Voucher Doppia Transizione 2026: il nuovo bando per le PMI punta su IA e Transizione 5.0

06 Luglio 2026 - 12:43
0
Voucher Doppia Transizione 2026: il nuovo bando per le PMI punta su IA e Transizione 5.0

INCENTIVI

Voucher Doppia Transizione 2026: il nuovo bando per le PMI punta su IA e Transizione 5.0



Indirizzo copiato

Dall’8 luglio parte il nuovo Bando Voucher Doppia Transizione dei PID, che mette a disposizione delle PMI 150 milioni nel triennio 2026-2029 in forma di voucher per investimenti in IA, tecnologie abilitanti 4.0, formazione, consulenza e sostenibilità. I singoli bandi saranno gestiti dalle Camere di commercio

Pubblicato il 6 lug 2026



AI nelle PMI

Centocinquanta milioni di euro nel ciclo 2026-2029 per portare intelligenza artificiale, tecnologie digitali avanzate e sostenibilità nelle micro, piccole e medie imprese. Parte l’8 luglio il nuovo Bando Voucher Doppia Transizione 2026 dei Punti impresa digitale delle Camere di commercio. Sarà possibile precompilare le domande dalle ore 10 sulla piattaforma ReStart di InfoCamere.

La misura, promossa da Unioncamere e dal sistema camerale, nasce come prima edizione nazionale del voucher PID per la doppia transizione. I contributi sono a fondo perduto, in regime de minimis, e sono destinati alle imprese che investono in tecnologie abilitanti 4.0 e 5.0, consulenza specialistica e formazione. Le date effettive di apertura, chiusura e trasmissione delle domande saranno però stabilite dalle singole Camere di commercio, che gestiranno direttamente i bandi territoriali.

Voucher Doppia Transizione 2026, cosa finanzia il bando

Il bando sostiene investimenti in IA, cybersecurity, IoT e sensoristica, cloud computing, gestionali erp e crm, big data e analytics, blockchain, robotica collaborativa, realtà aumentata e virtuale, ma anche soluzioni per la sostenibilità e comunità energetiche rinnovabili.

Alle tecnologie si affiancano due voci importantissime per favorire l’adozione nelle imprese: la consulenza specialistica e la formazione del personale.

L’impostazione è coerente con il passaggio dal paradigma Industria 4.0 alla Transizione 5.0, dove l’acquisto di tecnologie non basta se non produce effetti misurabili sui processi, sui consumi energetici, sulle competenze e sulla capacità dell’impresa di usare i dati. Per una Pmi manifatturiera il voucher può quindi diventare un supporto per progetti che combinano sensoristica di campo, analisi dei dati, monitoraggio energetico, cybersecurity di fabbrica e automazione.

Gli importi massimi dei voucher e il dettaglio delle spese ammissibili saranno definiti dalle Camere di commercio nei vari avvisi territoriali. Unioncamere indica comunque una copertura fino al 70% delle spese sostenute per tecnologie, formazione e consulenza.

IndicatoreValore
Dotazione prevista nel ciclo 2026-2029150 milioni di euro
Copertura massima indicata per le spese70%
Imprese assistite dalla rete PID dal 20171 milione
Voucher mobilitati finora dal sistema cameralecirca 325 milioni di euro
Imprese raggiunte dai voucheroltre 40.000
Crescita della maturità digitale dal 2019+8%
Imprese assistite dai PID nel 2025oltre 150.000
I numeri principali del nuovo ciclo PID

Chi può accedere ai voucher PID

Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese con sede operativa nella circoscrizione territoriale della Camera di commercio di riferimento, attive e regolarmente iscritte al Registro imprese. Sono richiesti anche il regolare versamento del diritto annuale camerale e un Durc regolare.

Un passaggio operativo importante riguarda il SELFI 4.0, l’assessment gratuito di maturità digitale dei PID. La compilazione è obbligatoria nei tre mesi precedenti la presentazione della domanda. Serve a fotografare il livello di digitalizzazione dell’impresa e a orientare l’investimento, riducendo il rischio di finanziare tecnologie scollegate dai processi reali.

Dal punto di vista procedurale, le imprese dovranno preparare identità digitale, firma digitale e posta elettronica certificata. Dall’8 luglio 2026 sarà possibile accedere a ReStart per predisporre la domanda e caricare la documentazione, mentre l’invio formale seguirà il calendario fissato dai singoli bandi camerali. L’assegnazione, secondo le faq pubblicate sul portale PID, avviene con procedura valutativa a sportello, in base all’ordine cronologico di presentazione.

IA e Transizione 5.0, il ruolo degli AI-Lab territoriali

Tra le novità del nuovo piano triennale c’è l’avvio degli AI-Lab, laboratori territoriali pensati per accompagnare l’introduzione guidata dell’intelligenza artificiale nelle aziende. È un punto rilevante soprattutto per le imprese manifatturiere di minori dimensioni, dove l’adozione dell’IA spesso non parte da grandi piattaforme ma da casi d’uso circoscritti: manutenzione predittiva, controllo qualità, ottimizzazione dei consumi, supporto alla pianificazione, analisi dei dati di produzione e automazione di attività ripetitive.

L’utilità del voucher dipenderà dalla capacità di collegare l’incentivo a un progetto industriale concreto. Un software di analisi, un sistema di monitoraggio energetico o una soluzione di IA generativa per l’ufficio tecnico producono valore solo se entrano in una catena di responsabilità chiara: dati disponibili, processi misurabili, personale formato, sicurezza informatica adeguata e fornitori qualificati.

La rete PID continuerà anche le attività di informazione, formazione e orientamento verso partner tecnologici, in sinergia con Competence Center ed European Digital Innovation Hub. L’aggiornamento del SELFI 4.0, reso comparabile con il Digital Maturity Assessment degli EDIH europei, punta nella stessa direzione: costruire un linguaggio comune per misurare la maturità digitale e rendere più confrontabili i percorsi di trasformazione.

Dalla misura nazionale ai bandi locali

La dimensione nazionale del nuovo Voucher Doppia Transizione non elimina il ruolo dei territori. Le Camere di commercio aderenti pubblicheranno i bandi in autonomia, definendo risorse disponibili, importi massimi, eventuali premialità, spese ammissibili e scadenze. Per le imprese questo significa che bisognerà non solo verificare la misura nazionale, ma anche controllare l’avviso della propria Camera di commercio e la disponibilità del bando locale.

Il sistema camerale arriva al nuovo ciclo dopo una crescita progressiva dell’attività dei PID. Dal 2017 la rete ha assistito un milione di Pmi con iniziative di informazione e formazione; i voucher già mobilitati hanno raggiunto oltre 40.000 imprese. L’analisi di Unioncamere con il supporto tecnico di Dintec attribuisce all’azione dei PID una crescita dell’8% della maturità digitale delle imprese dal 2019.

Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, sottolinea che i Punti impresa digitale sono diventati “il canale privilegiato di accesso all’innovazione per le imprese, in particolare le micro e piccole imprese”. Il nuovo bando concentra questo ruolo sulle tecnologie di IA e sulla doppia transizione, con un obiettivo operativo: aiutare le Pmi a trasformare piccoli investimenti agevolati in progetti misurabili, sostenibili e coerenti con l’evoluzione del modello produttivo 5.0.

L'articolo Voucher Doppia Transizione 2026: il nuovo bando per le PMI punta su IA e Transizione 5.0 proviene da Innovation Post.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User