Tarvisio, il borgo di confine dove l’Italia incontra altri due mondi
Tarvisio si trova in un punto della cartina dove i confini di tre Paesi (Italia, Slovenia e Austria) quasi sbiadiscono. Un territorio di passaggio che però, in anni di storia e transizioni, è stato capace di fare proprie culture, tradizioni e usanze che oggi rendono questo borgo veramente unico nel suo genere.
La storia di Tarvisio, crocevia tra tre culture
La posizione di Tarvisio, incastonata tra le Alpi Giulie al confine con Austria e Slovenia, non è un dettaglio geografico qualsiasi: è la chiave per capire il borgo.
Il primo insediamento della zona nasce a Camporosso, probabilmente come avamposto doganale romano, perché qui passava una delle strade che collegavano il Mediterraneo al Nord Europa.

Essere un luogo di passaggio ha significato per secoli anche essere un luogo di scambio: non a caso i costumi tradizionali che si vedono ancora oggi durante le feste sono cuciti con stoffe che un tempo arrivavano da lontano, portate proprio dai commerci che attraversavano la valle.
Una storia molto più recente racconta invece il volto attuale di questa perla del Friuli. Dopo la Prima Guerra Mondiale, con il passaggio all’Italia, buona parte della popolazione di lingua tedesca e slovena lasciò la valle e arrivarono nuove famiglie.
Il cambiamento si sente ancora nei numeri – Tarvisio è passata dagli 8.000 abitanti di un tempo ai circa 3.700-3.900 di oggi – ma non ha cancellato le radici linguistiche: a scuola si studiano italiano, tedesco e sloveno, e c’è persino un laboratorio dedicato al friulano per non perdere la ricchezza linguistica del territorio.
Feste ed eventi per celebrare le tradizioni tarvisiane
La bellezza di questo territorio è che si apre ai visitatori attraverso esperienze autentiche, spesso a costo zero.
Durante il periodo estivo, in particolare da giugno a settembre, Tarvisio e i dintorni si animano con il programma “L’estate prende quota“: un’iniziativa che conta oltre 50 appuntamenti diffusi sul territorio, che hanno l’obiettivo di valorizzare a 360 gradi l’offerta e la ricchezza culturale, naturalistica ed enogastronomica della zona.

Fra gli appuntamenti più rilevanti c’è sicuramente il Festival Radici, una rassegna culturale completamente gratuita che da luglio a inizio settembre accompagna residenti e turisti alla scoperta dei segreti locali. Durante il festival si può partecipare a visite guidate nei palazzi storici, ascoltare pillole d’arte da esperti, assistere a concerti, prendere parte a laboratori e workshop territoriali o lasciarsi conquistare dall’assaggio di prodotti tipici.
Grande spazio anche alla musica, con il No Borders Music Festival, giunto quest’anno alla sua 31° edizione, al Lago Superiore di Fusine dove il palcoscenico naturale si colora con la presenza di artisti dal calibro di Ludovico Einaudi e Coez. Attorno a Ferragosto il testimone passa all’Alpenfest: gruppi in costume sfilano per le vie del paese accompagnati dalla banda della Val Canale, mentre in piazza Unità si raduna la festa vera e propria, tra baite decorate, birra e piatti tradizionali.

Nel periodo invernale immancabile è invece la festa dei Krampus, un rito che nemmeno le guerre mondiali sono riuscite a fermare. All’imbrunire di ogni 5 dicembre scendono dai monti ed escono dai boschi delle creature diaboliche, spiriti silvestri, chiamati Krampus.
Accompagnano San Nicolò, il santo buono, il cui compito è tenerli a bada. San Niccolò chiama i bambini ad uno ad uno, chiede loro una preghierina e la promessa di essere buoni in cambio di un piccolo dono. Oggi l’evento richiama oltre 4.000 persone da tutto il mondo, e sebbene i Krampus non siano più violenti come un tempo, continuano a girare di casa in casa regalando un’emozione unica.
Le perle uniche di Tarvisio che non tutti conoscono
Dentro le mura della Chiesa della Beata Vergine di Loreto, edificio barocco del 1688 situato lungo una via di pellegrinaggio, si nasconde una delle sorprese meno raccontate del borgo: una splendida Madonna di Loreto nera. Entrando nella chiesa si respira un’atmosfera d’altri tempi, anche grazie alle opere d’arte recuperate, come i quadri esterni posizionati sopra la balaustra dopo lo smantellamento dell’altare della chiesa principale, e a uno storico organo del 1700 ancora perfettamente funzionante. Restaurato negli anni ’90, questo luogo di culto viene aperto al pubblico solo in occasione di eventi o celebrazioni su richiesta.
Un’altra sorpresa del territorio tarvisiano riguarda invece la natura. Un esempio su tutti è rappresentato dalla Foresta di Tarvisio, un vero e proprio monumento naturale la cui storia è a dir poco incredibile. Tutto iniziò nell’anno 1007 grazie a Bamberga, che possedeva l’intero feudo e decise di fondare questa immensa foresta privata. Nei secoli, il bosco passò sotto Maria Teresa d’Austria e infine a un fondo del Vaticano.
Questa particolarissima catena di passaggi storici ha protetto la zona, regalandoci oggi un ecosistema intatto, perfetto per chi ama il cicloturismo molto importante in queste valli. Alcuni di questi giganti verdi sono diventati dei veri e propri alberi monumentali: tigli e larici della zona hanno superato i 300-500 anni di vita, come il tiglio del Palazzo Veneziano di Malborghetto o quello di Rutte, legato alle battaglie napoleoniche.
E come non chiudere in bellezza la rassegna delle peculiarità di Tarvisio e dintorni se non parlando di cucina?
Tra i piatti più particolari troviamo lo Schartl, un pandolce lievitato pasquale e i Klotzen nudel, una sorta di “raviolo cinese” che racchiude un ripieno dolce e avvolgente a base di pera Klotzen, una varietà storica di pera oggi Presidio Slow Food coltivata a Camporosso.
Tarvisio, questo piccolo angolo della Val Canale, è un territorio che ha avuto una capacità unica: quella di prendere il concetto di “confine”, che spesso divide le persone, e trasformarlo in un punto d’incontro straordinario, dove le diversità si sommano invece di escludersi.
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