Turchia: mercato ad alto potenziale per le imprese italiane, nuove opportunità dal piano incentivi
La Turchia si conferma un mercato ad alto potenziale per l’export dell’Italia, mentre un nuovo piano di incentivi recentemente annunciato da Ankara crea nuove congiunture per l’internazionalizzazione delle imprese, nel quadro delle priorità di politica estera di Roma. Il tema è stato approfondito durante l’evento “Country Presentation Turchia: opportunità per le imprese italiane”, organizzato oggi presso il centro culturale turco Yunus Emre Enstitusu da Simest, Unioncamere e Invest in Turkiye. L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali italiani e turchi, enti del Sistema Italia e operatori economici impegnati nel supporto all’export e alla cooperazione industriale. L’incontro ha offerto alle imprese una lettura aggiornata del mercato turco, dei settori a maggiore potenziale e degli strumenti disponibili per avviare o consolidare percorsi di crescita internazionale. Il mercato della Turchia è considerato strategico per le esportazioni italiane: il Paese è infatti inserito tra gli Stati emergenti più promettenti nel Piano di azione per l’export della Farnesina.
Hanno preso parte all’evento, tra gli altri, l’ambasciatore d’Italia in Turchia Giuseppe Manzo (in videocollegamento), l’ambasciatrice di Turchia in Italia Elif Comoglu Ulgen, il direttore generale per la Crescita e la Promozione delle esportazioni presso il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci) Mauro Battocchi, e vari rappresentanti del Sistema Italia: Giovanni Dioguardi, head of Sviluppo network e progetti di Business internazionale di Cassa depositi e prestiti (Cdp); Paola Valerio, responsabile Affari istituzionali di Sace; Francesca Alicata, direttore relazioni esterne di Simest; e Pietro Infante, responsabile internazionalizzazione di Unioncamere. Le parti hanno approfondito gli strumenti finanziari, assicurativi e di accompagnamento messi a disposizione delle imprese italiane nei percorsi di accesso e consolidamento sui mercati esteri.
Una successiva sessione è stata dedicata alle opportunità di cooperazione industriale tra i due Paesi, con contributi di Gino Costa (Invest in Turkiye – Ufficio investimenti e finanza della presidenza della Repubblica di Turchia), Enrico Maria Bagnasco (presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo e amministratore delegato di Sparkle), Corrado Maria Alberto (vicepresidente di Confapi), Stefano Kaslowski (presidente della Camera di commercio e industria italiana a Istanbul) e Valeria Centinaro (responsabile Dipartimento opportunità, Financial advisory e Progetti europei Promos Italia). Durante l’incontro sono stati analizzati gli strumenti italiani di sostegno all’internazionalizzazione insieme alle opportunità di investimento e di cooperazione industriale, ma sono anche state presentate dirette testimonianze aziendali di Sisal – Gruppo Flutter, Edison, Uber Ros e Cesi.
Nel corso dell’evento è stato sottolineato come Turchia e Italia siano collegate “da secoli” attraverso la loro storia, la cultura e il commercio economico. Resta confermato l’obiettivo di raggiungere i 40 miliardi di euro di interscambio entro il 2030, stabilito dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal capo dello Stato turco Recep Tayyip Erdogan durante il vertice che si è tenuto a Roma lo scorso anno, a testimonianza di un rapporto economico che oggi punta a consolidarsi e a crescere ulteriormente nei settori ad alta crescita, come energie rinnovabili, difesa e aerospazio, tecnologie digitali, biotecnologie e manifattura avanzata. In questa cornice è stato evidenziato che la responsabilità dello sviluppo ricade non solo sulle istituzioni ma anche sugli imprenditori. Ad oggi, sono circa 1.600 le imprese italiane che operano con successo in Turchia in vari comparti. La posizione geografica del Paese, il ruolo di “ponte” tra Europa, Asia e Medio Oriente e la presenza di filiere industriali dinamiche rendono il mercato turco un interlocutore di particolare interesse per le imprese italiane, sia in chiave commerciale sia in termini di collaborazione produttiva e tecnologica.
Secondo le elaborazioni di Promos Italia su dati Istat Coeweb 2025 e 2024, nel 2025 l’export italiano verso la Turchia ha raggiunto 13,7 miliardi di euro. I principali settori dell’export italiano verso il mercato turco sono i macchinari, con circa 3 miliardi di euro; il manifatturiero, con 2,3 miliardi; i mezzi di trasporto, con 1,7 miliardi; i metalli, con 1,2 miliardi; i prodotti chimici, con 1,2 miliardi, e il tessile, anch’esso con circa 1,2 miliardi. La Lombardia contribuisce in modo significativo agli scambi, con 3,3 miliardi di euro di export verso la Turchia, di cui 1,2 miliardi generati da Milano. Sul fronte delle importazioni, l’Italia ha importato dalla Turchia beni per 12,4 miliardi di euro, in crescita del 3 per cento in un anno. I principali prodotti importati nel manifatturiero riguardano i mezzi di trasporto, per circa 3 miliardi di euro, i metalli, per 2 miliardi, e il tessile, per 1,3 miliardi. Anche in questo caso la Lombardia presenta un ruolo centrale, con 3,7 miliardi di euro di import dalla Turchia, di cui 1,7 miliardi riferiti a Milano. I dati evidenziano un rapporto economico intenso e articolato, caratterizzato da una forte integrazione tra filiere manifatturiere.
Pur in presenza di una contrazione dell’export italiano nel 2025, la Turchia resta un mercato di rilievo per la manifattura italiana, in particolare per macchinari, componentistica industriale, chimica, metalli, tessile e mezzi di trasporto. Settori nei quali possono emergere nuove opportunità di collaborazione, investimento e presidio commerciale. Le potenzialità del mercato turco emergono anche dalle previsioni per il prossimo triennio elaborate tramite la Piattaforma Sei (sostegnoexport.it) di Unioncamere e basate sullo scenario macroeconomico del Fondo monetario internazionale (Fmi): l’interscambio Italia-Turchia è atteso in progressivo rafforzamento nel triennio 2026-2028, con un valore complessivo stimato in aumento da 26,4 a 27,8 miliardi di euro e un saldo commerciale favorevole all’Italia mantenuto su livelli positivi (con picco stimato di 1,20 miliardi nel 2026).
Circa un mese fa, la Turchia ha annunciato un massiccio pacchetto di riforme sugli investimenti, con l’obiettivo di aumentare le esportazioni di beni e servizi, riportare capitali in patria e posizionare l’Istanbul Finance Center come polo regionale chiave. La scorsa settimana, il Parlamento turco ha approvato un piano di riforme fiscali che prevede incentivi a lungo termine volti ad attrarre capitali stranieri, patrimoni internazionali e attività di imprese multinazionali. Il progetto legislativo amplia le agevolazioni fiscali legate al Centro finanziario di Istanbul introducendo al contempo nuove esenzioni per i cittadini turchi che rientrano in patria e per le aziende che operano a livello globale. Il ministro delle Finanze Mehmet Simsek ha dichiarato che il governo punta a creare un sistema commerciale competitivo simile a quelli asiatici, citando Singapore, Hong Kong e le Maldive. Tra i punti chiave, la nuova legge introduce un regime fiscale agevolato per chi trasferirà la propria residenza fiscale in Turchia, beneficiando per vent’anni di un’esenzione totale sui redditi prodotti all’estero. I redditi generati nel Paese continueranno invece a essere soggetti all’imposizione fiscale ordinaria. Il pacchetto di riforme prevede anche una riduzione dell’imposta di successione, che per i soggetti ammessi al regime speciale calerà all’1 per cento.
Nel corso dell’evento “Country Presentation Turchia: opportunità per le imprese italiane” è stato evidenziato l’impegno di Unioncamere a sostegno delle imprese nei mercati internazionali con azioni di informazione dettagliate su opportunità e mercati, formazione, orientamento e assistenza taylor made, con percorsi diversificati a seconda del grado di propensione all’export e sulle principali geografie del Piano di azione per l’export della Farnesina, come appunto la Turchia, Paese definito strategico per ampliare i flussi di export verso Medio Oriente e mercati centro-asiatici, ma anche per partenariati industriali e investimenti. In Turchia operano due Camere di commercio – a Istanbul e Smirne – con oltre 1.200 associati. Il presidente della Camera di Istanbul, Stefano Kaslowski, ha affermato che la relazione economica tra Italia e Turchia non rappresenta semplicemente una partnership commerciale, ma una collaborazione costruita nel tempo, fondata sulla fiducia reciproca, sulla complementarità industriale e su un impegno condiviso volto a creare valore attraverso innovazione, produzione e investimenti.
Secondo Valeria Centinaro, responsabile Dipartimento opportunità, Financial advisory e Progetti europei di Promos Italia, è fondamentale rendere la già solida cooperazione bilaterale più strutturata e accessibile per le Pmi. La vera sfida attuale, ha osservato Centinaro, non è semplicemente aumentare l’export, ma cooperare meglio attraverso partnership concrete e di filiera. Enrico Maria Bagnasco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo e amministratore delegato di Sparkle, ha ricordato che la Turchia è attiva nel continente africano e in particolare nel Nord Africa. L’invito, ha detto Bagnasco, “è anche quello che a beneficio di entrambi i settori industriali, italiano e turco, alcuni progetti nelle aree dell’Africa diventino un terreno da affrontare insieme, mettendo gli strumenti finanziari e le capacità che i due Paesi hanno”. Durante l’evento presso lo Yunus Emre Enstitusu è stato anche posto l’accento sul fatto che la cooperazione economica e il dialogo culturale possono sostenersi e rafforzarsi a vicenda. A questo riguardo, è stato evidenziato come ben tremila studenti turchi studino al Politecnico di Torino, a testimonianza di un rapporto di amicizia, quello tra Turchia e Italia, che va oltre i confini dell’economia.
Per Unioncamere l’iniziativa organizzata oggi si inserisce nel percorso di rafforzamento della cooperazione interistituzionale con il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e con gli altri attori del Sistema Italia per l’internazionalizzazione, per far conoscere alle imprese italiane – con il supporto della propria rete delle Camere di commercio italiane all’estero coordinata da Assocamerestero e dell’Agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale Promos Italia – le potenzialità del mercato turco con una serie di servizi di informazione, formazione, orientamento e accompagnamento sui mercati esteri.
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