Uccise la madre affetta da Alzheimer, assolta perché incapace di intendere e di volere

14 Luglio 2026 - 20:05
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La Corte d’Assise di Arezzo ha assolto, perché ritenuta incapace di intendere e di volere, Giuseppina Martin, 67 anni, l’ex dipendente comunale di San Giovanni Valdarno accusata di aver ucciso la madre 93enne, Mirella Del Puglia, affetta da Alzheimer e da un progressivo decadimento cognitivo. L’omicidio risale alla notte tra l’8 e il 9 marzo 2025, quando, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’imputata avrebbe strangolato la madre nel sonno utilizzando un foulard. L’anziana era da tempo assistita dalla figlia, che si occupava quotidianamente delle sue necessità.
Il pubblico ministero Giorgio Martano aveva chiesto una condanna a 12 anni, sulla base di un vizio parziale di mente. La difesa, rappresentata dall’avvocato Alessia Ariano, ha invece sostenuto che la donna avesse avuto un crollo psicologico tale da determinare una totale incapacità di intendere e volere al momento del gesto. La corte, presieduta dal giudice Annamaria Loprete, ha accolto la tesi difensiva e ha assolto Martin dall’accusa di omicidio aggravato dal vincolo di parentela, riconoscendo che al momento del delitto non fosse in grado di comprendere pienamente il significato delle proprie azioni.

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