Trevisani: "Allegri ha fallito perché pratica un calcio vecchio, non più sostenibile. Leao e Gimenez come Kean e Vlahovic: e se la pippa fosse l'allenatore?"

26 Maggio 2026 - 12:06
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L'opinionista di Cronache di Spogliatoio non fa sconti all'ormai ex corso tecnico della squadra rossonera

Tra gli opinionisti più critici sull'operato dell'ormai ex allenatore del Milan Massimiliano Allegri c'è indubbiamente Riccardo Trevisani. Che, oltre ai suoi interventi sull'argomento per Sportmediaset, si è espresso anche nell'ultima puntata di “Fontana di Trevi” per Cronache di Spogliatoio.

CALCIO SORPASSATO

Allegri ha fallito perché pratica un calcio tremendamente vecchio: non è con Allegri che ce la si prende in quanto persona ma quanto al concetto che rappresenta di un calcio rimasto legato ad idee di vent’anni fa che non trovano più applicabilità nel calcio di oggi. Il fatto che le idee di calcio di Fabregas e Gasperini, più al passo coi tempi l’innovazione, abbiamo portato la Champions, è emblematico di quello che stia succedendo”, esordisce Riccardo Trevisani.

QUANTE NE HO SENTITE

Nella sua analisi, a Cronache di Spogliatoio, Trevisani punta poi il dito su alcuni assiomi in relazione al lavoro di Allegri che non si sarebbero rivelati aderenti alla realtà:  "Ho sentito dire delle cose per mesi senza senso: Allegri imbattuto da 24 partite, ma lo ha fatto con molti pareggi e senza giocare. Leggevo che con Rabiot non si perdeva, ma tutte le ultime sconfitte sono con Rabiot. Leggevo che con Rabiot saresti stato la miglior difesa, invece non lo sei stato, anzi, lo è stato il Como, la squadra in mano al più giochista del giochisti perché è una squadra estremamente organizzata. Fabregas, il ragazzino che ha appena cominciato, come disse Allegri, raggiunge l’obiettivo che non raggiunge nemmeno Allegri”.

SEMPRE COLPA DEGLI ALTRI?

Il giudizio critico sulla resa di Allegri in questa stagione appena conclusa alla guida del Milan si conclude così: “Nel calcio si dà spazio alle idee, alla qualità del gioco, a chi vuole crearlo, ma non è più un calcio in cui puoi giocare 15/20 minuti, perché se il migliore in campo di Milan-Cagliari è ancora Maignan, qualcosa non va. Hai segnato al 2′ e poi smetti di giocare. Una cosa allucinante, poi nella classifica dei colpevoli non c’è solo Allegri, ha problemi societari giganteschi, ma la narrazione è distorta come lo fu tre anni fa con la Juventus, in cui Vlahovic e Kean improvvisamente erano pippe, ed oggi Gimenez, Leao, Pulisic idem: se gli attaccanti diventano sempre pippe, allora la pippa sarà l’allenatore. Allenatore che ha litigato con Arrivabene, Giuntoli, Furlani, eccetera, quindi se quando alleni lo spartito è sempre lo stesso, con gioco ai minimi termini, liti dirigenziali, grandi conferenze stampe, ma zero proposta, zero risultato. Quel tipo di calcio, quel tipo di proposta anziano e vecchio, non va più bene nel calcio, dove ormai serve un calcio più preparato e moderno. Io sono stato il primo che pensava che Allegri avrebbe portato di nuovo il Milan in Champions League”.

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