Trump, le nuove spese choc: dalla sala da ballo con bunker incorporato all’Arco di Trionfo più alto al mondo
Sale da ballo e archi di trionfo: i sogni d’oro di Trump tra costi gonfiati e battaglie legali
Dal nostro inviato a Washington – In una stagione in cui il governo federale degli Stati Uniti taglia senza sosta fondi all’istruzione, alla sanità e ai programmi sociali, la presidenza Trump sta portando avanti una serie di progetti decisamente stravaganti, tra cui una sala da ballo e un arco di trionfo degno di Napoleone. La spesa più discussa per ora è chiaramente quella legata alla “Big Beautiful Ballroom”: la sala da ballo che inghiottirà l’Ala Est.
Era luglio 2025 quando Trump annunciò il progetto: “una nuova, grande, bellissima sala da ballo”, affermò il presidente, promettendo un’opera maestosa e soprattutto gratis, rimarcando come i donatori privati avrebbero pagato tutto. I lavori iniziarono quindi a ottobre 2025 e da quel momento le stime sui costi sono salite a dismisura. Il costo iniziale stimato era di 200 milioni di dollari. Poi, silenziosamente, è salito a 250. Poi a 386.
Oggi siamo a circa 400 milioni, quasi il doppio del preventivo originale. Il senatore Rand Paul ha già avvertito che la cifra finale potrebbe sfondare il miliardo di dollari. Il dibattito sulla sala da ballo è esploso dopo che il National Trust for Historic Preservation ha fatto causa a dicembre 2025 per fermare la costruzione, sostenendo che manchino le autorizzazioni obbligatorie previste dalle leggi sulla tutela del patrimonio storico. La Casa Bianca si è difesa invocando poteri presidenziali storici. Ad aggiungere carne sul fuoco, le indiscrezioni secondo cui insieme alla “Ballroom”, Trump starebbe costruendo un “gigantesco complesso militare”, forse un bunker, sotto la East Wing.
In ordine temporale, l’ultimo progetto folle è lapiscina del Lincoln Memorial, che esiste da anni, ma che diventerà “blu bandiera”. Come lo stesso Trump ha raccontato, un suo conoscente visitò il “Lincoln Memorial Reflecting Pool”, la celebre vasca riflettente di quasi 600 metri, dove nel 1963 Martin Luther King Jr. tenne il discorso “I Have a Dream”, e rimase costernato dalle condizioni.
Il presidente allora decise di andare a ispezionarla di persona, accompagnato dalla Secret Service e dal segretario degli Interni Doug Burgum. Il verdetto di Trump è stato tremendo: “Un posto sporco e disgustoso”, pieno di rifiuti, con una vasca che “perdeva come un colabrodo”. La sua stima iniziale per rifarla da capo prevedeva un costo tra 1,5 a 2 milioni di dollari in due settimane di lavoro. Il risultato finale secondo i registri federali racconta tutta un altra storia: 13,1 milioni di dollari.
Il contratto è stato assegnato senza gara pubblica alla Atlantic Industrial Coatings, un’azienda della Virginia che in precedenza aveva lavorato alle piscine del Trump National Golf Club di Washington. Il Dipartimento degli Interni ha prima firmato un contratto da 6,9 milioni, poi ha aggiunto 6,2 milioni supplementari in una settimana, portando il totale a 13,1 milioni di dollari: sette volte il preventivo dichiarato. Il colore scelto per il fondo della vasca? “Blu bandiera americana”, che per ora appare fatalmente sbagliato dopo che la vernice utilizzata sembra essere di un blu molto più scuro del dovuto. Anche qui, le polemiche e le denunce non hanno ritardato ad arrivare, con la la Cultural Landscape Foundation che ha presentato ricorso in tribunale sostenendo che il progetto violi le leggi federali sulla tutela del patrimonio.
Infine c’è l’Arco di Trionfo, il progetto decisamente più assurdo e con un costo non ancora dichiarato: era la serata del 15 ottobre 2025. Nella East Room della Casa Bianca si teneva una cena di raccolta fondi per la sala da ballo. Ospiti d’eccezione: i vertici di Amazon, Apple, Meta, Google, Microsoft, Palantir e Lockheed Martin. È in questa cornice che Trump ha sollevato davanti alle telecamere un modellino in scala: il suo Arco di Trionfo. Alto 76 metri, quasi trenta metri più alto dell’Arc de Triomphe di Parigi, costruito da Napoleone, l’arco dovrebbe sorgere di fronte al Lincoln Memorial, sull’altra sponda del Potomac, all’imbocco dell’Arlington Memorial Bridge.
La struttura sarebbe coronata da due aquile dorate e da una figura alata con corona, vagamente ispirata alla Statua della Libertà. “Sarà davvero bellissimo. Penso che sarà fantastico.”, ha detto Trump, evitando però di parlare dei costi che si preannunciano esponenziali. L’arco è parte del progetto “America 250”, la serie di interventi architettonici per celebrare il 250° anniversario dell’indipendenza americana. Soprannominato immancabilmente “Arc de Trump“, è già finito in tribunale: a maggio 2026 sono iniziati i rilievi sul sito, ma i lavori sono contestati legalmente, come del resto quasi ogni altro progetto architettonico dell’amministrazione.
Quel che è certo è che l’arco farebbe parte di una visione più ampia: Trump ha parlato più volte di riqualificare Washington, sostituire le “erbe stanche” e i cartelli rotti, trasformare la capitale in qualcosa di degno della grandezza americana. Un progetto estetico e politico insieme, dove il monumento è il messaggio.
Tutto questo, evitando di entrare nei costi della guerra in Iran (oltre 29 miliardi di dollari) e del “Golden Dome”, sistema di difesa missilistica multilivello, con satelliti in orbita capaci di abbattere missili ipersonici, balistici e da crociera che potrebbe costare fino a 1.200 miliardi secondo l’ufficio del budget del Congresso. La domanda sorge quindi spontanea, con il debito americano che tocca i 39 mila miliardi e i tagli federali che hanno aumentato il numero di disoccupati esponenzialmente, dove troverà e soprattutto come può, Trump spendere tutti questi soldi?
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