Tassa da 3 euro sugli imbarchi, oggi l’udienza sul ricorso contro il Comune: presto la sentenza

Genova. Si è tenuta oggi, 8 luglio, davanti al Tar di Genova l’udienza sul ricorso presentato da alcuni armatori contro la decisione del Comune di Genova di istituire una tassa d’imbarco da 3 euro per ogni passeggero di crociere o traghetti nel porto della Lanterna.
I giudici si sono riservati di decidere e la sentenza potrebbe arrivare tra qualche giorno come tra qualche settimana. La posizione del Comune, che contava di recuperare dalla tassa sugli imbarchi tre milioni nel 2026 (introducendola a giugno) e sei milioni all’anno dal 2027 in poi, era frutto di un accordo tra il governo e la passata amministrazione e quella attuale non avrebbe fatto altro che applicare una legge dello Stato.
Il ricorso è stato presentato, dopo il fallimento di un tavolo voluto dal Comune, da Assagenti, Assarmatori, Gnv, Moby, Stazioni Marittime e da un privato cittadino utente abituale dello scalo. Non erano state presentate richieste di sospensiva ma l’iter di applicazione della tassa, da parte di palazzo Tursi, si è comunque arenato.
Anche l’Autorità portuale si era schierata dalla parte del cluster marittimo esprimendo “seria preoccupazione” per il “rischio concreto di generare uno scompenso diretto nel mercato crocieristico e in quello dei collegamenti tramite traghetti con le isole”.
L’avvocatura del Comune, nella memoria depositata nell’ambito del ricorso, oltre a ribadire l’obbligatorietà dell’addizionale sui diritti d’imbarco, ha puntato il dito proprio contro palazzo San Giorgio. L’authority, infatti, non avrebbe mai collaborato alla definizione del regolamento attuativo della tassa. Secondo Tursi, addirittura, quelle omissioni avrebbe reso inammissibile il ricorso perché di fatto gli armatori hanno agito non contro un atto concreto ma contro una delibera di indirizzo.
Nell’ambito della battaglia legale anche la presidenza del Consiglio dei ministri si era costituita sostenendo la posizione del Comune. L’obiettivo dell’amministrazione, con la tassa, è non solo di cassa: l’addizionale rappresenta una “minima compensazione al sacrificio imposto ai cittadini per il fortissimo impatto su ambiente, salute, viabilità e vivibilità” dei quartieri che convivono con il porto e con la viabilità di accesso allo scalo.
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