Tutti gli orrori dell’American Village dei fratelli Tate: l’inchiesta del New Yorker sul compound degli ex kickboxer, eroi MAGA della manosfera
L’avrebbero chiamato American Village: un compound nei pressi di Bucarest, capitale della Romania, protetto da guardie armate, dove i fratelli Tate avrebbero manipolato, costretto con la violenza, sfruttato ragazze e donne a prostituirsi nell’industria del porno. Donne ridotte a “schiave del sesso” secondo quanto ricostruito e raccontato in un’inchiesta del New Yorker, dai due che sono liberi e soprattutto continuano a essere punti di riferimento, molto popolari e influenti nella galassia MAGA, la base del consenso di Donald Trump, e del maschilismo più estremo della manosfera e degli incel.
Andrew e Tristan Tate sono fratelli, doppia cittadinanza statunitense e britannica, ex kickboxer. Sono considerati tra gli esponenti più influenti della manosfera: la rete di siti e contenuti misogini e machisti. Andrew Tate si autodefinisce misogino, promuove uno stile di vita che descrive come “iper-mascolino”. È stato accusato di una decina reati in UK tra cui stupro, lesioni personali, traffico di esseri umani e sfruttamento della prostituzione a scopo di lucro. Venivano citati anche nella serie tv Adolescence. Entrambi avrebbero avuto decine di figli, convinti della necessità di massimizzare la progenie. Erano finiti sotto inchiesta in Romania nel 2022: per traffico di esseri umani, traffico di minori, pedofilia e riciclaggio, incitamento all’odio e alla discriminazione contro le donne. Erano stati arrestati, messi ai domiciliari, infine sottoposti all’obbligo di firma.
L’inchiesta del New Yorker ha messo insieme dichiarazioni pubbliche, messaggi privati e testimonianze di una dozzina di vittime. Ricostruisce uno scenario sconvolgente, brutale, una vera e propria galleria degli orrori per portare alla sottomissione totale delle vittime, spesso minorenni e poverissime, provenienti da contesti disagiati. Le donne sarebbero state attirate spesso con la promessa del matrimonio, la cosiddetta tecnica “loverboy”. Costrette a bere alcolici e a girare video e a esibirsi online, in cambio di una mancia appena. Alcune hanno raccontato di esser state violentate. Nessuna possibilità di uscire dal Village o di parlare con qualcuno senza il permesso dei fratelli. Private dei passaporti e di autonomia economica.
Sarebbe stato Andrew Tate a far tatuare la scritta “Tate Owned”, una proprietà di Tate, a una ragazza. Al lato un cobra, simbolo personale dell’ex fighter. La galleria degli orrori andava a finire nella War Room, un network online che, dietro sottoscrizione di 8000 dollari all’anno mostrava metodi per “liberare l’uomo moderno dall’incarcerazione prodotta dalla società”. Si sono spesso definiti “pimp”, dei papponi. “Devi scopartele, e loro devono amarti. È fondamentale per il business – diceva Andrew Tate in un video – Devi essere spietato nel tuo fottuto mestiere di magnaccia“. Rilasciavano una Pimping Hoes Degree, una sorta di laurea. Il flusso di denaro era ripulito in cripto-valute. Ritrovati nel compound contanti, armi, orologi, supercar.
“Il lavoro in webcam, a differenza della prostituzione, è generalmente legale. Tuttavia, quasi ovunque nel mondo è illegale reclutare operatrici del sesso ricorrendo alla forza, alla frode o alla coercizione, compresa la manipolazione psicologica”, il commento di Heidi Blake, la giornalista che ha firmato l’articolo. La supertestimone del processo britannico dovrebbe essere una giornalista ex punto di riferimento del mondo MAGA, popolare per aver attaccato in passato le donne che denunciavano stupri, stuprata anche lei in Romania dov’era stata attirata con la proposta di creare un network conservatore che avrebbe guidato.
Al New Yorker i fratelli Tate hanno dichiarato di non aver mai fatto del male a una donna, che le accuse nei loro confronti sono invenzioni della sinistra liberal: si proclamano vittime della cultura woke e paladini della libertà di parola. Sono sostenuti dalla galassia MAGA: hanno festeggiato la vittoria del Presidente Donald Trump, dopo la quale l’inchiesta è finita su un binario morto e le misure cautelari si sono progressivamente affievolite. Sono stati invitati al Forum economico di San Pietroburgo, in Russia. Una ragazza, una musicista di Miami attirata con la promessa di fare carriera nella musica, vivrebbe nascosta dopo aver denunciato le attività dei Tate che hanno portato allo smantellamento del compound.
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