Telemarketing indesiderato, per ora niente estensione divieto agli operatori telefonici
Nel dibattito parlamentare sul cosiddetto Decreto Fiscale non è arrivata l’intesa politica necessaria per estendere anche alle aziende di telecomunicazioni il divieto di telemarketing non richiesto, come già accade per chi opera nel settore luce e gas. Per ora quindi non cambia niente, anche se naturalmente Antonella Zedda, relatrice in commissione Finanza del Senato, ha già confermato che si tornerà all’attacco alla prima occasione utile.
La misura era stata introdotta sulla falsariga di quelle introdotte con il DL Bollette, che ha già stabilito regole più stringenti per le pratiche commerciali nel settore energetico. In particolare, per luce e gas è stato introdotto il divieto di contatti promozionali non richiesti dal cliente o non supportati da un consenso esplicito. L’implicazione più importante è che sarà anche possibile chiedere l’annullamento di eventuali contratti firmati durante una telefonata (o simili) non richiesta.
Lo stesso Asstel, il consorzio che tutela gli interessi degli operatori di telefonia italiani, è favorevole all’estensione di questo divieto anche alle telco, perché ha obiettivi tutto sommato nobili, cioè ridurre le pratiche commerciali aggressive e tutelare di più i consumatori, in un settore storicamente molto colpito da fenomeni di teleselling invasivo. Anche perché allo stato attuale la norma causa una disparità di trattamento in cui alcuni ci rimettono: gli operatori luce e gas non possono fare telemarketing, ma se le offerte sono di convergenza, quindi luce + gas + telefonia, sì.
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