Transaera, rivoluzione della climatizzazione alle porte: più efficienza, meno umidità

06 Maggio 2026 - 08:19
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Transaera, rivoluzione della climatizzazione alle porte: più efficienza, meno umidità

D’estate noi europei siamo spesso “beccati” subito quando siamo in trasferta in Asia o in America perché ci lamentiamo sempre che l’aria condizionata è troppo fredda, e spesso è vero, ma il problema principale non è la temperatura: è questione di umidità. Nei climi caldi e umidi, come gran parte degli Stati Uniti meridionali o appunto in Asia, gli impianti di climatizzazione vengono spinti oltre il necessario proprio per ridurre il contenuto di vapore nell’aria, fondamentale per evitare la formazione di muffe e altri problemi. Il risultato è un raffreddamento eccessivo, e in determinati scenari si arriva addirittura al paradosso di dover riscaldare artificialmente l’aria per compensare.

Lo spreco di energia è evidente, ma Transaera promette di avere una soluzione. La startup americana dice di aver sviluppato un nuovo sistema di ventilazione pensato per separare in modo più efficiente il processo di deumidificazione e quello di raffreddamento dell’aria. La tecnologia è in effetti già in fase di sperimentazione avanzata sul campo, e ha attirato l’interesse di aziende anche grandi, per non dire enormi; in prima fila troviamo infatti Amazon, che la sta testando in alcune sue strutture a Houston; sembra che i test stiano peraltro andando bene, visto che ha già firmato accordi per ampliarne l’adozione nei prossimi anni.

Transaera dice che la sua tecnologia è fino a due volte più efficiente rispetto alle soluzioni tradizionali nella rimozione dell’umidità, e può estrarre dall’aria fino a circa 45 litri d’acqua all’ora. Il cuore del sistema è un materiale essiccante applicato su una ruota alta circa 1 metro e 80, che gira costantemente e lentamente e assorbe l’umidità dall’aria in ingresso. Il materiale viene costantemente rigenerato grazie a uno scambiatore di calore, e l’acqua accumulata viene espulsa all’esterno. Il principio non è nuovo, ma finora non era particolarmente efficiente; la svolta è stata mettere a punto un nuovo materiale essiccante, derivato da una classe di composti premiata nientemeno che con il Premio Nobel per la chimica.


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