Voglia di turismo lento ed “effetto Zalone”: così gli italiani hanno riscoperto i Cammini

Dal successo di Buen Camino ai numeri record della Via Francigena: cresce il turismo lento che nel 2025 ha coinvolto circa 300mila camminatori e generato oltre 336 milioni di euro. Sempre più italiani e stranieri scelgono i Cammini, contribuendo alla valorizzazione delle aree interne e alla destagionalizzazione dei flussi turistici.
Nel 2026 il turismo italiano continua a crescere
Il turismo italiano continua a raccogliere buoni risultati anche nel 2026. A maggio, stando alle analisi dell’Ufficio statistica del ministero del Turismo, l’Italia si colloca al di sopra di Grecia, Francia e Spagna per tasso di saturazione OTA (Online Travel Agencies), mentre, a marzo, è al primo posto per incremento annuo di presenze e al secondo per permanenza media rispetto ai principali competitor europei.
Con un indice di soddisfazione espresso online dai turisti pari a 87,5/100, in lieve aumento rispetto allo stesso mese del 2025 (+0,5%). Molto bene anche il dato aeroportuale: a marzo il traffico aereo negli scali italiani ha superato i 17milioni di passeggeri, con un incremento del 4,9% rispetto allo stesso mese del 2025. Intanto i numeri evidenziano come sempre più persone scelgono di trascorrere le proprie vacanze con lo zaino in spalla alla riscoperta dei Cammini.
Sempre più italiani e turisti affascinati dal turismo lento
Una tendenza che vale oltre 336 milioni di euro annui: nel 2025 sono stati registrati trecentomila camminatori. Dalla Via Francigena al Sentiero Italia, il turismo lento accoglie sempre più pellegrini. Che sia per condivisione (41,5%), spiritualità (28,2%), interesse culturale (25%) o turismo (23,4%), il 2025 ha registrato un +35,95% di credenziali distribuite, un +5,6% di punti di distribuzione e un +117,96% di pellegrini che hanno ricevuto il Testimonium solamente nella Capitale.
I numeri della Via Francigena, infatti, sono tutti in aumento e il percorso continua anche a internazionalizzarsi, con una quota straniera del 53% costituita principalmente da statunitensi, francesi, tedeschi, australiani, olandesi, spagnoli e inglesi. Mentre i dati raccolti dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) evidenziano il ruolo destagionalizzante ricoperto dal percorso, che vede nel mese di settembre il periodo prediletto per partire (19%), con aprile (13%), maggio e ottobre (12%) in coda, e quindi preminenza dei mesi di spalla.
L’effetto Zalone
Seppure i numeri fossero già in crescita, il boom di interesse pubblico verso i Cammini va di pari passo con l’uscita del film Buen Camino, ambientato interamente in Spagna lungo il Cammino di Santiago di Compostela: la meta di pellegrinaggio più famosa al mondo, dove ogni anno si riversano centinaia di migliaia di persone per raggiungere la cattedrale di San Giacomo di Compostela in Galizia, meta finale del Cammino.
Già nel giorno di uscita del grande successo di Checco Zalone , il 25 dicembre, Google ha registrato oltre il 200% di ricerche in più rispetto alla media annuale. Una vera e propria impennata delle ricerche da parte degli italiani, catturati dalla comicità unica di Zalone e dal messaggio del lungometraggio. Addirittura, il 28 dicembre è stato registrato quasi il 600% in più di ricerche, e in tutta la prima settimana di gennaio c’è stato un incremento di oltre il 400% rispetto alla media.
Dal governo nuove risorse per il rilancio dei Cammini italiani
Occhi puntati a Santiago di Compostela, dunque. Ma non solo, ad aumentare esponenzialmente sono anche le ricerche di Cammini da fare in Italia. Dove con uno stanziamento di 5 milioni di euro per il periodo 2026-2028 e un milione annuo dal 2029, che si aggiungono agli oltre 30 già investiti dal ministero del Turismo per questo asset, si è dato il giusto riconoscimento a un segmento di mercato mai adeguatamente considerato, prima d’ora.
Una vera e propria svolta nell’approccio per la crescita costante e strutturale dei cammini italiani dove le risorse sono destinate all’attuazione di interventi quali miglioramento dei percorsi; promozione turistica; adeguamento strutturale, funzionale, impiantistico; messa in sicurezza; creazione di hotspot Wi-Fi; realizzazione di segnaletica intelligente lungo i tracciati; installazione di dispositivi di geolocalizzazione per la via Francigena del Sud; realizzazione di piste ciclopedonali e miglioramento dell’accessibilità.
Riscoprire le aree interne del Paese e connettersi con storia e natura
Iniziare un Cammino può essere un modo per riconnettere mente e corpo con la natura. Ma anche per riscoprire sé stessi, come ha raccontato bene Zalone. Così viaggiare a passo lento regala un’esperienza autentica a giovani e meno giovani e allo stesso tempo contribuisce alla valorizzazione delle aree interne o montane del Belpaese. Se “camminare nel verde è una medicina per il fisico e per la mente”, è vero anche che i lunghi sentieri dei Cammini sono ricchi di storie da raccontare.
In Italia, tra gli altri, ci sono “il Cammino di Carlo Magno” che segue le tracce del personaggio storico e prende il via da Bergamo, attraversa i comuni lungo il fiume Serio, le Valli d’Argon, la Val Cavallina, la Val Borlezza, la Valle Camonica (in provincia di Brescia, dove tocca il Parco delle incisioni rupestri di Foppe di Nadro e quello di Naquane a Capo di Ponte, nel 1979 primo sito Unesco in Italia); “L’Alta via delle Grazie”, ricca di luoghi di culto, dalla lunga tradizione religiosa; La “Via Francigena toscana” che per ben 394 km si snoda lungo la regione Toscana. Ma non solo, visto che gli itinerari tra i quali scegliere sono oggi oltre 250 e attraversano tutto lo Stivale.
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