Termovalorizzatore, Salis sulla proroga del bando: “Regione con l’acqua alla gola ma non si scarichi tutto su Genova”

Genova. “È evidente che la Regione stia con l’acqua alla gola ma scaricare tutto su Genova e Amiu, no, non ci stiamo”, è il commento della sindaca di Genova Silvia Salis alla notizia della proroga al 20 luglio per il bando di Arlir, agenzia regionale per i rifiuti, per la realizzazione di un impianto di chiusura del ciclo. Bando a cui Amiu, negli ultimi giorni, ha deciso di non partecipare preferendo attendere una fase più avanzata del processo.
“La Regione Liguria ha impostato la gara in un certo modo e ora si sta trovando senza accordi con i Comuni e con il territorio – continua Salis – senza certezze sui piani industriali, però scaricare tutto su Genova e sulle spalle di Amiu è una mossa non corretta. Ma Genova è stata chiara fin dal principio sia nella disponibilità di spazi, sia nella disponibilità di individuare luoghi alternativi a Scarpino che, nella realtà, non esistono”.
A chi le chiede come mai il dietrofront sulla volontà di partecipare, e di fronte al centrodestra che parla chiaramente di una frenata dettata da motivazioni politiche (le diverse posizioni nel campo largo in tema inceneritore) Salis ribatte: “Penso abbiate visto come ha risposto il cda di Amiu, non si può partecipare a un bando, a una gara, della quale non si conosca nessun tipo di contenuto. Come fa Amiu a esprimersi? Su cosa? Qua si sta facendo una comunicazione da parte della Regione del tutto distorta. Sembra che se non c’è il partner Amiu, la gara non si possa fare”.
“Voglio essere molto chiara: non è così – continua – e quindi il tema è che Amiu, anche in base al partner industriale, anche in base al luogo, anche in base alla grandezza dell’impianto, decida di partecipare o meno, tutto sta a vedere dove si farà questo impianto. Visto che Regione non sa rispondere a questa domanda, cerca di scaricare la responsabilità su un’azienda che non ha come core business la costruzione di un impianto. Lo scopo di Amiu è quello della raccolta e della gestione dei rifiuti, non della costruzione di impianti, quindi rimettiamo anche ordine tra le cose”.
La sindaca di Genova non è d’accordo con il governatore Bucci secondo cui la mancata partecipazione di Amiu alla compagine azionaria di chi costruirà il termovalorizzatore ne pregiudicherà l’accesso a finanziamenti. “Questo punto non ha alcun fondamento, abbiamo approfondito con gli avvocati di Amiu e con l’avvocatura del Comune”.
Poi il contrattacco sul piano politico: “Un altro elemento che ci deve far riflettere sul posizionamento della Regione Liguria in questo momento è che al governo ci sono le stesse persone che sono state alla guida di Genova per otto anni – aggiunge Salis – se era così indispensabile, così imminente, così semplice, costruire un impianto a Genova, perché non l’hanno fatto”.
Il tema è stato affrontato anche in consiglio comunale con un ordine del giorno presentato dal gruppo di minoranza Vince Genova. Il documento con impegnativa a sindaca e giunta per “dare formale e immediato indirizzo ad Amiu affinché predisponga gli atti necessari a partecipare alla gara regionale per la realizzazione e gestione dell’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti, garantendo la presenza della società pubblica genovese nella partita impiantistica ligure”. Inoltre a “vigilare affinché l’eventuale cooperazione con partner industriali privati o misti avvenga mediante schemi societari o contrattuali che tutelino la centralità di Amiu nella governance strategica, nella conduzione operativa e nel controllo delle tariffe”. Sul documento solo il voto a favore dell’opposizione.
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