Un cavallo muore stremato dal caldo sull’asfalto di Roma, botticelle sotto accusa. L’ira dei social: “Questa non è civiltà”

07 Luglio 2026 - 20:08
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Un cavallo muore stremato dal caldo sull’asfalto di Roma, botticelle sotto accusa. L’ira dei social: “Questa non è civiltà”

Un cavallo muore stremato dal caldo sull’asfalto di Roma, botticelle sotto accusa. L’ira dei social: “Questa non è civiltà”

In pieno centro a Roma, sui sampietrini del ponte Cavour, un cavallo stremate dal caldo è morto collassando a terra. È successo il 4 luglio  in tarda mattinata e l’immagine postata sui social è diventata subito virale. E ha scatenato una tempesta di reazioni sdegnate. Dai semplici utenti ai politici è un coro di “basta con questo scempio”. Con sfumature diverse: c’è chi nel nome dell’animalismo ideologico vorrebbe abolire pure il Palio di Siena.

A Roma cavallo muore stremato per il caldo, l’ira del web

Anche la viceministro alla Cultura, Paola Frassinetti, ha postato la grafica con l’immagine dell’animale stremato sull’asfalto e la scritta “A Roma un cavallo è morto stremato da caldo e fatica perché i turisti devono fare il giro romantico”. Nel mirino le caratteristiche botticelle romane, incompatibili con l’afa tropicale di questi giorni. “Questa non è civiltà”, scrive sui suoi profili Frassinetti. Il consigliere capitolino di FdI Federico Rocca e Cristina Valeri, responsabile del Dipartimento Benessere Animali del partito della premier a Roma, chiedono chiarezza. “L’episodio del cavallo impiegato nel servizio delle botticelle che si è accasciato a Ponte Cavour ha profondamente colpito cittadini e associazioni. Prima di qualsiasi valutazione è doveroso attendere gli accertamenti veterinari per chiarire le cause dell’accaduto”. Fratelli d’Italia chiede che Roma Capitale renda pubblici gli esiti delle verifiche e chiarisca “se siano state rispettate tutte le prescrizioni previste dalla normativa vigente”.

FdI chiede chiarezza: attendiamo gli accertamenti veterinari

Anche la capogruppo di Forza Italia in Campidoglio, Rachele Mussolini, scende in campo. “Ancora una volta siamo di fronte all’ennesimo, straziante crollo di un cavallo delle botticelle sull’asfalto di Roma, stremato dal calore e dalla fatica. Non c’è più spazio per rinvii o scuse. Roma deve voltare pagina, abolendo le botticelle e abbracciando un modello di città moderna, etica e rispettosa di ogni forma di vita”. “Una situazione intollerabile – prosegue la consigliera comunale – che nel corso degli anni ho denunciato con costanza, indipendentemente dalla collocazione politica. Il cavallo è un essere senziente, non un oggetto da sfruttare. Trattarlo in questo modo è un segno di inciviltà che non possiamo più tollerare. La soluzione esiste e l’abbiamo proposta da tempo. La conversione delle licenze delle botticelle in licenze taxi. Questa misura permetterebbe di tutelare il lavoro dei vetturini, garantendo loro un futuro dignitoso, e di porre fine una volta per tutte allo sfruttamento animale”.

Brambilla: non perdiamo altro tempo

Mancano controlli sistematici su orari, temperature e condizioni degli animali, e le ordinanze estive restano spesso restano sulla carta. “Sono quattro legislature che lotto perché questo servizio, assurdo e anacronistico, letale per i cavalli e per l’immagine delle nostre città nel mondo, venga abolito, senza se e senza ma”. Così Michela Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. “Nella commissione Agricoltura della Camera è incardinata la mia proposta di legge sulla tutela degli equidi. Non c’è più ragione di perdere tempo. Approviamo rapidamente la norma che cancella il servizio di piazza a trazione animale. Basta botticelle o carrozzelle, non si può più tollerare lo sconcio spettacolo di un cavallo che, nel XXI secolo, stramazza al suolo sotto gli occhi dei passanti e dei turisti perché deve ‘lavorare’ a più di 35 gradi all’ombra”.

 

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