Vannacci e il suo contrario: «Mai un mio partito, voci messe in giro da Schlein e Conte». Le incredibili parole di un anno fa (video)

19 Giugno 2026 - 14:56
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Vannacci e il suo contrario: «Mai un mio partito, voci messe in giro da Schlein e Conte». Le incredibili parole di un anno fa (video)

Vannacci e il suo contrario: «Mai un mio partito, voci messe in giro da Schlein e Conte». Le incredibili parole di un anno fa (video)

“Un mio partito? Mai, danneggerei il centrodestra”. Coerenza questa sconosciuta. Correva l’anno 2025, mese di luglio, non una vita fa. Ecco cosa affermava categoricamente Roberto Vannacci – leader oggi di una sua formazione  di Futuro nazionale –  intervistato nel podcast Politigram da Carmine Abate. Siamo nell’ambito  dell’auto-profezia – come la battezza il Giornale-  che si auto-avvera. Una profezia al contrario, per citare il libro del generale: Il mondo al contrario”. Dunque, un anno fa l’europarlamentare eletto con la Lega aveva escluso senza mezzi termini la possibilità di fondare un proprio partito. Sostenendo che una sua eventuale formazione politica avrebbe finito per dividere il centrodestra e indebolire la maggioranza. E per avvalorare la sua granitica intenzione ci aggiunse la battuta: “Mi sarei trasformato in un Renzi o in un Calenda a caso, spaccando la destra. Ecco perché tutta la stampa di sinistra sventolava i bandieroni parlando del partito di Vannacci. Però hanno a che fare con un generale che non ci casca”.

La profezia “al contrario” di Vannacci: “Un mio partito? Voci messe in giro da Conte e Schlein”

Così va il mondo (al contrario). Che risate riascoltare quelle parole custodite su Instagram nella pagine dell’intervistatore di allora in un video che  sta imperversando. Ora quindi, cambio di scena radicale a distanza di un anno. L’uscita dalla Lega e, soprattutto, la nascita del suo partito, Futuro Nazionale, che ha aperto proprio quel dibattito sugli equilibri delle coalizioni che Vannacci dichiarava di voler scongiurare. Il generale sosteneva addirittura che le voci sulla sua volontà di fondare un partito erano “state messe in giro da Conte E Schlein insieme”. Rileggere oggi la conclusione di quel ragionamento, infine, fa davvero ridere: «Mi sarei trasformato in un Renzi o in un Calenda a caso, spaccando la destra. Ecco perché tutta la stampa di sinistra sventolava i bandieroni parlando del partito di Vannacci. Però hanno a che fare con un generale che non ci casca».

Era talmente “convinto” di non avere velleità personali che, sempre nel 2025, sempre a precisa domanda non escludeva un futuro a Palazzo Chigi, ricordando di aver trascorso una vita in ruoli di comando. E che dunque, se chiamato, non si sottrarrebbe.

 

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