Taylor Swift protegge voce e immagine: la battaglia contro i deepfake AI

Taylor Swift punta a proteggere voce e immagine dai deepfake creati con l’intelligenza artificiale, aprendo un nuovo fronte nella tutela dell’identità digitale degli artisti.

Aprile 30, 2026 - 15:28
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Taylor Swift protegge voce e immagine: la battaglia contro i deepfake AI

Taylor Swift passa al contrattacco contro i rischi dell’intelligenza artificiale. La popstar statunitense ha depositato nuove domande di registrazione di marchio negli Stati Uniti per proteggere non solo la propria immagine, ma anche alcuni elementi riconoscibili della sua voce, in un momento in cui i deepfake generati con l’AI stanno diventando sempre più realistici e difficili da controllare.

Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, le richieste sono state presentate dalla società TAS Rights Management e riguardano tre elementi distinti: due marchi sonori legati alle frasi “Hey, it’s Taylor Swift” e “Hey, it’s Taylor”, oltre a un’immagine dell’artista sul palco durante l’Eras Tour, con chitarra rosa e costume di scena. Le domande sono ora in attesa di esame da parte dell’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti.

La mossa arriva in un contesto sempre più delicato per artisti, attori e personaggi pubblici. I contenuti sintetici creati con l’intelligenza artificiale possono infatti riprodurre volto, voce e movenze di una celebrità, dando l’impressione che quella persona abbia pronunciato frasi, sponsorizzato prodotti o partecipato a contenuti mai autorizzati.

Per Swift il tema non è nuovo. Negli ultimi anni il suo nome è già stato coinvolto in episodi legati a immagini AI non consensuali e a falsi contenuti politici generati digitalmente. La registrazione come marchio di voce e immagine rappresenta quindi un tentativo di rafforzare gli strumenti legali contro usi ingannevoli o commerciali della sua identità.

Il caso evidenzia una questione più ampia: chi controlla l’identità digitale di un artista nell’era dell’intelligenza artificiale? Le leggi sul diritto all’immagine offrono già alcune tutele, ma il marchio può aggiungere un ulteriore livello di protezione, soprattutto quando una voce o una frase riconoscibile vengono usate per confondere il pubblico o promuovere servizi non autorizzati.

Il problema non riguarda soltanto Taylor Swift. Recenti segnalazioni hanno mostrato deepfake di celebrità utilizzati in pubblicità truffaldine sui social, con video generati o manipolati dall’AI per far sembrare che personaggi famosi promuovano falsi programmi o offerte online.

La decisione della cantante potrebbe aprire la strada a una nuova stagione di tutela per il mondo dello spettacolo. Se approvata, la registrazione dei marchi potrebbe offrire a Swift un’arma in più contro imitazioni vocali o visive considerate troppo simili e potenzialmente fuorvianti.

In attesa dell’esito delle domande, il messaggio è chiaro: nell’industria dell’intrattenimento, la protezione dell’immagine non passa più solo da foto, video e diritti musicali. Nell’epoca dei deepfake, anche una voce riconoscibile può diventare un bene da difendere.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia