Veretout chiama: "Non sono finito, posso ancora dare una mano. Se la Roma mi vuole io ci sono"
L'ex centrocampista giallorosso chiama la squadra di Gasperini.
Jordan Veretout può tornare alla Roma? "Se mi vogliono, io ci sono".
Il centrocampista francese classe 1993, ex dei giallorossi e della Fiorentina, oggi gioca all'Al Arabi, club della massima divisione qatariota, ma non chiude le porte a un ritorno in Italia.
Intervistato da Rete Sport, Veretout ha ricordato l'esperienza in giallorosso per poi dare uno sguardo al presente dei capitolini, ammiccando a Gian Piero Gasperini: le sue dichiarazioni, riportate da Vocegiallorossa.it.
CON LA ROMA 131 PRESENZE, 22 GOAL E 16 ASSIST
"Mi piaceva aiutare la squadra, correre tanto, ma riuscivo a segnare e sono riuscito a farne tanto. Ho fatto tre anni a Roma spettacolari, mi è piaciuto tantissimo, la mia famiglia si sentiva molto bene lì, ho fatto tanti amici, è stato difficile lasciare Roma, abbiamo vinto la Conference, è stato difficile lasciarla. Per me era il momento giusto per tornare in Francia, c’era un’offerta del Marsiglia, una grande squadra in Francia come la Roma in Italia ed era il momento giusto dopo 3 anni andar via".
SI SAREBBE DIVERTITO CON GASPERINI?
"Sicuramente è un grande allenatore in Italia e lo ha dimostrato anche in Europa, mi diverte tanto vedere la Roma, è un gioco verticale, forte, pressione costante, quando vedo i difensori della Roma che arrivano per segnare, è spettacolare, spero che quest’anno la squadra giallorossa possa vincere lo scudetto. Per caratteristiche mi sarei divertito, sicuramente sarei migliorato ancora. In Francia a Marsiglia avevamo Tudor che giocava con un sistema simile. Mi avrebbe fatto piacere esser allenato da lui, quando ero a Roma l’Atalanta mi voleva e quindi penso che il mister Gasperini mi volesse con lui".
MANU KONE?
"Lo guardo con affetto, è francese come me, sono contento che stia facendo bene in giallorosso e gli auguro di vincere a Roma perché è speciale".
IL RAPPORTO CON MOURINHO
"Era il numero uno, ho avuto un buon rapporto con lui. Non so se lui o la società prima, che ha fatto sì che giocassi meno, parlavamo del rinnovo ma non trovammo l’accordo, poi arrivò l’offerta del Marsiglia. Avevo un buon rapporto con Mou, era sempre molto vicino ai giocatori, è e resta un numero uno. Abbiamo vinto con lui, è entrato nella testa dei giocatori e questo rimarrà per sempre".
COME STA ANDANDO L'AVVENTURA A DOHA
"Sto bene qui, una vita spettacolare, il calcio è anche difficile a dispetto di quello che si pensa, la cosa più importante per me è la famiglia e lo devo fare anche per loro. Se la Roma mi chiama, mia moglie dice che vuole tornare nella capitale. Non sono finito, posso dare ancora una mano se la Roma vuole io ci sono...".
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