Tutti pazzi per la cucina sarda, è boom di spese nei ristoranti
Non solo spiagge, in Sardegna la vacanza si racconta sempre più anche a tavola. Il report finale sul turismo 2025 dell’assessorato regionale, basato sui dati Mastercard relativi alle spese dei visitatori, restituisce un quadro chiaro: i ristoranti sono diventati la voce di spesa più consistente per chi sceglie l’isola come meta delle proprie vacanze, superando persino l’alloggio. Un segnale che conferma quanto l’enogastronomia non sia più un semplice corollario del soggiorno, ma uno dei motivi principali che spingono i turisti a scegliere la Sardegna.
Cosa dicono i numeri
Secondo l’analisi, la ristorazione in Sardegna assorbe circa un quinto dell’intera spesa turistica isolana, piazzandosi davanti a supermercati e negozi alimentari, hotel e negozi di abbigliamento. Il settore cresce di quasi un quinto rispetto al 2024, proseguendo un trend già avviato l’anno precedente con un incremento ancora più marcato. A crescere non è solo la ristorazione vera e propria: anche bar, enoteche e negozi specializzati in vino e liquori registrano un aumento a doppia cifra dei consumi.
Anche altri comparti del commercio turistico mostrano segnali positivi, dallo shopping all’abbigliamento fino all’ospitalità alberghiera, ma nessuno cresce quanto la ristorazione, che si conferma il vero traino dell’economia turistica isolana.
La cucina sarda come biglietto da visita
Dietro questi numeri c’è un cambiamento nella percezione stessa della vacanza in Sardegna. Sempre più visitatori non arrivano solo per il mare o i paesaggi, ma anche per assaggiare le sue specialità come culurgiones, bottarga, pane carasau e i vini dell’isola, trasformando il pasto in una tappa imprescindibile dell’esperienza di viaggio. Le rappresentanze di categoria del settore leggono questi dati come la conferma di un lavoro fatto di investimenti quotidiani sulla qualità dei prodotti, sulla formazione del personale e sulla valorizzazione delle materie prime locali.
D’altronde, la Sardegna è famosa per le sue ricette, spesso e volentieri tramandate di generazione in generazione: dalla fregula che profuma di mare ai formaggi che raccontano i pascoli dell’entroterra. Ogni piatto porta con sé la storia di un territorio diviso tra costa e montagna, tra pastorizia e pesca, e proprio in questa varietà sta il suo fascino. Non è un caso che sempre più itinerari di viaggio si costruiscano attorno alle tappe gastronomiche, dai mercati dei piccoli borghi alle cantine che aprono le porte per una degustazione tra i vigneti.
Per chi organizza un viaggio in Sardegna, questo si traduce in una scelta sempre più ampia di ristoranti, agriturismi e cantine pronti a raccontare il territorio attraverso i suoi sapori, un motivo in più, se ancora ce ne fosse bisogno, per pianificare la prossima vacanza pensando anche a cosa ordinare a tavola.
Non mancano però le sfide da affrontare per consolidare questa crescita. Tra le priorità indicate dagli operatori del settore ci sono la necessità di formare nuovo personale qualificato, contrastare la carenza di manodopera che affligge molte destinazioni turistiche, destagionalizzare i flussi per non concentrare tutto nei mesi estivi e migliorare i collegamenti verso l’isola per renderla più accessibile e competitiva.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)