Tunisia: Siphat rilancia la produzione di farmaci liquidi, passo avanti verso l’autonomia sanitaria

Maggio 13, 2026 - 19:06
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La Tunisia accelera il rilancio della propria industria farmaceutica nazionale con la riattivazione della linea di produzione delle forme liquide presso la Société industrielle pharmaceutique de Tunisie (Siphat), storica azienda pubblica del settore. L’annuncio del ministero della Salute segna una nuova tappa nel processo di riforma e modernizzazione del sistema farmaceutico tunisino, dopo anni di difficoltà finanziarie, rallentamenti produttivi e carenze di medicinali che hanno colpito il mercato interno. La ripresa della produzione riguarda in particolare medicinali sotto forma di sciroppi, tra cui l’Hexabain, antiacidi e altre specialità farmaceutiche considerate essenziali. Secondo il ministero, la linea è stata rimessa in funzione “nel rispetto degli standard internazionali di qualità e sicurezza farmaceutica”, elemento fondamentale per riconquistare la fiducia del mercato e rafforzare la capacità produttiva locale.

La decisione assume una valenza strategica in un contesto in cui la Tunisia cerca di ridurre la dipendenza dalle importazioni di medicinali e di limitare l’impatto delle ricorrenti interruzioni nelle catene di approvvigionamento internazionali. Negli ultimi anni il Paese nordafricano ha infatti attraversato diverse crisi legate alla disponibilità di farmaci, aggravate dalla fragilità delle finanze pubbliche e dalle difficoltà della Farmacia centrale, l’ente statale incaricato dell’importazione e distribuzione dei medicinali. Il ritorno alla produzione delle forme liquide si inserisce inoltre in un più ampio piano di rilancio industriale della Siphat, che negli ultimi mesi aveva già progressivamente riavviato la produzione delle forme secche, delle supposte e del siero fisiologico. L’obiettivo delle autorità tunisine è restituire all’azienda il suo ruolo storico di pilastro del settore farmaceutico nazionale, capace non solo di garantire una maggiore sicurezza sanitaria, ma anche di sostenere la competitività industriale del Paese.

Fondata negli anni Settanta, la Siphat rappresenta una delle principali infrastrutture pubbliche del comparto farmaceutico tunisino. Per decenni l’azienda ha contribuito alla produzione locale di medicinali generici e prodotti di largo consumo sanitario, prima di entrare in una fase di forte crisi dovuta a problemi di governance, indebitamento e perdita di quote di mercato. Il rilancio annunciato dal ministero della Salute appare dunque anche come un tentativo di recuperare sovranità produttiva, secondo le linee guida delineate dal presidente Kais Saied, in un settore considerato sensibile sotto il profilo economico e sociale. La riattivazione delle linee produttive potrebbe contribuire ad alleviare le tensioni sull’approvvigionamento di medicinali di base, tema particolarmente sentito dalla popolazione tunisina negli ultimi anni. Secondo osservatori locali, la sfida principale resterà tuttavia quella di garantire continuità produttiva, sostenibilità finanziaria e capacità di innovazione, in un mercato sempre più competitivo e dipendente dalle materie prime importate.

Il rilancio della Siphat si inserisce infine nel più ampio dibattito tunisino sulla riforma delle imprese pubbliche strategiche, considerate dal governo uno strumento essenziale per preservare stabilità sociale e sicurezza nazionale in settori chiave come sanità, energia e trasporti. In questo contesto, si segnala che il mercato farmaceutico tunisino è in rapida espansione e si prevede che raggiungerà i 5,03 miliardi di dollari entro il 2030, rispetto ai 2,15 miliardi di dollari del 2023. Studi di settore evidenziano un tasso di crescita annuale composto del 12,9 per cento. La Tunisia, con uno dei sistemi sanitari più avanzati della regione del Medio Oriente e Nord Africa, sta attirando investimenti stranieri. Gruppi come Sanofi Aventis hanno rafforzato la loro presenza nel Paese nordafricano attraverso partnership con aziende locali, con l’obiettivo di stimolare la ricerca e lo sviluppo e modernizzare le unità produttive. Aziende come la Società araba delle industrie farmaceutiche (Saiph) hanno ampliato la loro presenza in Nord Africa e Africa occidentale, sfruttando le opportunità di crescita del settore tunisino.

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