Ultimo a Tor Vergata: non tutte le favole sono destinate a durare per sempre
Dall’incredibile boom dei parcheggi all’affitto delle più improbabili stanze, passando addirittura per i kit “di sopravvivenza” nelle farmacie: a pochi giorni dal maxi concerto del 4 luglio, il quartiere vive già gli effetti della “notte degli Ultimi”
Se quella di Ultimo è una favola destinata a durare per sempre, le storie che le ruotano attorno sembrano seguire una trama leggermente diversa. Da una parte, infatti, la cosiddetta “notte degli ultimi” rappresenterà un’esperienza formativa per ricercatori, studenti e docenti del secondo polo universitario della Capitale, ma dall’altra potrebbe offrire a Tor Vergata anche l’opportunità di trasformarsi, almeno per ventiquattr’ore, in un enorme ecosistema parallelo fatto di affitti lampo, parcheggi improvvisati e micro-business nati sui social. Un’economia che non passa da bandi o annunci ufficiali, ma dai gruppi Facebook di quartiere, dove un garage diventa un “posto auto strategico”, un cortile privato si trasforma in parcheggio sorvegliato e una stanza per una notte assume il valore di una suite di lusso a 5 stelle. E il tutto, naturalmente, ruota attorno ad una sola ed unica variabile, ossia la distanza dal concerto. Più ci si avvicina al pratone, più quella distanza si traduce in prezzo, un prezzo che guarderebbe più alle tasche dei residenti che a quelle di chi è riuscito ad accaparrarsi il proprio biglietto!
Il business degli affitti in vista del concerto di Ultimo
Da settimane, infatti, migliaia di fan si stanno già muovendo verso il quartiere romano in attesa di quello che sarà a tutti gli effetti uno show dei record e altrettante ne arriveranno. Sarà dunque per questo che, tra chi la vive come una buona occasione per la zona e chi invece si sarebbe già fasciato la testa ancor prima di rompersela, c’è chi ha pensato di sfruttare la situazione a proprio vantaggio, proponendo “soluzioni anti-caos” che di anti-caos, a ben guardare, avrebbero soltanto il nome.
E in effetti è sufficiente fare un giro nei gruppi Facebook dell’area per rendersene conto. Appartamenti, camere e guest house che vengono riposizionati e adibiti ad alloggi per il post-concerto, ma il cui costo, spesso, non viene neppure specificato. Garage privati opportunamente trasformati in posti auto, cortili che diventano parcheggi sorvegliati, piazzali recintati venduti come “posizioni strategiche” a pochi minuti dall’area dell’esibizione. Almeno per una volta, dunque, a Tor Vergata si potrà dormire o parcheggiare ovunque, letteralmente. Purché si paghi, è ovvio!
Sotto gli annunci, però, i feedback sono tutt’altro che unanimi. Se qualcuno non perde tempo per chiedere maggiori informazioni a riguardo, altri parlano di speculazione, ipotizzano affitti “in nero”, ricordano il rischio di controlli e si chiedono se sia normale trasformare un garage o un cortile in una fonte di guadagno per poche ore di sosta. Insomma, la favola, quella vera, andrà sicuramente in scena il prossimo 4 luglio sul palcoscenico. Nel frattempo, però, più di qualcuno avrebbe già cominciato a cercare il proprio lieto fine e con la musica, a quanto pare, avrebbe ben poco a che fare!
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