Uccisa a coltellate nel Varesotto, pm chiede l’ergastolo per il marito

14 Luglio 2026 - 09:00
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Ergastolo con l’aggravante della
premeditazione per Vincenzo Gerardi, imputato per l’omicidio
della moglie Teresa Stabile, uccisa il 16 aprile 2025 nel
cortile del condominio di via San Giovanni Bosco a Samarate, in
provinciadi VARESE. È la richiesta formulata dal pubblico
ministero Ciro Caramore nella requisitoria davanti alla Corte
d’Assise di Busto Arsizio.

Per l’accusa, non vi sono motivi per concedere le attenuanti
generiche: la premeditazione dell’omicidio di Teresa, uccisa a
coltellate, sarebbe dimostrata anche dagli scritti-testamento
lasciati ai figli prima del delitto, nei quali Gerardi avrebbe
manifestato l’intenzione di ammazzare la moglie e togliersi la
vita. Il pm ha respinto la tesi difensiva della gelosia
patologica, esclusa dalla perizia psichiatrica che ha giudicato
l’imputato capace di intendere e di volere.

“La gelosia non è un’attenuante ma un’aggravante, perché
riconducibile ai futili motivi”, ha sostenuto Caramore,
definendo “inaccettabile” ogni richiamo a giustificazioni
culturali. Secondo la procura, Gerardi non aveva accettato la
decisione della moglie di separarsi e l’avrebbe uccisa quando
aveva ormai perso il controllo su di lei, al termine di un
rapporto definito “tossico”.

Nella parte finale della requisitoria, il pm ha richiamato
anche le denunce che Teresa Stabile avrebbe tentato di
presentare ai carabinieri di Samarate, sostenendo che sarebbe
stata invitata a riflettere prima di denunciare il marito E ha
parlato di una “responsabilità morale” dei militari, pur
ricordando che il relativo fascicolo risulterebbe archiviato.
Il 20 luglio sono previste le arringhe delle parti civili e
della difesa. La sentenza di primo grado è attesa il 24 luglio.

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