Tuttosport - Vlahovic spaccone: parte dello spogliatoio non vedeva l’ora che lasciasse Torino

05 Giugno 2026 - 10:51
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Qualche eccesso perché negli spogliatoi non ha unito tutti, e lui ci è rimasto male in merito al discorso legato alla fascia da capitano: sperava di essere coinvolto

Dopo l'addio fra la Juventus e Dusan Vlahovic, che sarà ufficiale il 30 giugno alla scadenza del contratto ma che è già effettivo nei fatti, dopo la conclusione senza esito della trattativa per il rinnovo, emergono retroscena interessanti sul rapporto fra il centravanti serbo e i compagni di squadra.


Come racconta Tuttosport, in pochi alla Continassa si sono dovuti asciugare le lacrime dopo la rottura definitiva tra la Juve e Vlahovic. Un giocatore importante, ma ingombrante. Il gruppo, riferisce il quotidiano torinese, è ben consapevole della lacuna che Vlahovic lascia dopo lo strappo con la Juve. Poi, però, entra in gioco il lato oscuro, si legge su Tuttosport: la componente divisiva del serbo. Spaccone, talvolta. Anche con qualche eccesso perché negli spogliatoi non ha unito tutti. Ancora di più negli ultimi mesi, quando alcune informazioni circa lo stato d’avanzamento del tema rinnovo arrivavano direttamente alla squadra.



Nell'ambiente Juve, non è stata ben digerita la citazione di Jonathan David ("Ma perché dovrei essere pagato come David?"), non è andata a genio la prospettiva che ha fatto trapelare di voler continuare ad essere il più pagato della rosa (persino più di Kenan Yildiz) e anche il recente rinnovo con adeguamento di Manuel Locatelli ha portato Vlahovic ad alzare la posta. Se avesse completato la missione, non sarebbe stato così facile rimettere i cocci a posto dentro la Continassa.


Il silenzio social di tutti i giocatori, una volta diventata di dominio pubblico la notizia del mancato rinnovo con la Juve, è emblematico, aggiunge Tuttosport. Ma può anche essere solo un mutismo transitorio, visto che Dusan sarà formalmente bianconero fino al 30 giugno. Insomma, hanno allargato tutti quanti le braccia: la società, l’allenatore e i compagni. Vlahovic era ritenuto un riferimento utilissimo dal punto di vista tecnico, ma non indispensabile come lui stesso ha fatto credere a più riprese.


Lo spogliatoio mal digeriva alcuni atteggiamenti troppo plateali e pure qualche esercizio di leadership sopra le righe, prosegue l'articolo del quotidiano. C’è un blocco che gli vuole bene, ma anche una discreta parte del collettivo che non vedeva l’ora che lasciasse Torino. Naturalmente, lo stipendio fuori dagli schemi ha attirato invidie e gelosie, ma certo non gliene si poteva fare una colpa. Dusan, poi, è rimasto male in merito al discorso legato alla fascia da capitano. Sperava di essere coinvolto, non solo per anzianità. Invece la Juve ha scelto di mettergli davanti nell’ordine Locatelli, Bremer e Yildiz: non esattamente una mossa gradita dall'attaccante. Niente discorsi urbi et orbi per raccontare l’addio. Si affiderà ad un post su Instagram, sicuramente, per salutare i tifosi e i suoi ex compagni.

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