Tassa dell'1% al mese sulle auto aziendali non elettriche: novità in Europa

29 Maggio 2026 - 11:27
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Tassa dell'1% al mese sulle auto aziendali non elettriche: novità in Europa
Ci sono diversi modi per <strong>incentivare privati </strong>e<strong> aziende </strong>a passare alle<strong> auto elettriche</strong>. Uno di questi è tassare le auto tradizionali. Qualcosa di simile è quello che sta avvenendo <strong>nei Paesi Bassi</strong> dove si sta lavorando per fare in modo che tenere un'auto a benzina o diesel diventi economicamente scomodo.Dal 1° gennaio 2027, infatti, entra in vigore la cosiddetta <strong>Pseudo-eindheffing</strong>. Si tratta di una tassa aggiuntiva a carico delle aziende che mettono a disposizione dei dipendenti veicoli termici o ibridi plug-in per uso privato o per i tragitti casa-lavoro. L'importo è pari all'1% al mese del prezzo di listino ufficiale del veicolo. Quindi il 12% all’anno. Un'auto da 30.000 euro costerà all'azienda 300 euro al mese in più, senza possibilità di addebitarne il costo al dipendente. L'<strong>obiettivo del governo olandese</strong> è accelerare l'elettrificazione delle <a href="https://www.hdmotori.it/commissione-europea-obbligo-auto-elettriche-flotte-aziendali-noleggio-2030/">flotte aziendali</a>, che rappresentano il principale motore per la diffusione dei veicoli a zero emissioni.<h2>Le prime reazioni</h2><img class="alignnone size-full wp-image-234589" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2025/10/small-2025-10-28T131837.487.jpg" alt="flotte" width="640" height="358" />Ovviamente quando si parla di tasse c’è sempre qualcuno che rimane scontento. L'<strong>Associazione olandese delle società di noleggio</strong> (VNA) ha già espresso preoccupazione sostenendo che la nuova tassa potrebbe avere “<em>importanti conseguenze sulle politiche di mobilità delle aziende" e generare "oneri finanziari aggiuntivi considerevoli</em>”.Bisogna anche considerare che in Olanda c'è un crescente problema di<strong> sovraccarico della rete elettrica</strong>, con molte aziende che non riescono a ottenere nuovi allacci alla rete elettrica e non possono aumentare la propria capacità di ricarica. In questo contesto, la transizione forzata rischia di creare colli di bottiglia pratici prima ancora che economici.<h2>Il problema per le PMI</h2>Il problema riguarda in modo particolare le piccole e medie imprese. Queste stanno già <strong>aumentando gli acquisti </strong>di <strong>auto elettriche</strong>, ma continuano a permettere l'uso di auto termiche aziendali proprio perché non riescono a ottenere gli allacci necessari per la ricarica.Il punto più controverso della Pseudo-eindheffing è la clausola retroattiva. Dal 17 settembre 2030 la tassa si applicherà anche ai contratti stipulati prima del 1° gennaio 2027. Chi oggi firma un contratto quinquennale per un'auto termica si troverà quindi a pagare la tassa per gli ultimi mesi del contratto. L'effetto è già visibile. Secondo la <strong>società di leasing Athlon</strong>, le aziende stanno sempre più spesso optando per contratti triennali invece di quelli canonici da cinque anni. E il motivo è evidente.

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