Volkswagen "Zukunftsplan 2030", la drastica cura di Blume per un colosso più snello
Dopo settimane di indiscrezioni e rumors, <strong>Volkswagen</strong> si è espressa in merito alla riorganizzazione necessaria per contrastare questo periodo di forte crisi. Si era parlato del licenziamento di 100.000 persone, della chiusura di quattro stabilimenti importanti nel cuore d'Europa e di una riduzione drastica della gamma di modelli. Alcuni di questi temi sono stati ripresi da <strong>Oliver Blume</strong>, il CEO del colosso di Wolfsburg, che è intervenuto con un videomessaggio per spiegare <strong>"Zukunftsplan 2030"</strong>, un pacchetto di dodici iniziative che saranno fondamentali per garantire la sopravvivenza e la competitività del grande gruppo tedesco.<h2>Il taglio della gamma</h2>Gran parte delle iniziative per ridare linfa a Volkswagen passa dalla drastica semplificazione dell'offerta commerciale. Non c'erano molti dubbi al riguardo, tuttavia, l'azienda di <a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-wolfsburg-retrocessione-crisi/">Wolfsburg</a> ha fatto chiarezza dichiarando la volontà <strong>tagliare la propria gamma </strong>di modelli <strong>fino al 50%</strong>, concentrando gli investimenti sui segmenti di mercato con la maggiore domanda e redditività.Dunque, non parliamo solamente di eliminare macchine meno popolari, ma di abbattere in modo drastico la complessità nelle catene produttive. Cosa vuol dire? Semplicemente che le varianti di equipaggiamento e le combinazioni tecniche saranno <strong>tagliate del 75%</strong>. Questo approccio cercherà di standardizzare le piattaforme, le architetture elettroniche e le soluzioni software a livello dell'intero Gruppo VW, eliminando costose doppie strutture.<h2>Produzione e capacità: ridimensionamento inevitabile</h2>Per la prima volta, i vertici di Wolfsburg hanno fissato un target concreto per la capacità produttiva a livello globale. La rete di produzione sarà calibrata per un output di circa <strong>nove milioni </strong>di <strong>veicoli all'anno</strong>, una flessione sensibile rispetto ai dodici milioni che il Gruppo era in grado di realizzare ai tempi antecedenti alla pandemia di Covid-19. Secondo i dati ufficiali, una capacità di circa due milioni di veicoli è già stata tagliata, ma sono previste <strong>ulteriori analisi</strong>, specialmente negli stabilimenti situati in Europa e in Cina. Almeno in quelli ritenuti più fragili.Nelle settimane scorse gli impianti indicati come i maggiori candidati alla <a href="https://www.hdmotori.it/baratro-verita-crisi-volkswagen/">chiusura</a> erano quattro: <strong>Emden, Hannover, Zwickau </strong>e<strong> Neckarsulm</strong>, tutti situati in Germani con tagli fino a 120.000 posti di lavoro. Tuttavia, almeno in questa prima fase, il Gruppo non ha confermato esplicitamente tali dettagli, non entrando nel merito del destino che accorrerà a queste fabbriche.<h2>Il monito dei vertici</h2>La gravità della situazione è emersa dalle parole dei leader del Gruppo. L'amministratore delegato <strong>Oliver Blume</strong> ha presentato il piano come il <em>"prossimo passo della trasformazione"</em>, dichiarando che l'obiettivo è fare in modo che entro il 2030 Volkswagen diventi <em>"l'azienda automobilistica più attraente al mondo"</em>. Parole di speranza per dare fiducia a un titano che, al momento, ha i piedi di argilla.Ancora più tecnico e perentorio è stato l'intervento del direttore finanziario (CFO) <strong>Arno Antlitz</strong>, il quale ha spiegato senza mezzi termini che "<em>i programmi di risparmio concordati finora non sono più sufficienti"</em> alla luce dell'attuale scenario economico e geopolitico. Secondo Antlitz, la sopravvivenza passa per una ristrutturazione profonda:<em> "il modello di business deve essere radicalmente sviluppato e la complessità deve essere significativamente ridotta". </em>E questo lo abbiamo già analizzato nel paragrafo precedente.<h2>Tecnologia e gestione: la spinta dell'IA</h2>Per accelerare i processi, il piano punta sulla digitalizzazione e sull'<strong>intelligenza artificiale</strong>. Parallelamente, Volkswagen procederà a una revisione del proprio portafoglio, valutando ogni asset in base al contributo economico reale. Un esempio è la già concordata cessione della quota di maggioranza in <strong>Everllence</strong>, operazione che porterà circa 7,4 miliardi di euro nelle casse aziendali. Mentre di Lamborghini e <a href="https://www.hdmotori.it/futuro-ducati-risposta-domenicali/">Ducati</a>, al centro di ulteriori speculazioni, per adesso tutto tace. Tuttavia, nelle prossime settimane sono attesi altri spinosi chiarimenti sui piani di Wolfsburg.[drivek_widget brand_id="audi" model_id="q6-e-tron"]
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