Valceresio, la Chiesa come una famiglia

17 Giugno 2026 - 08:26
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Valceresio, la Chiesa come una famiglia
La celebrazione del Corpus Domini con l'Arcivescovo durante la visita pastorale La celebrazione del Corpus Domini con l'Arcivescovo durante la visita pastorale

Un Decanato composto da quattro Comunità pastorali, ben collegate e non troppo distanti tra loro. Un territorio, quello della Valceresio, storicamente di passaggio, tra Varese e la sponda meridionale del lago di Lugano. Forse anche per questo motivo, già nel 2022, monsignor Mario Delpini aveva affidato ai sacerdoti della valle un compito espressamente missionario, chiedendo loro di esplorare strade nuove per la Chiesa e di sentirsi inviati verso la comunità cristiana dell’intero Decanato, prima ancora che verso la singola parrocchia.

Così la visita pastorale dell’Arcivescovo, che si concluderà domenica 21 giugno, è arrivata ad accompagnare «un cammino di comunione, fiducia e speranza», racconta con convinzione don Claudio Lunardi, parroco di Arcisate e decano, esprimendo la consapevolezza di un cammino unitario che è condivisa da tutti i suoi confratelli. In questi anni, spiega, «abbiamo investito molto sulle commissioni decanali, potenziando quelle già esistenti e introducendone di nuove». Commissioni che, sottolinea ancora don Claudio, sono «un’ottima occasione per far incontrare e conoscere persone di paesi differenti, superando i vecchi confini parrocchiali».

L’incontro dell’Arcivescovo con gli amministratori del territorio

Sinergia dei carismi

Così, in particolare sul piano della formazione, vivono un percorso condiviso tanto gli animatori della liturgia quanto quelli dei Gruppi di ascolto della Parola, gli educatori dei più giovani così come le catechiste: «È d’altra parte in questa sinergia dei carismi e in una comunità gioiosa che si manifesta del modo più luminoso il Vangelo», sottolinea suor Angela, Ausiliaria diocesana che nel Decanato segue in particolare l’iniziazione cristiana. Proprio raccontando all’Arcivescovo, nei giorni scorsi, l’impegno delle catechiste, la comunità della Valceresio ha potuto confermare – riporta ancora suor Angela – come sia reale quel «miracolo» di chi continua a offrire la propria disponibilità per testimoniare il Vangelo: monsignor Delpini ne aveva scritto qualche anno fa, in una sua lettera intitolata, appunto, «Il miracolo delle catechiste».

Il decano don Claudio Lunardi

Nello stesso spirito, l’invito che don Claudio rivolge a tutta la comunità è di «concentrarsi sull’essenziale del Vangelo», a partire dalla riscoperta della Parola di Dio «come una bussola per orientare le scelte di tutti i giorni», e di «rimettere al centro l’ascolto, l’accoglienza calorosa e la vicinanza alle fragilità del nostro territorio».

Corresponsabilità e missionarietà

Il Decano sottolinea, in queste parole, la consapevolezza di un’epoca di cambiamento, in cui – ricorda – «i vecchi modelli basati sulle grandi cifre, sulle chiese riempite “per abitudine” o sulle statistiche dei sacramenti non tengono più». Se da una parte questa consapevolezza può dirsi ormai in gran parte acquisita, dall’altra si apre dunque la sfida di affrontare in modo nuovo i tanti aspetti della pastorale che da sempre rientrano tra i compiti delle parrocchie: dalla gestione degli spazi all’attenzione per i giovani, solo per fare alcuni esempi.

Don Claudio esorta quindi a considerare sempre più la Chiesa «come una famiglia», rendendola una «comunità viva e accogliente», capace di «mostrare il volto bello, pulito e semplice del Vangelo», e ribadisce dunque lo stile della corresponsabilità e della missionarietà, in cui tutti, in primo luogo i laici, sono protagonisti della vita della comunità. Ne è un esempio la gestione della parrocchia di San Paolo a Induno Olona dove, in assenza di un sacerdote residente, è un gruppo di laici a fare da tramite tra il parroco e le diverse esigenze dei fedeli.

L’Arcivescovo in visita a una azienda agricola

Un cammino nella comunità cristiana che, dunque, può coinvolgere tutti. Il Decano sottolinea l’esempio dei lavoratori frontalieri (che l’Arcivescovo ha incontrato durante la visita pastorale), guardando con riconoscenza al loro desiderio di “compromettersi” con la vita della comunità: «Molte persone giunte nelle nostre zone per cercare lavoro in Svizzera si impegnano nella vita delle parrocchie», conferma il Decano. E, per tanti di loro, l’impegno non può che essere limitato al periodo in cui, per lavoro, si fermano a vivere in Valceresio: «Anche verso di loro – sottolinea don Claudio -, desideriamo vivere quell’amicizia che li possa aiutare a sentirsi “in famiglia”».

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