Tesla “aggira” i dazi e vende la Model 3 a meno di 25.000 euro
Una <a href="https://www.hdmotori.it/listino/tesla/tesla-model-3/">Tesla Model 3</a> Premium a trazione posteriore, con 463 km di autonomia, a meno di<strong> 25.000 euro</strong>? Sì, è possibile. Non in Italia, dove la stessa vettura costa 42.690 euro, e nemmeno negli Stati Uniti, dove il modello più economico parte da circa 36.000 dollari. Ma in Canada, dove una combinazione di <strong>accordi commerciali </strong>e mosse strategiche di Tesla ha reso possibile il prezzo più basso mai visto in occidente per questa berlina elettrica.<h2>Come Tesla è riuscita a ottenere questo prezzo</h2>Il <strong>listino canadese parte da 39.490 dollari</strong> (al cambio attuale circa 24.800 euro). Due mesi fa, la Model 3 più economica disponibile in Canada era una Long Range AWD da 79.990 dollari canadesi. Il prezzo è quasi dimezzato. Come è successo?<img class="alignnone size-full wp-image-259211" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/02/IMG_1465.jpg" alt="Tesla model 3" width="896" height="672" />Prima del 2024, Tesla riforniva già il Canada con Model 3 prodotte nella <strong>Gigafactory di Shanghai</strong>. Poi il Canada aveva introdotto un dazio del 100% sulle auto elettriche di fabbricazione cinese, seguendo la linea degli Stati Uniti. A quel punto Tesla aveva spostato la produzione destinata al Canada allo <strong>stabilimento di Fremont</strong>, in California. Ma quando il Canada aveva risposto ai <a href="https://www.hdmotori.it/trump-dazi-auto-europee-25/">dazi</a> americani di Trump con controdazi del 25% sulle auto prodotte negli USA, la Model 3 prodotta a Fremont era diventata insostenibile e il listino era esploso fino ai quasi 80.000 dollari.<h2>Quest'anno è arrivata la svolta</h2>La svolta è arrivata a gennaio di quest’anno, con l'accordo commerciale negoziato dal <strong>premier Mark Carney</strong> con Pechino. È l’accordo che è stato informalmente ribattezzato “Canola for Cars”. Con questo accordo il Canada riduce i dazi sulle auto elettriche cinesi dal 100% al 6,1% e la Cina abbassa quelli sul canola canadese (l’olio di colza) <strong>dall'85% al 15%</strong> e rimuove le tariffe su aragoste, granchi e piselli. Una logica di scambi che ha effetti molto concreti sull'industria automobilistica. Il Canada ha fissato una quota di 49.000 veicoli per la prima metà del 2026, che salirà a 70.000 unità annue entro il 2030.Dal canto suo Tesla a marzo aveva già svuotato i piazzali canadesi delle <strong>Model 3 costruite a Fremont</strong>, rispedendole negli USA. Il 1° maggio ha lanciato ufficialmente il nuovo listino canadese con le vetture prodotte a Shanghai. È la prima casa automobilistica a sfruttare l'accordo. La gamma si è semplificata e ora prevede due versioni, la <strong>Premium RWD </strong>a<strong> 39.490 dollari canadesi</strong> e la <strong>Performance a 74.990</strong> (tagliata del 17% rispetto al precedente listino da 89.990).Va anche detto che le Model 3 prodotte a Shanghai <strong>non hanno diritto </strong>al <strong>rimborso federale canadese </strong>da <strong>5.000 dollari</strong> previsto dal programma EVAP. Questo perché la Cina non ha un accordo di libero scambio con il Canada. Concorrenti come la <a href="https://www.hdmotori.it/listino/hyundai/hyundai-ioniq-5/">Hyundai Ioniq 5</a> e la <a href="https://www.hdmotori.it/chevrolet-articoli-n560804-chevrolet-equinox-ev-motore-autonomia-prezzo/">Chevrolet Equinox EV</a>, prodotte in paesi con accordi in vigore, beneficiano invece dell'incentivo. Un dettaglio che riduce parzialmente il vantaggio competitivo della Tesla.
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