Teheran annuncia la nuova chiusura di Hormuz: “Raid di Israele in Libano violano accordo”
La tensione in Medio Oriente resta altissima e rischia – ancora una volta – di avere conseguenze anche sui traffici energetici mondiali. L’Iran ha infatti annunciato la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale, sostenendo che la decisione è una risposta alle presunte violazioni degli accordi con gli Stati Uniti e ai recenti raid israeliani in Libano. L’annuncio è stato diffuso dal comando militare iraniano, anche se al momento non vi sono conferme indipendenti dell’effettiva interruzione della navigazione nello strategico passaggio marittimo attraverso cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale.
“Una delegazione iraniana viaggerà in Svizzera per seguire e chiedere l’attuazione degli impegni della controparte” del memorandum con gli Usa “e chiarire come intendono rispettarli”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall’agenzia Fars, sottolineando che “l’altra parte deve adottare misure necessarie il prima possibile, altrimenti l’intero accordo sarà compromesso” e che “l’inizio dei negoziato per l’accordo finale è subordinato all’attuazione delle clausole del memorandum d’intesa”.
Da Washington, il vicepresidente americano JD Vance ha invitato alla cautela. In un’intervista a Fox News ha dichiarato che “Jared Kushner e Steve Witkoff sono già sul terreno”, aggiungendo che “non ci sono prove al momento che l’Iran stia chiudendo lo Stretto di Hormuz”. Vance ha però riconosciuto che “ci sono molte mine nello Stretto”, sottolineando la delicatezza della situazione.
Ma cosa è successo in Libano?
L’esercito libanese ha reso noto che “un attacco nemico israeliano ha preso di mira un soldato dell’esercito sulla strada Kfar Rumman-Nabatieh, causandone il martirio”, denunciando che “la continuazione dei brutali attacchi israeliani punta a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta di ripristinare la stabilità in Libano”.
Hezbollah, attraverso il deputato Hassan Fadlallah, ha sostenuto che “la resistenza ha il pieno diritto di contrastare questo nemico quando ci attacca, poiché è l’aggressore e l’occupante”. Il parlamentare ha inoltre affermato che “ciò che ci preoccupa è che il nemico rispetti pienamente e in modo completo la tregua”.
Secondo la Protezione civile libanese, almeno 16 persone sono morte e altre 12 sono rimaste ferite nei raid israeliani nella regione di Nabatieh. A queste si aggiungono altre sette vittime e tredici feriti in un attacco contro il villaggio di Qannarit, nei pressi di Sidone.
Dal canto suo, l’esercito israeliano ha dichiarato che “durante la notte, l’organizzazione terroristica Hezbollah ha lanciato oltre 50 proiettili contro le forze israeliane nella zona di sicurezza nel sud del Libano”. Per questo motivo, ha spiegato un portavoce delle Forze di difesa israeliane, “l’Idf sta colpendo obiettivi dell’organizzazione terroristica Hezbollah nel sud del Paese”.
Secondo il corrispondente militare di Channel 12, uno degli obiettivi principali delle operazioni israeliane è la dorsale di Ali Taher, nei pressi della fortezza di Beaufort, considerata uno degli asset strategici più importanti di Hezbollah. Nell’area sarebbe presente una vasta rete sotterranea di bunker, tunnel, depositi di armi e postazioni di lancio di razzi che, secondo fonti israeliane, l’aviazione non sarebbe riuscita a distruggere completamente. Per questo motivo l’Idf avrebbe avviato anche operazioni di terra per demolire il complesso, ritenuto uno dei principali centri operativi utilizzati da Hezbollah negli ultimi anni.
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