Trump ha chiamato Infantino per Balogun: il NYT ne è certo

06 Luglio 2026 - 00:28
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Trump ha chiamato Infantino per Balogun: il NYT ne è certo

La vigilia di Stati Uniti-Belgio è stata monopolizzata dalle polemiche. A poche ore dagli ottavi di finale del Mondiale, la FIFA ha sospeso la squalifica di Folarin Balogun, permettendo all’attaccante statunitense di essere regolarmente a disposizione del commissario tecnico Mauricio Pochettino. Una decisione che ha scatenato le proteste del Belgio e alimentato inevitabili interrogativi, soprattutto dopo il pubblico ringraziamento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al numero uno della FIFA, Gianni Infantino.

La sfida è in programma nella notte di martedì a Seattle, ma il dibattito è già accesissimo. La sospensione della squalifica di Balogun rappresenta infatti un caso rarissimo nella storia del calcio internazionale, con pochi precedenti, come la grazia concessa a Garrincha ai Mondiali del 1962 o lo sconto di pena ottenuto da Cristiano Ronaldo durante le qualificazioni a questa Coppa del Mondo. Da qui le indiscrezioni secondo cui sulla decisione avrebbero inciso i rapporti tra Trump e Infantino, oltre al fatto che gli Stati Uniti siano il Paese ospitante della competizione. Sullo sfondo, secondo diverse ricostruzioni tra cui quella del New York Times, ci sarebbe stata anche una telefonata tra la Casa Bianca e i vertici della FIFA. Non a caso, la stampa belga ha parlato di un vero e proprio “colpo di scena”.

La Federcalcio belga (RBFA) si è detta “sbalordita” dalla decisione e ha annunciato di stare valutando “tutte le possibili opzioni”, compresa l’ipotesi di un ricorso legale. Secondo la federazione, la FIFA avrebbe motivato la scelta richiamando l’articolo 27 del proprio Codice disciplinare, che consente al Comitato disciplinare di sospendere l’applicazione di una sanzione già inflitta.

Per il Belgio, però, questa interpretazione contrasta con altre norme dello stesso regolamento. L’articolo 66.4 del Codice disciplinare stabilisce infatti che un’espulsione comporta automaticamente la squalifica per la gara successiva, principio ribadito anche dall’articolo 10.5 del Regolamento della competizione e dalla circolare n. 16 inviata a tutte le federazioni partecipanti prima del torneo. Per questo motivo la RBFA ritiene che la decisione violi i principi di equità sportiva e ha ribadito di voler tutelare “i legittimi diritti di tutte le squadre partecipanti”.

Balogun era stato espulso con un cartellino rosso diretto nella partita contro la Bosnia ed Erzegovina dopo essere ricaduto sulla caviglia di Muharemovic in seguito a un contrasto aereo. La squalifica di una giornata sembrava inevitabile, ma la Commissione disciplinare FIFA ha deciso di sospenderla applicando l’articolo 27 e sostituendola con un anno di messa alla prova.

La decisione è stata subito accolta con favore da Donald Trump, che sul social Truth ha scritto: “Grazie alla FIFA per aver posto rimedio a una grave ingiustizia”. Nei giorni precedenti era intervenuto anche il segretario di Stato Marco Rubio, che aveva definito il cartellino rosso “un’ingiustizia”, auspicando un ricorso. Pur non essendo possibile impugnare l’espulsione, secondo fonti vicine alla nazionale statunitense i dirigenti avrebbero chiesto alla Commissione disciplinare di applicare proprio l’articolo 27 per sospendere gli effetti della sanzione.

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