Tensione al Gay Pride di Bologna: israeliani denunciano insulti e spintoni a una donna incinta (video)

Momenti di tensione al Gay Pride di Bologna, dove alcuni israeliani sarebbero stati spintonati e aggrediti verbalmente. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni a Canale 12, riporta The Times of Israel, un gruppo di israeliani sarebbe stato spintonato e aggredito verbalmente da alcuni partecipanti alla parata. Il gruppo sventolava una versione arcobaleno della bandiera israeliana, cosa che ha suscitato la reazione di altri manifestantanti. A quanto raccontato dai testimoni, una donna incinta tra gli israeliani sarebbe stata spinta violentemente.
Gay Pride Bologna, la denuncia degli attivisti israeliani
“Ci hanno urlato contro che eravamo degli assassini, tutti i bambini presenti erano spaventati”, ha dichiarato un israeliano. “Ero lì con mia moglie, mio figlio e un’altra famiglia con i passeggini, e abbiamo filmato le loro urla”. Un altro ha aggiunto: “Eravamo con dei bambini, famiglie orgogliose venute a sfilare in un evento nato per promuovere i nostri diritti, e siamo stati attaccati perché siamo ebrei”.
At a Pride parade in Bologna, Italy, Israelis and Iranians who had been marching together were assaulted by Free Palestine activists who demanded they take off their shirts which featured a Star of David.
The Italian-Iranian organization “Woman, Life Freedom,” condemned the… pic.twitter.com/qXbKmKUuD6
— Hen Mazzig (@HenMazzig) June 13, 2026
L’organizzazione italo-iraniana “Woman, Life Freedom” ha condannato l’attacco, affermando che israeliani e iraniani stavano marciando insieme per una causa giusta.
Immediata la reazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che parla di “forte preoccupazione e profonda contrarietà”. Per l’Ucei, la scelta rischia di trasformarsi in “un test ideologico” incompatibile con “i principi di pluralismo, inclusione e libertà di espressione che costituiscono il fondamento stesso delle manifestazioni Pride”. “I Pride sono nati per includere non per escludere”, sottolinea. Critiche arrivano anche dal mondo politico. Ivan Scalfarotto (Iv) definisce la decisione “assurda”, mentre Daniele Nahum (Azione) parla di “liste di proscrizione”. E da Emanuele Fiano, presidente di Sinistra per Israele, che auspica “un ripensamento” da parte degli organizzatori.
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