersi la responsabilità delle proprie decisioni. La giunta Salis fermi questa manovra che i genovesi, che non sono un bancomat, non capirebbero”.
“Mentre l’ufficio parlamentare di bilancio certifica che mai nessuno ha fatto tanto per i redditi medio bassi come il governo di Giorgia Meloni a Genova vediamo che la sinistra fa l’esatto contrario e aumenta le tasse. Oggi i genovesi hanno sentito annunciare che la Tari per loro aumenterà quasi del 6% e questo senza avere nessun vantaggio – commenta Matteo Rosso, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia -. Non è la prima volta per la città e, ahimè, non sarà l’ultima – prosegue Rosso – però, oggi, a più di un anno di distanza i genovesi si sono accorti di come amministra Genova il campo larghissimo: la città è più insicura, più sporca e ci sono meno autobus. Le uniche cosa che aumentano sono le tasse. Io ricordo invece che uno dei primi atti della giunta Bucci fu abbassare il costo dei parcheggi che a Genova erano tra i più cari d’Italia. Ora con Salis & C torneremo a quei livelli”.
“Sembrava strano che il Sindaco non attingesse dal classico repertorio del è colpa di quello di prima per provare a giustificare la decisione di aumentare la Tari per i cittadini” – evidenzia Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune – dopo oltre un anno di governo lo storytelling fazioso di questa amministrazione, sempre alla costante ricerca di alibi o capi espiatori su cui addossare le scomode responsabilità delle proprie decisioni non solo ha stufato ma soprattutto non è più credibile. Sicuramente un metodo più facile rispetto a doversi rimboccare le maniche e lavorare seriamente. Ma è proprio questa differenza che orgogliosamente ha distinto l’attività del centrodestra da quella di questa amministrazione come ha ricordato anche il nostro coordinatore regionale. Per i genovesi, già costretti a fare i conti con una Tari tra le più elevate, è quindi in arrivo l’ennesima ‘stangata’: in cambio continueranno ad avere una città che è sempre più sporca e con sempre meno servizi”.
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