Tra sfumature di fuoco e mare: le pazzesche Rocce Rosse di Arbatax, il monumento naturale dell’Ogliastra

01 Luglio 2026 - 15:55
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Tra sfumature di fuoco e mare: le pazzesche Rocce Rosse di Arbatax, il monumento naturale dell’Ogliastra

Per chi raggiunge la costa orientale della Sardegna via mare, Arbatax rappresenta il primo incontro con l’Ogliastra. Si tratta infatti dell’unica frazione di Tortolì, la quale vanta un pittoresco porto affacciato su un tratto di litorale celebre per insenature, promontori e spiagge luminose. Pochi passi, però, separano le banchine da una delle immagini simbolo dell’isola, vale a dire le Rocce Rosse, un monumento naturale in grado di lasciare il segno istantaneamente.

Alte pareti color porpora emergono accanto a scogli chiari, mentre il mare riflette sfumature verdi, turchesi e blu intenso. L’effetto visivo (manco a dirlo) cambia durante l’arco della giornata: al sorgere del sole la luce accarezza la superficie della pietra con tonalità dorate, mentre al tramonto il rosso del porfido si intensifica fino a ricordare il colore della brace.

Molti definiscono questo luogo la Cattedrale nel Mare, appellativo nato grazie al profilo slanciato delle falesie. Le pareti rammentano infatti grandi guglie naturali rivolte verso il cielo, quasi fossero parte di un edificio scolpito dalla Terra invece che dalla mano dell’uomo. Ma la verità è che il valore delle Rocce Rosse supera l’aspetto paesaggistico, perché questo tratto di costa custodisce vicende legate alla navigazione, alla vita dei minatori, alla storia del porto e persino al cinema italiano.

Origine, formazione delle Rocce Rosse di Arbatax

Per capire come sia possibile che un tratto di Sardegna possa vantare queste gigantesche Rocce Rosse occorre pensare a quel remotissimo periodo storico in cui l’attività vulcanica contribuì alla formazione del porfido. Nel corso dei millenni pioggia, vento, salsedine e moto ondoso hanno scolpito lentamente la superficie della roccia, dando vita alle grandi falesie visibili ancora oggi.

Il materiale dominante presenta una colorazione rossastra intensa, resa ancora più evidente dalla vicinanza con il granito chiaro e con la diorite scura presente nell’area circostante. Le pareti raggiungono circa 15 metri di altezza e sembrano affiorare direttamente dal mare: sono i simboli di un lunghissimo lavoro della natura, maestra nel trasformare semplici masse rocciose in una vera scultura a cielo aperto.

Fra le particolarità più curiose c’è il grande foro quadrato scavato all’interno della parete rocciosa. Molti visitatori lo osservano senza conoscerne la funzione originaria, ma si ritiene che quel vano offrisse riparo ai minatori e agli scalpellini impegnati nell’attività estrattiva. Fra gli scogli resistono inoltre i ruderi di piccole costruzioni utilizzate per custodire attrezzi e materiali da lavoro.

Rocce Rosse di Arbatax, Sardegna
iStock
Il foro nelle Rocce Rosse di Arbatax

Anche il nome della località protegge una storia affascinante: secondo l’interpretazione più diffusa, Arbatax deriverebbe dall’espressione araba Arba’at ‘Ashar, traducibile con il numero 14. Il riferimento riguarderebbe la quattordicesima torre costiera lungo il sistema difensivo realizzato durante i secoli passati.

Il fascino delle Rocce Rosse ha conquistato anche il grande schermo. Nel 1974 Lina Wertmüller scelse proprio questa baia per la scena conclusiva del film Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, interpretato da Giancarlo Giannini e Mariangela Melato.

Negli anni successivi il valore simbolico del sito ha continuato a crescere. Le Rocce Rosse dell’Ogliastra sono comparse persino su un francobollo celebrativo dedicato al patrimonio naturale italiano, ulteriore riconoscimento riservato a un luogo entrato ormai nell’immaginario collettivo. Ancora adesso, infine, rappresentano il fondale naturale di grandi eventi musicali, fra i quali il celebre Rocce Rosse Blues e il Red Valley Festival, manifestazioni che richiamano artisti e pubblico da tutta Europa.

Come visitate e cosa fare alle Rocce Rosse di Arbatax

L’accesso alle Rocce Rosse risulta libero durante tutto l’anno e richiede pochi minuti dal centro di Arbatax. La vicinanza al porto rende la visita semplice anche per chi arriva in traghetto, oppure dedica una sola giornata alla scoperta dell’Ogliastra. Fin dal primo passo il protagonista assoluto resta il colore: il rosso caldo del porfido cambia intensità seguendo la posizione del sole, mentre il mare alterna riflessi smeraldo, turchesi e blu profondo.

L’area invita a osservare con calma i dettagli della roccia, come cavità, spigoli, superfici levigate e venature che raccontano migliaia di anni di trasformazioni naturali. Durante la bella stagione parecchi appassionati raggiungono il sito per i tuffi dalle pareti più elevate. L’altezza delle falesie, pari a più o meno 15 metri, richiama sportivi esperti attratti dall’acqua profonda che bagna la scogliera.

Chi preferisce attività più tranquille trova condizioni ideali per snorkeling, kayak oppure semplici soste dedicate alla fotografia. La limpidezza del mare, del resto, valorizza fondali ricchi di pesci, scogli sommersi e giochi di luce particolarmente suggestivi. Pochi metri separano la baia da Cala Moresca, piccola insenatura racchiusa fra vegetazione mediterranea, granito levigato e sabbia dorata.

Poi la visita può proseguire lungo il promontorio di Capo Bellavista, dominato dal faro che sorveglia il litorale. Poco distante compare anche la Torre di San Miguel, antica struttura difensiva realizzata nel XVI secolo durante il sistema di avvistamento costiero voluto dagli spagnoli.

Chi dispone di più tempo trova numerose alternative nei dintorni: Porto Frailis, San Gemiliano, il lunghissimo Lido di Orrì e la Spiaggia di Cea, tutti angoli che ampliano ulteriormente l’offerta balneare. Proprio Cea è la culla di Is Scoglius Arrubius, due spettacolari faraglioni di porfido rossastro alti circa 20 metri, spesso messi a confronto con le celebri Rocce Rosse grazie alla medesima origine geologica.

Arbatax, infine, rappresenta uno dei principali punti di partenza per le escursioni via mare lungo il Golfo di Orosei. Dal porto salpano quotidianamente imbarcazioni dirette verso Cala Goloritzé, Cala Mariolu, Cala Luna, Cala Sisine, Cala dei Gabbiani, Pedra Longa e le Grotte del Bue Marino, autentiche icone della costa orientale della Sardegna.

Dove si trova e come arrivare

Le Rocce Rosse occupano il versante orientale del porto di Arbatax, frazione del comune di Tortolì, nel cuore dell’Ogliastra, lungo la costa centro-orientale della Sardegna. La posizione risulta particolarmente favorevole, sia per chi arriva via mare sia per chi raggiunge questa parte dell’isola in automobile. Da Cagliari il percorso segue la SS125 Var Nuova Orientale Sarda, arteria che attraversa paesaggi montani e vallate fino al territorio di Tortolì. L’itinerario richiede circa 2 ore di viaggio e termina praticamente a ridosso del borgo marinaro.

Chi parte da Olbia percorre inizialmente la SS131 D.C.N., proseguendo poi lungo la SS389 attraverso il passo di Correboi prima dell’arrivo in Ogliastra. Anche questo tragitto passa alcuni fra gli scenari interni più caratteristici della Sardegna. Arbatax dispone inoltre di collegamenti marittimi regolari con la penisola italiana grazie al porto commerciale. Accanto alle banchine dedicate ai traghetti trova spazio anche il porto turistico, dotato di centinaia di posti barca e servizi destinati alla nautica da diporto.

Una volta raggiunto il centro abitato basta seguire le indicazioni verso il porto, oppure la stazione del celebre Trenino Verde. Le Rocce Rosse sorgono proprio accanto ai binari storici, in una posizione facilmente riconoscibile fin dal primo sguardo.

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