Volkswagen, piano di ristrutturazione: ipotesi cessione Ducati e Lamborghini

30 Giugno 2026 - 10:25
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Volkswagen, piano di ristrutturazione: ipotesi cessione Ducati e Lamborghini

Tira aria di grandi manovre a Wolfsburg, il gruppo Volkswagen è tornato sotto i riflettori dei mercati finanziari, e questa volta il nome di due eccellenze della Motor Valley italiana come Ducati e Lamborghini è tornato a circolare con insistenza tra gli analisti. Tra una cessione già firmata, indiscrezioni su tagli pesantissimi al personale e dichiarazioni sempre più esplicite del management sulla necessità di razionalizzare l’investimento, il quadro che si sta delineando attorno al colosso tedesco appare tutt’altro che tranquillo.

Per chi segue da tempo le vicende del gruppo, non è una sorpresa totale: da mesi si parla di un riassetto profondo della galassia Volkswagen, che comprende non solo i marchi automobilistici di massa come la Volkswagen stessa, Skoda e SEAT, ma anche perle del lusso e delle due ruote come Porsche, Lamborghini, Bentley e, appunto, Ducati. Quello che fino a poco tempo fa sembrava un esercizio teorico da sala riunioni, però, ora sta alimentando voci sempre più insistenti.

Razionalizzare il portafoglio

Il concetto chiave attorno a cui ruota tutta la vicenda è la razionalizzazione. Volkswagen sta cercando in ogni modo possibile di liberare risorse finanziarie per affrontare due fronti contemporaneamente: il costosissimo piano di ristrutturazione interna e gli investimenti necessari per il futuro, soprattutto sul fronte dell’elettrificazione e della guida autonoma.

I vertici del gruppo, va detto, non hanno mai fatto mistero della possibilità di mettere mano al portafoglio di partecipazioni considerate non più strategiche. Negli ultimi mesi sono già state vendute quote della controllata Traton, attiva nel settore dei veicoli industriali, e si parla apertamente di possibili cessioni anche per le divisioni dedicate alle batterie, PowerCo, e per quella della guida autonoma, ADMT (Autonomous Driving Mobility & Transport). Insomma, nulla sembra più essere considerato intoccabile a priori, nemmeno asset che fino a poco tempo fa venivano presentati come pilastri della strategia futura del gruppo.

C’è poi un altro tassello che si inserisce in questo mosaico, ed è quello relativo al marchio americano Scout: secondo quanto riportato, Volkswagen starebbe già conducendo uno studio di fattibilità per attrarre investitori esterni, e il responsabile Scott Keogh ha recentemente fatto capire che tra le opzioni allo studio ci sarebbe anche la quotazione in Borsa. Insomma, a Wolfsburg le idee e le possibilità per fare cassa non mancano, con ogni asset che viene valutato attraverso uno sguardo pragmatico.

Si parte con la vendita di Everllence

A dare la scintilla a tutte queste speculazioni è stata un’operazione già conclusa. Volkswagen ha infatti sottoscritto un accordo per cedere a Bain Capital il 51% di Everllence, la società nata dalla ex MAN Energy Solutions, specializzata nella produzione di grandi motori diesel per uso navale, turbine per il settore energetico e altre soluzioni industriali ad alta tecnologia.

Si tratta di un’operazione che una volta completata, dovrebbe portare nelle casse di Wolfsburg circa 7,4 miliardi di euro. Una cifra enorme, giustificata dal management con la volontà di rafforzare in modo significativo la posizione finanziaria del gruppo e, parallelamente, di alleggerire un portafoglio di investimenti diventato negli anni eccessivamente ampio e diversificato.

Quello che colpisce, però, non è solo l’entità della cessione, ma anche il modo in cui si è svolta. L’operazione era da tempo sul tavolo del management, e ha attirato l’interesse di numerosi investitori istituzionali: Bain Capital ha avuto la meglio battendo la concorrenza di fondi del calibro di CVC ed EQT. Un’asta combattuta, con continui rilanci, che secondo alcuni consulenti che hanno seguito da vicino la trattativa rappresenta un segnale incoraggiante per chi a Wolfsburg sta pensando ad altre dismissioni. Se il mercato ha dimostrato un appetito così forte per Everllence, il ragionamento è che potrebbe mostrarsi altrettanto interessato per altri asset del gruppo, Ducati e Lamborghini comprese.

Ipotesi taglio 100 mila dipendenti

Se l’operazione Everllence aveva tutta l’aria di essere una buona notizia per gli investitori, il clima attorno a Volkswagen è tornato rapidamente teso. A distanza di appena 48 ore dall’annuncio della cessione, infatti, il gruppo è finito al centro delle polemiche per le indiscrezioni relative a un piano di tagli di proporzioni significative: le voci parlano di circa 100 mila dipendenti, ovvero un sesto dell’attuale forza lavoro complessiva del gruppo.

Non solo: secondo le stesse indiscrezioni, il piano prevederebbe anche la chiusura di altri quattro stabilimenti in Germania, che andrebbero ad aggiungersi a quelli già destinati alla dismissione nell’ambito del cosiddetto accordo di Natale del 2024, sottoscritto a suo tempo con i rappresentanti sindacali dell’IG Metall. Un’intesa che era stata presentata proprio come una garanzia contro chiusure e licenziamenti.

È facile immaginare la reazione di sindacati e lavoratori di fronte a una prospettiva del genere, soprattutto perché arriva a stretto giro da un’operazione che ha già fatto incassare miliardi al gruppo. Il sospetto, neanche troppo velato, è che la cessione di Everllence sia solo il primo tassello di una strategia più ampia di ridimensionamento, destinata a toccare ben altri ambiti del gruppo nei prossimi mesi, ma si tratta al momento solo di speculazioni e voci di corridoio.

Il ruolo di Ducati e Lamborghini

Ed è proprio in questo contesto che è tornata a circolare con forza l’ipotesi relativa a Ducati e Lamborghini. Due nomi che fanno sognare gli appassionati di motori di tutto il mondo, e che rappresentano probabilmente gli asset più preziosi, dal punto di vista dell’immagine, dell’intero portafoglio Volkswagen.

L’ipotesi, va detto, non è nuova in assoluto. Per quanto riguarda Ducati, già nel 2017 era circolata una proposta di acquisto, poi bloccata sul nascere dai sindacati tedeschi, fermamente contrari a una cessione del marchio bolognese. Per Lamborghini, invece, l’opzione che torna più spesso sul tavolo non è tanto una vendita diretta quanto una possibile quotazione in Borsa, sulla falsariga di quanto già fatto da Volkswagen con Porsche qualche anno fa.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, recenti e non meglio precisate proposte di acquisto per il marchio delle due ruote bolognese, insieme all’ipotesi di quotazione per la casa di Sant’Agata, starebbero trovando un terreno più fertile rispetto al passato ai piani alti di Wolfsburg. Va detto però che, per ora, si tratta ancora di valutazioni preliminari: alcuni analisti restano scettici sulle reali probabilità che operazioni di questo tipo vengano effettivamente realizzate a breve, anche perché altre potenziali dismissioni rischiano di rivelarsi tutt’altro che redditizie, complicando ulteriormente il quadro complessivo.

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