Destra e sinistra insieme per i diritti dei passeggeri aerei, l’Aula pronta a votare le nuove regole
dall’inviato a Strasburgo – Viaggiare gratuitamente accanto al proprio figlio fino a 14 anni di età, senza dover pagare per il posto; obbligo per le compagnie aeree di confermare immediatamente di aver ricevuto un reclamo e rispondere al più tardi entro 30 giorni, e obbligo di informare per via elettronica entro massimo 96 ore sul diritto al rimborso in caso di avvenuti ritardi o cancellazioni. Il Parlamento europeo si prepara a chiudere il dossier sui diritti dei passeggeri, attraverso un voto d’Aula chiamato a scrivere regole attese 13 anni.
Parlamento e Consiglio UE hanno trovato l’intesa inter-istituzionale a metà giugno, che aggiorna il quadro di tutela di chi viaggia. L’Aula si appresta a garantire il primo dei due via libera ufficiali definitivi, con i diversi schieramenti compatti nel confermare senza emendamenti l’intesa e consegnare la sessione plenaria di luglio al voto storico. Il successivo ‘sì’ del Consiglio porrà fine a tutto aggiornando le regole per viaggiare dentro e fuori l’UE.
Nel non semplice negoziato il Parlamento è riuscito a mantenere le tre ore di ritardo quale prerequisito per avere diritto al rimborso, contro i tentativi del Consiglio di estenderlo a più di tre ore. E’ questa una delle principali condizioni oggetto del negoziato, che prevede un rimborso differenziato a seconda delle tratte: 250 euro per tutti i viaggi fino a 1.500 chilometri, 400 euro per tutti i voli intra-comunitari o per le tratte comprese tra 1.500 km e 3.500 km, e 600 euro per tutti gli altri voli. Le regole concordate prevedono attenuazioni per le compagnie aree, che potranno ridurre del 50 per cento i rimborsi per le tratte più lunghe qualora ai passeggeri venga offerta una soluzione alternativa verso la destinazione finale oppure se il ritardo all’arrivo non supera le quattro ore.
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