Torino, militanti neofascisti condannati a lavori socialmente utili all’interno di un canile
Dodici militanti del gruppo neofascista Avanguardia Torino sono finiti imputati per apologia di fascismo nell’ambito di un’inchiesta avviata dai Ros dei Carabinieri e coordinata dalla procura del capoluogo piemontese. Il gruppo ora dovrà svolgere lavori socialmente utili per 12 mesi all’interno di vari enti tra cui la Croce Rossa, i canili cittadini e la comunità dei Vincenziani.
Gli imputati avranno inoltre otto mesi di tempo per risarcire le parti lese: uno di loro è il proprietario del locale di via Tibone che ospitava il circolo “Edoras” in cui faceva base il gruppo di Avanguardia Torino. Il circolo è stato sequestrato nel luglio 2025 e il proprietario riceverà da ciascun militante una somma compresa tra i 200 e i 400 euro. Altra parte lesa sono le comunità ebraiche a cui i militanti di Avanguardia Torino dovranno versare importi compresi tra 400 e 1.000 euro a testa.
L’inchiesta aveva coinvolto complessivamente 17 militanti di estrema destra, per i quali la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio. Le contestazioni sono di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e apologia di fascismo, ai sensi della legge Scelba. Secondo l’accusa, durante concerti e dibattiti organizzati nella sede di Avanguardia Torino gli indagati avrebbero esaltato “principi, metodi e fatti del fascismo” e le sue “finalità antidemocratiche”.
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