Truffe: ChatGPT consiglia un negozio falso e diventa complice involontario

11 Giugno 2026 - 09:38
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Un numero sempre crescente di utenti chiede consigli anche per gli acquisti ai chatbot di intelligenza artificiale. Per questo motivo, il nuovo obiettivo dei criminali informatici è insinuarsi nei risultati generati dagli strumenti AI e così convincere gli utenti a inserire i propri dati su shop falsi; sfruttando la fiducia che questi ripongono in ChatGPT e simili, di fatto.

Una fiducia troppo spesso cieca, soprattutto per chi non sa come i chatbot funzionano e che i dati forniti possono essere facilmente avvelenati (o almeno "allucinati"). Questo fenomeno è strettamente legato proprio a quello dell'avvelenamento dei dati, cioè l'inserimento di contenuti falsi online per influenzare le risposte dei sistemi AI. Nel momento in cui l'utente si rivolge al chatbot per conoscere l'offerta migliore, questo suggerisce siti clone o genericamente truffaldini che mettono in vendita il prodotto cercato a prezzi stracciati. I siti sono progettati per mimetizzarsi: imitano l'aspetto e forniscono un'esperienza d'uso buona, ma soprattutto attirano gli acquirenti (e i chatbot prima ancora) con sconti consistenti, in alcuni casi fino all'80%.

Una truffa identificata sfruttava il nome del rivenditore di scarpe e borse UK Russel & Bromley. Non a caso, spiega la ricercatrice Anna Jones di Ask Silver:


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