Tunisia-Italia: la Camera di commercio punta a sviluppare la filiera dell’automotive
Rafforzare la presenza degli investimenti italiani nel comparto automobilistico tunisino, favorire le partnership industriali e incrementare gli scambi tra le imprese dei due Paesi. È questo l’obiettivo dell’accordo di partenariato siglato tra la Camera tuniso-italiana di commercio e industria (Ctici) e l’Associazione tunisina dell’automotive (Tunisian automotive association, Taa), annunciato ieri sera a Tunisi dal presidente della Camera, Mourad Fradi, in occasione di un apero business. All’evento hanno preso parte l’ambasciatore d’Italia in Tunisia, Alessandro Prunas, insieme a rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e operatori economici italiani e tunisini. L’intesa, ha spiegato Fradi, si inserisce nel contesto del crescente rafforzamento delle relazioni economiche tra Italia e Tunisia, che negli ultimi anni hanno visto un’accelerazione soprattutto nei comparti manifatturieri ad alto valore aggiunto. Il partenariato mira a creare un quadro stabile di cooperazione tra le imprese del settore automotive, facilitando missioni imprenditoriali, incontri business-to-business (B2B), scambi di competenze, formazione e accompagnamento agli investimenti.
L’automotive rappresenta uno dei pilastri dell’industria manifatturiera tunisina e uno dei principali comparti orientati all’export. Secondo i dati più recenti del ministero dell’Occupazione di Tunisi, il comparto dei componenti automotive in Tunisia conta oltre 280 stabilimenti industriali, di cui 140 a capitale straniero, con una quota di esportazione pari al 65 per cento della produzione e circa 90.000 posti di lavoro attualmente generati. Un tessuto industriale che, secondo il governo tunisino, necessita di un rafforzamento continuo delle competenze professionali per sostenere la trasformazione tecnologica in corso, in particolare verso i veicoli elettrici e intelligenti. Il settore punta a rafforzare il proprio ruolo come uno dei principali motori occupazionali e industriali del Paese, con l’obiettivo di integrare circa 1.700 persone in cerca di lavoro nel corso dell’anno e arrivare fino a 60.000 nuovi impieghi entro il 2030, con esportazioni pari a circa quattro miliardi di euro nel 2025 e stime per oltre 2,2 miliardi di euro nel 2026. La Tunisia ospita già numerosi gruppi internazionali che riforniscono le principali case automobilistiche europee, grazie alla vicinanza geografica con l’Europa, ai costi competitivi, a una forza lavoro altamente qualificata e a una consolidata integrazione nelle catene del valore euro-mediterranee.
L’Italia riveste un ruolo di primo piano in questo ecosistema produttivo. Numerose aziende italiane operano infatti nel Paese nordafricano, soprattutto nei comparti della componentistica, della meccanica di precisione, della plastica, dei cablaggi e dell’elettronica per l’automotive. Il rafforzamento della cooperazione tra la Ctici e la Taa punta proprio ad aumentare la partecipazione delle imprese italiane alla trasformazione industriale della Tunisia, anche in vista della crescente domanda legata alla mobilità elettrica e ai nuovi sistemi di produzione. Fondata nel 1984, la Camera tuniso-italiana di commercio e industria rappresenta uno dei principali strumenti di promozione delle relazioni economiche bilaterali. Riconosciuta dalle autorità dei due Paesi, la Ctici riunisce centinaia di imprese italiane, tunisine e miste, offrendo servizi di accompagnamento agli investimenti, assistenza alle aziende, networking, formazione e supporto all’internazionalizzazione. Negli ultimi anni la Camera ha intensificato le iniziative di diplomazia economica attraverso missioni imprenditoriali, forum settoriali e incontri con istituzioni e investitori, contribuendo al consolidamento della Tunisia come piattaforma industriale per il mercato europeo e africano.
L’Associazione tunisina dell’automotive (Taa), dal canto suo, riunisce gli operatori della filiera automobilistica nazionale con l’obiettivo di rafforzarne la competitività, promuovere l’innovazione e favorire l’integrazione con le catene globali di approvvigionamento. L’associazione collabora con le autorità pubbliche e con i partner internazionali per sviluppare competenze, attrarre investimenti e sostenere la transizione tecnologica del settore, in particolare verso l’elettrificazione dei veicoli, la digitalizzazione della produzione e l’industria 4.0. L’apero business, presso la sede della Ctici, ha visto come sponsor Fercam, Cat, Tecnocasa, Tunisia Bizerte Free Zone, Italcar, Fiat, Almaviva Tunis, Ubci, Gat Assicurazioni e Gnet.
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