Un tatuaggio hi-tech potrebbe aiutare a rilevare i melanomi
Una tecnologia sperimentale, che sfrutta le nanoparticelle come se fossero un tatuaggio, potrebbe cambiare il modo e soprattutto le tempistiche in cui viene diagnosticato il melanoma. Lo studio è partito da un gruppo di ricercatori canadesi che ha sviluppato un sistema capace di individuare precocemente il tumore della pelle rilevando microscopiche variazioni di calore generate dalle cellule cancerose, ancora prima che compaiano segnali visibili sulla cute. Un progetto che richiama lo studio condotto dal MIT sul tumore ovarico e che sfrutta le nanoparticelle per stimolare l'organismo.
Questo dispositivo, denominato SMEAR-ULM, combina nanotecnologie, imaging ultrarapido e sensori termici avanzati in un’applicazione non invasiva per il paziente. Il progetto vede la collaborazione tra tra l’Institut national de la recherche scientifique (INRS) del Canada e l’Università di Montréal e punta a offrire ai medici uno strumento più rapido e preciso per l’identificazione dei melanomi nelle fasi iniziali.
UN CEROTTO AD AGHI DA APPLICARE SULLE ZONE PIÙ A RISCHIO
Il sistema utilizza un sottile cerotto dotato di microaghi, praticamente impercettibili, in grado di rilasciare nanoparticelle appena sotto la superficie della pelle. Queste particelle reagiscono alle variazioni termiche prodotte dai tessuti tumorali, creando una sorta di "tatuaggio smart" non permanente. Quando la zona viene illuminata con luce infrarossa, le nanoparticelle emettono segnali luminosi differenti in base alla temperatura rilevata.
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